LAZIO SASSUOLO 2 1 LE RISPOSTE DI ZACCAGNI LAZZARI E PATRIC

Non c'erano al derby, Lazzari schierato solo nel secondo tempo, ma contro il Sassuolo si sono dimostrati pedine fondamentali

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Serviva la risposta dopo il derby ed è arrivata. C’è ancora da lavorare, perché la Lazio dopo il primo tempo poteva comandare per 3 reti a 0 e nel finale il gol della disattenzione è arrivato. Il cambio d’atteggiamento dopo il derby si è visto: la Lazio da qui alla fine non vuole stare a guardare e per continuare a lottare era fondamentale battere il Sassuolo. Sarri, nella conferenza stampa di presentazione, è sembrato arrabbiato con se stesso, ma anche con i suoi giocatori, che contro il Sassuolo hanno dato la risposta migliore che potevano.

Impossibile, al termine di una partita vinta così, non ripensare al derby: contro la Roma nella Lazio mancavano Mattia Zaccagni, Patric e Manuel Lazzari, entrato poi nella ripresa al posto di Hysaj. Il primo era squalificato: un giallo stupido, ingenuo ed inutile, l’ha costretto a saltare la stracittadina. Il secondo era reduce da un infortunio ed è tornato a disposizione contro la Roma. La domanda che ci assilla, o che mi assilla, è sempre la stessa: perché non dall’inizio al derby, perché aspettare il 7^ del secondo tempo quando la partita era compressa sin dai primi minuti?

Il gol del numero 29 dopo 17 minuti di gioco è stata una liberazione per la Lazio, ma sicuramente anche per Lazzari. In dubbio ad inizio stagione, poi la ripresa, la crescita, fino all’infortunio rimediato nel corso di Lazio Bologna. Una lesione al flessore che gli ha impedito di essere disponibile per la Nazionale, che l’ha tenuto fuori contro Porto e Napoli. E’ tornato contro la Roma, dimostrando che può fare e fa la differenza. E oggi, se serviva, ancora una risposta l’ha data. Con il gol e la prestazione.

Non ha segnato Mattia Zaccagni, ma anche la sua assenza nel derby si è fatta sentire. Non solo, in pochi mesi è diventato già leader: al 10^, mentre la Lazio guadagnava un angolo, ha guardato verso la Nord e l’ha incitata. Ha fatto bene la Lazio a riscattarlo: da lui si può ripartire per consegnare a Sarri la squadra che vuole.

E poi c’è Patric. Quando c’è lui la Lazio vince. E’ un assioma matematico: perché è più forte dei titolari? E’ un caso? Fatto sta che Patric ha sostituito degnamente Acerbi quando è stato infortunato. Tornato il numero 33, si è seduto in panchina: nel derby, mentre in campo c’era la coppia titolare Luiz Felipe-Acerbi, lui si dannava in panca. Ha rimediato un giallo: non avrà doti tecniche, ma da un punto di vista caratteriale ce la mette sempre tutta. Anche contro il Sassuolo non ha demeritato e sul gol del 2 a 0 è stato il giocatore che ha esultato di più. E’ teatrale nelle esultanze, non ruba l’occhio in campo, le sue sbavature fanno tremare, ma non si risparmia mai e la sua crescita è sotto gli occhi di tutti. Eppure è uno dei giocatori che rischia di andar via a parametro zero, come Luiz Felipe già promesso al Betis Siviglia che sembra giocare al risparmio. Se Luiz Felipe è in partenza, Acerbi ha rotto con l’ambiente, salutare anche Patric vorrebbe dire rifondare la difesa di una squadra già da ricostruire. Lazzari e Patric sono stati anche i protagonisti della conferenza stampa di Maurizio Sarri che ha sottolineato le prestazioni dei due giocatori: "Lazzari negli spogliatoi mi ha detto che non aveva mai fatto tre gol quando faceva il quinto. Il ragazzo è contento e mi fa piacere. Sono orgoglioso per la prova difensiva che ha fatto, non tanto per quella offensiva che mi preoccupava di meno. Patric è un giocatore sottovalutato, è molto tecnico e molto veloce. Sta facendo un percorso importante e se guardiamo le ultime sette partite non ho più visto grossi errori”.

Enrica Di Carlo - Foto Emanuele Gambino

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