Dieci Risultati Utili Consecutivi Ed Il Temporaneo Quinto Posto In Classifica.

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Prove tecniche di stabilità?

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Forse, sta di fatto che la Roma oggi si porta a casa una vittoria pesantissima, dopo la splendida prestazione contro la Lazio. Una vittoria neanche troppo netta, condotta sempre sul filo del rasoio ma efficace e determinante anche in vista della partita di coppa. Giampaolo si aspetta un'avversaria agguerrita ed affamata decidendo per un 4-3-2-1 forse troppo sbilanciato in difesa e con poca propulsione in attacco: Audero; Bereszynski, Colley, Ferrari, Murru; Candreva, Rincon, Thorsby; Sabiri, Sensi; Caputo.

Mou schiera la stessa formazione scesa in campo nel derby, con un 3-4-2-1, capace di diventare all'occorrenza un 3-4-2-1 che comincia ad essere metabolizzato piuttosto bene dalla squadra: Rui Patricio; Mancini, Smalling, Ibanez; Karsdorp, Cristante, Sergio Oliveira, Zalewski; Pellegrini, Mkhitaryan; Abraham.

Ai nastri di partenza è la Sampdoria ad aggredire la Roma con Zalewski che al primo affondo di Bereszynski pecca un po' di superbia permettendogli di servire Sensi che riesce nell'allungo per Thorsby, il centrocampista però calcia male mandando il pallone fuori.

La pressione della Roma non si fa attendere e qualche minuto dopo prova a partire, Audero sbaglia il rinvio, miracoloso il recupero di Colley.

Guardando le squadre con attenzione, salta all'occhio una Roma più ordinata e organizzata che sale con giudizio senza strafare, studia l'avversario cercando la giocata più adatta; un atteggiamento inedito da parte di una squadra che ha abituato il suo pubblico a fiammate irriverenti ma sterili e alquanto pericolose, dove la fascia destra -ma quella già da tempo- viene lavorata in modo impeccabile da un Karsdorp sempre più padrone del gioco e capace di condurre l'azione in solitaria senza risultare inefficace, l'altra, - in attesa dell'agognato titolare- ad uso e consumo del giovane Zalewski che sarà anche ancora un po' acerbo, ma tenace al punto da diventare anche l'uomo assit da cui arriverà il pallone per il vantaggio giallorosso. Gli uomini di Giampaolo prendono con cura le misure alla Roma reggendo molto bene le ripartenze di Mkhitaryan e Pellegrini capaci di rendersi pericolosi in diverse occasioni ma prontamente chiusi nell'atto di servire un Abraham molto ben marcato e costretto ad andarsi a prendere palla fino alla linea di centrocampo.

L'equilibrio creatosi rende il match un po' troppo statico ed il primo brivido arriva solo al 21' quando Caputo mira la porta trovando un ottimo Rui Patricio a fermare il pallone a terra, poi ci riprova la Roma, palleggio blando ma continuo, brusca impennata di Zalewski che crossa al centro per Abraham, Thorsby si interpone diventando sponda per l'armeno che trova il pallone sulla linea di porta e la calcia alle spalle di Audero. 0-1 e vantaggio giallorosso.

I blucerchiati trovano subito lo spirito per reagire: corner per i padroni di casa e brutto tentativo di Colley che travolge Rui Patricio fortunatamente senza conseguenze.

Si rivede Oliveira, buon palleggio e possesso in buon accordo con Cristante, un centrocampo che gestisce molto bene i palloni lasciando l'iniziativa offensiva alle fasce, quasi che la Roma abbia trovato la formula giusta per muovere l'ingranaggio e dare sicurezza a tutta la squadra.

Ad ogni reparto la sua identità, intervallata solo da qualche “licenza” controllata per permettere la superiorità numerica come strategia offensiva – vedi Mancini spesso sottoporta- o difensiva, con lo stesso Oliveira capace di arretrare per infastidire Caputo.

Una parvenza di gioco, non una mischia selvaggia che deve affidarsi alla giocata solitaria dell'ispirato di turno, con una costruzione dal basso che al momento si va leggendo orizzontalmente ma in grado di reggere il contropiede avversario e intimidire in fase offensiva, lo stesso Bereszynski tenta un retropassaggio rischiosissimo in porta, su cui Abraham riesce ad anticipare l'intervento di Audero, sbagliando però clamorosamente il centro.

Si chiude il primo tempo con una prodezza di Rui Patricio su punizione di Sabiri; un primo tempo più di concetto, quasi da filosofia del calcio.

Giampaolo corre ai ripari e nella ripresa inserisce Quagliarella al posto di Sensi, portando l'attacco a due e spostando Sabiri sulla trequarti.

Il movimento sembra funzionare, ma solo per poco perché i giallorossi intuiscono le intenzioni avversarie stringendo le linee, rischiando poco e gestendo il risultato.

Gli uomini di Mou alzano piano, piano il baricentro puntando sulla qualità dei trequartisti, la Samp. Trema e Giampaolo prova a mischiare ancora le carte buttando dentro Vieira per Rincon e Augello per Murru, ci riprova Sabiri, ma nel tentativo offensivo si trova spesso senza un valido appoggio capace di supportare la manovra che finisce per perdere di efficacia, così i liguri provano a sbilanciarsi con più uomini lasciando campo ad una Roma più motivata che ad un certo punto, in vista della sfida di giovedì, abbassa i giri decidendo per un palleggio mirato al controllo del gioco.

Una tattica che, nonostante un parziale non affidabilissimo, sembra andare bene ai giallorossi, tanto da sostituire Abraham e Zalewski per Shomurodov e Vina.

Gli ospiti addormentano il gioco, coadiuvati da un avversario che nel secondo tempo non mette in particolare apprensione Rui Patricio, in attesa del triplice fischio, c'è tempo però per l'ammonizione sapientemente “cercata” di Pellegrini che salterà il prossimo impegno in casa contro la Salernitana, per poi tornare nel big match contro l'Inter.

Un risultato giusto in una partita con poche emozioni, quasi un palcoscenico per mostrare i progressi di una squadra che forse sta trovando il passo giusto ma che si chiama Roma...e dalla Roma, purtroppo, siamo abituati ad aspettarci di tutto.

Laura Tarani

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