Fabio Tettoni

Fabio Tettoni

La vita di tutti i giorni può lentamente allontanarci dai nostri sogni ed è proprio in questi momenti che la voglia di non rinunciare ci dà la forza di affrontare nuovi ostacoli

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Fabio ti sei avvicinato alla musica da giovanissimo, prima come musicista e poi come cantante ed è stato un continuo ricominciare e mettersi in gioco. Raccontaci un pò il tuo percorso musicale.

Ho avuto tra le mani la prima chitarra intorno ai quindici anni, prima di allora ero sempre stato affascinato dalla musica e dai musicisti in genere ma, oltre a una mera predisposizione al canto, non avevo mai approfondito più di tanto. A dire il vero in famiglia questa mia piccola dote non fu mai considerata seriamente così ogni volta che chiedevo di fare un corso di musica mi ritrovavo iscritto a qualche sport! Tornando alla chitarra, alla quale fui introdotto da un amico di scuola, capii subito che non sarei mai stato un virtuoso ma che avrei utilizzato lo strumento per canticchiare le mie cose. Di melodie ne avevo molte per la testa, credevo fosse normalissimo e invece scoprii che scrivere canzoni è una predisposizione che non grazia proprio tutti. Ancora oggi ho difficoltà a capire come, ad esempio, un pianista diplomato e con ottima tecnica non riesca a comporre musica a velocità della luce! Poi ci rifletto un attimo e mi dico: “vabbé, un pò per uno!”. Nel primo gruppo del quale feci parte, suonavo la batteria poi pian piano sono riuscito a spostarmi alla voce. Dai “Piramide” in poi, mio gruppo per quasi dieci anni, ho sempre proposto cose scritte da me o in collaborazione. Poi la strada da solista, il primo disco e via fino a oggi.

Hai partecipato più volte alle selezioni di Sanremo giovani. Cosa ti ha lasciato questa esperienza? Cosa pensi di questa importante kermesse musicale?

Prima Castrocaro, un paio di tentativi, e poi Sanremo giovani per sette - otto volte neanche ricordo più. Certo, visto che praticamente quasi tutte le canzoni presentate in quegli sono ancora in repertorio e funzionano..forse una possibilità la meritavano! E’ andata così, ma Sanremo vale comunque i tentativi fatti perché era ed è una vetrina importantissima dove presentare il proprio prodotto.

In tv ci sono diversi reality che puntano alla ricerca di una voce nuova. Ritieni siano una buona vetrina per un giovane che prova ad emergere?

Certo è una bella scuola e c’è una scrematura talmente forte che alla fine effettivamente quelli che “sopravvivono” sono veramente bravi. Per emergere i reality possono essere una ghiotta occasione ma quanti ne escono letteralmente svuotati? E quanti addirittura rinunciano per sempre? Probabilmente è un’occasione utile per chi già della musica ne ha fatto una professione o ha in mente di farlo. Si è più abituati a ripartire.

Hai frequentato corsi di canto, dizione , danza e recitazione che ti hanno portato a solcare il palco anche come attore. Raccontaci un po’ di questa esperienza.

Ho esordito in teatro con una compagnia dialettale per fare via via nuove esperienze, fino al ruolo di protagonista nel Un camice e tre note, non ho scritto al Costanzo Show, commedia musicale scritta e diretta da Ugo De Vita. Quasi dimenticavo che preparai l’esame di ammissione alla Silvio D’Amico…una vita fa!

Ti rappresenta di più il teatro o la musica?

Sicuramente più la musica. Ma poi cos’è un concerto se non una rappresentazione teatrale con interpreti, scaletta e testi? Certo c’è anche improvvisazione ma non è lo stesso nella commedia dell’arte?

Sei autore dei tuoi pezzi, c’è un brano a cui sei particolarmente legato e perché?

Forse Dove sei, un brano scritto in albergo la sera prima di un appuntamento con il mio produttore di allora. Il resto del repertorio che avevo proposto era stato stroncato e questa canzone fu la prima traccia registrata di Come ali in un battito poi distribuito dalla RTI Music

Generalmente che musica ascolti, quali sono gli artisti da cui trai ispirazione?

Sono molte le canzoni che amo, e molti sono gli artisti che apprezzo anche se non rientro nella categoria dei fan, cioè non esiste nessun artista del quale apprezzo tutto. Ma forse ho detto una cretinata perché appena c’è un concerto degli Elio e le storie tese corro!

Hai all'attivo molti live, che tipo di pubblico affolla le tue serate?

Eterogeneo senza dubbio. Certo prevalgono i trenta/cinquantenni ma quando ci sono dei ragazzi vedo che stanno bene. L’altra sera ho cantato dei brani in un teatrino storico di Roma, ho incontrato un musicista altrettanto storico che pensando facessi blues mi ha detto di odiare il pop e la musica leggera in genere. Quando ho terminato la mia esibizione pensavo mi evitasse e invece mi ha abbracciato!

Progetti per il futuro?

Nei prossimi giorni esce il video del brano Regina di Roma e continuo con la promozione del CD uscito lo scorso dicembre. In questi giorni sto lavorando al Booktrailer di due romanzi in uscita, questo vuol dire due brani nuovi con testo e atmosfere ispirate direttamente dal libro. Anche il brano Regina di Roma è nato dopo aver letto Nannarella di Giancarlo Governi che ringrazio ancora per avermi autorizzato a mostrare il suo libro nel video.

Vivere di musica è sicuramente un lavoro tutt'altro che semplice. Quanto è importante essere tenaci?

Tutto quello che negli anni ho ricavato dalla musica l’ho reinvestito nel mio progetto. Nella vita ho sempre lavorato occupandomi di cose che non hanno nulla in comune con l’arte ma che mi hanno permesso di rimanere libero e distante da compromessi. Scrivere e cantare canzoni non è come per lo sport dove si diventa meno performanti anzi, con il passare degli anni si tende a migliorare, a scrivere meglio e addirittura, come nel mio caso, ad avere una voce più calda. La vita di tutti i giorni può lentamente allontanarci dai nostri sogni ed è proprio in questi momenti che la voglia di non rinunciare ci dà la forza di affrontare nuovi ostacoli. E’ il mio modo di essere tenace.

Grazie Fabio della piacevole chiacchierata, invitiamo i nostri lettori all'ascolto del brano Il ritorno, distribuito sui principali Digital Stores e iTunes!

Sara Grillo 

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