LO STUPRO DI GUERRA

UN CRIMINE CONTRO L’UMANITA’

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La guerra tra Russia e Ucraina sembra ancora non volgere al termine, dopo vari incontri diplomatici che si sono tenuti nei giorni scorsi. Perdura la crudeltà umana, aumentano i morti, ma dove la guerra arriva, viene meno l’umanità: si parla ancora di stupro durante la guerra, un fenomeno che colpisce soprattutto le donne per mano degli uomini.

Nei secoli questo reato è stato commesso durante le guerre a danno delle vittime per dimostrare di essere vincitori, di poter trattare le donne come oggetti e tenerle sottomesse, una nazione personificate nei volti di donne innocenti come successe durante la Seconda Guerra Mondiale con gli stupri di massa a Nanchino, in cui i giapponesi stupravano le donne cinesi. Un evento che è stato riconosciuto solo negli ultimi tempi per le poche donne superstiti che hanno potuto raccontare i fatti.

I soldati russi stanno commettendo esattamente questo verso le donne ucraine: effettuano stupri, un crimine contro l’umanità e un reato nei confronti della persona. Donne che si sono trovate col terrore negli occhi, che hanno avuto paura di morire, ma non è bastato solo questo. Quelle che sono potute scappare verso i confini si ritrovano una gravidanza indesiderata e in molte stanno manifestando la volontà di abortire, possibile solo fuori dai confini ucraini.

La legge ucraina non proibisce l’aborto, ma questo viene fatto solo se la madre è in pericolo di vita durante il periodo della gravidanza o è stata vittima di stupro. Per quest’ultimo caso molti medici si sono tirati indietro spaventati dalle possibili conseguenze.

Le vittime sono sempre i deboli, gli innocenti, tra cui donne e bambini, e li ritroviamo che ne pagano sempre le conseguenze per mano degli uomini che giocano a fare la guerra.

Evelyn Grazia Nericcio

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