Giovanni Falcone Il Giudice Immortale

Il 23 Maggio del 1992, Cosa Nostra uccide

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Il 23 Maggio del 1992, Cosa Nostra uccide il Giudice Giovanni Falcone, assieme alla moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta Vito Schifano , Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.

Era un giorno che sapeva d’Estate. Il Giudice Falcone scese dall’aereo per poi salire in macchina con la sua amata e gli angeli della scorta. All’altezza di Capaci venne posizionato centinaia di chili di tritolo. A premere il pulsante per farlo esplodere sarà Brusca . Si sentì un boato che fece tremare la terra. Subito dopo arrivarono i soccorsi ma ormai le condizioni delle vittime erano veramente gravi. Il giudice verrà trasportato sotto scorta di un corteo di macchine e di un elicottero dei Carabinieri presso l'ospedale civico di Palermo. Gli agenti e i civili coinvolti nell’attentato vennero trasportati in ospedale. Sul luogo vennero estratti i cadaveri degli uomini della scorta, ricordiamo Schifani, Montinaro e Dicillo. Nel mentre, la stampa, i telegiornali e le radio di tutto il mondo davano la notizia dell’attentato al Giudice Falcone. L’opinione pubblica era sconvolta.

Successivamente, molti studiosi, ma anche il famoso pentito Tommaso Buscetta, ipotizzavano che dietro quell’attentato oltre a Cosa Nostra, ci fossero menti raffinatissime. Buscetta ipotizzo in che fosse una risposta al maxiprocesso. Il maxiprocesso aveva creato una profonda ferita alla mafia. Infatti, durante il primo iter del maxiprocesso si concluse con un totale di 2665 anni di reclusione. Totò Riina insieme agli altri membri della Commissione decisero di eliminare il Giudice Falcone. Subito dopo la stessa sorte toccherà al Giudice Paolo Borsellino.

Falcone durante la sua vita aveva lottato per eliminare quel cancro chiamato Cosa Nostra. Dopo essere scampato a un primo attentato presso l’Addaura. Iniziarono le accuse diffamatorie. Accusarono Falcone di favorire una parte della mafia per distruggere l’altra, di essere amico di alcuni collaboratori di giustizia. Addirittura gli attribuirono accuse come quella di portare i cannoli a Tommaso Buscetta. In realtà tutto questo non era vero. Anche perchè con Buscetta si instaurò un clima di collaborazione senza favoritismi. Le dichiarazioni di Buscetta erano mosse dal fatto che gli uccisero i figli. Nel libro scritto da Falcone ‘’ Cose di Cosa Nostra’’, afferma che Buscetta gli svelo la struttura di Cosa Nostra. Buscetta insegno a Falcone cosa era la mafia dal punto di vista antropologico oltre che storico, logico e militare. Una specie di Stato nello Stato. Nacque così il metodo Falcone. Il metodo Falcone consiste nel seguire i soldi per scoprire la mafia. Tuttora questo metodo diventa uno dei pilastri della magistratura. Falcone possiamo dire che scoprì la mafia nei comportamenti, gesti, parole e codici. Come affermò lo stesso Giudice fu Buscetta ad essere il suo professore di lingue. Adesso, dopo trent'anni dalla scomparsa di Giovanni Falcone le sue idee non sono morte. Come affermava lui stesso: “gli uomini passano, le idee restano”.

Mimma Gaziano

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