Pellegrini Realizza E La Roma Porta A Casa Un Punto Miracoloso

Pellegrini Realizza E La Roma Porta A Casa Un Punto Miracoloso

Dopo aver subito un'eccellente Udinese a cui è mancata quella cattiveria in più per fare davvero male.

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Dopo la soddisfazione di ieri nel trovare la Roma al 12° posto nel Ranking Uefa, seconda squadra italiana dopo la Juve (ottava), ci si aspettava una prestazione altrettanto soddisfacente in campionato.

Si è tornati a casa con un punto, quantomai prezioso ma indubbiamente amaro, contro un'Udinese che ha dominato i giallorossi per quasi tutti i 90 minuti.

L'idea e la speraza era quella di continuare la striscia positiva, in vista del ritorno di Conference League e del derby ormai alle porte.

Mourinho cambia di nuovo modulo, si sbilancia mandando in campo i diffidati Pellegrini e Zaniolo, fuori Mkhitaryan e Kumbulla e occhi puntati sul giovane Zalewski sulla sinistra.

Cioffi invece si affida con grande coraggio a Udogie.

In campo l'Udinese si schiera con un 3-5-2: Silvestri; Becao, Pablo Mari, N. Perez; N. Molina, Pereyra, Jajalo, Makengo, Udogie; Deulofeu, Beto.

La Roma si gioca il 3-4-1-2, pur sapendo che si tratta in realtà di un 3-5-2 mascherato: Rui Patricio; Mancini, Smalling, Ibanez; Karsdorp, S. Oliveira, Cristante, Zalewski; Lo. Pellegrini; Zaniolo, Abraham.

L'aria che tira fin dai primi minuti non lascia presagire nulla di buono, l'Udinese si fa subito pressante attaccando la fascia sinistra, dove sono i centrocampisti a cucire una trama piuttosto fitta e lanciata verso la porta avversaria, Ibanez torna a tentennare faticando a trattenere l'avanzata di Pereyra e Deulofeu, che vanno spesso vicini al gol e ai quali si affianca uno spiritato Molina che si lascia spesso alle spalle anche un poco concentrato Smalling. Mancini cerca di chiudere gli spazi come può, ma la tentazione di spingere in avati lo costringe a ripiegare malamente in area creando quella instabilità difensiva che mette in serio pericolo i giallorossi. In tutto questo correre e avanzare dei bianconeri la Roma prova a scuotere la porta avversaria con uno squillo di Abrham, troppo impreciso e mal supportato dalla trequarti ed è al 15' che gli uomini di Mourinho si vedono sorpassare dai padroni di casa: angolo per l'Udinese, Molina viene lasciato solo e l'inevitabile tiro in porta si trasforma nel vantaggio friulano. 1-0. Il match diventa un assolo bianconero che continua a puntare gli spazi gestiti da Zalewski e Ibanez che si lasciano ingannare anche da Makengo che sfiora di poco il 2-0 con la palla che si infrange prima sulla traversa e poi sul palo dopo una deviazione di Rui Patricio, con Mancini che salva in extremis la ribattuta di Beto. Brividi negativi che mal si sposano con le ultime uscite più ordinate di questa Roma apparsa più serena e compatta ma che oggi, sembra essere ripiombata in un tunnel di disorganizzazione e confusione.

Di Bello manda tutti negli spogliatoi e la squadra della Capitale ringrazia sentitamente la sorte per non essere andataa riposo con un passivo più pesante. Colpisce l'inconsistenza, la mancanza di schemi e di idee lasciate spesso all'iniziativa del singolo. Nonostante la chiara affezione per la fascia destra, Mourinho non sposta nulla, i giocatori fanno poco per supportare l'anello debole e la linea di centrocampo -Oliveira su tutti- ha dato sterili segnali di vivacità nel costruire una parvenza di gioco.

Difatti è proprio il portoghese a lasciare il campo ad inizio secondo tempo, sostituito da El Shaarawy ed anche l'assetto in campo sembra diventare più ordinato con Pellegrini che sale per lasciare maggior movimento al Faraone.

Cambia l'impostazione ma non la sostanza, perché a farla da padrone è sempre l'Udinese che torna a farsi cattiva per chiudere la partita a proprio favore con Makengo che al 55' sfiora di poco il palo alla destra di Rui Patricio, poi con Pereyra e Deulofeu che martellano ancora la fascia gestita da Ibanez.

Mou corre ai ripari: fuori Zalewski e Abraham e dentro Felix e Shomurodov.

Proprio il giovane giallorosso sfiora l'impresa quasi subito, ma serve sostanza perché gli uomini di Cioffi non mollano la presa costringendo la Roma ad ulteriori cambi: dentro Veretout che tenta di riportare equilibrio in mezzo al campo, ci prova anche Cristante di testa su calcio d'angolo. La freschezza dei nuovi entrati se non altro regala più densità e questo permette di gestire meglio la palla, tanto che sia Felix che Pellegrini vanno vicini al gol, dove solo Pablo Mari chiude al meglio il possibile pareggio. Un atteggiamento che forse fomenta lo Special One che butta nella mischia anche Carles Perez per Mancini sfruttando lo spagnolo ed il faraone sia come terzini che come attaccanti, sbilanciando pericolosamente la squadra e regalando all'Udinese quella capacità di contropiede che i due non riescono a controllare; prima Pussetto e poi Samardic si vedono respingere la conclusione da un Rui Patricio preso ormai d'assalto da tutte le parti. Nel recupero i giallorossi provano a giocarsi l'ultima chance ed ecco che solo per pura fortuna un fallo di mano di Zeegelaar in area regala un insperato calcio di rigore agli ospiti.


Foto Roberto Proietto / unfoldingroma

Laura Tarani

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