Allarme Siccità Al Nord: Il Po Sotto Ai Livelli Minimi.

Allarme Siccità Al Nord: Il Po Sotto Ai Livelli Minimi.

La siccità ha messo in ginocchio il nord, con valori al di sotto dei minimi storici. La situazione è di crisi; dichiarato lo stato di emergenza regionale

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Il 24 giugno, il Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, con l’OPGR n. 917, ha dichiarato lo stato di emergenza regionale, che resterà in vigore fino al 30 settembre 2022.

Il decreto ha supportato i Sindaci dei Comuni della Lombardia con una panoramica su risparmio idrico e sulla limitazione d' uso dell’acqua potabile, lasciando la facoltà di integrare le linee guida in base allo specifico contesto territoriale e agli effetti della crisi idrica.

Di fatto, il decreto raccomanda ai Comuni di limitare l’uso dell’acqua potabile per attività non necessarie.

La pioggia della scorsa notte, unitamente ad alcuni eventi temporaleschi, ha concesso un po' di tregua al nord, ma l'allarme siccità rimane; i fiumi sono assetati.

Particolarmente preoccupante la situazione del Po, che ha raggiunto i livelli minimi degli ultimi settant’ anni. Il letto del fiume si è ridotto in modo importante; sabbiaie esposte, resti di vecchi ponti e addirittura una vecchia linea ferroviaria rappresentano ciò che il grande fiume ci sta restituendo, a testimonianza di una crisi idrica che sta mettendo in ginocchio il territorio.

Siamo andati a verificare la situazione a Mantova, città della pianura padana che condivide il territorio con altri due grandi fiumi, l’Oglio e il Mincio e dove sono state già prese diverse misure contenitive. L'ordinanza comunale prevede il divieto di irrigare i giardini, con l'eccezione dell'irrigazione pubblica a goccia, Il divieto di lavaggio di cortili e terrazze. Le misure precauzionali toccano anche il lavaggio di veicoli privati, ad esclusione di quello svolto dagli autolavaggi; il riempimento e l’alimentazione di fontane ornamentali, vasche da giardino, piscine private anche se dotate di impianto di ricircolo dell’acqua; l’alimentazione delle fontanelle pubbliche ad erogazione continua non dotate di pulsante o rubinetto di chiusura ed apertura del flusso dell’acqua, fatta eccezione per quelle necessarie al monitoraggio della salubrità dell’acqua e, in modo generale, tutti gli usi diversi da quello alimentare, domestico ed igienico, se non strettamente necessari.

Uno scenario come questo non lo si vedeva dal 1972; la situazione risulta particolarmente critica perché, oltre alla portata limitata e la mancanza di pioggia, la temperatura è più alta rispetto alla media del periodo e manca la risorsa della neve in montagna. Inoltre, le piogge non migliorano la situazione in maniera significativa in quanto si verificano con perturbazioni violente in punti specifici e non in modo uniforme. Sul territorio, i consorzi di bonifica stanno prelevando e distribuendo acqua nel bacino del Po, che rappresenta il 40% del PIL nazionale in agricoltura.

Come ha dichiarato Meuccio Berselli, segretario generale dell’Autorità di bacino Distrettuale del Fiume Po, attualmente il livello del fiume è inferiore di un metro e mezzo rispetto al valore normale del periodo. Il Segretario generale parla anche di priorità, evidenziando l'importanza di fermare l'acqua quando piove, riuscire a invasare i laghi, riuscire a trattenere nelle dighe l'acqua e distribuirla laddove ce ne sia bisogno. Invita, inoltre, a ponderare il sistema delle culture, scegliendo quelle meno idro esigenti, rafforzare la depurazione e quindi riutilizzare l'acqua più volte e, infine, efficientare le reti. Sottolinea infine che queste misure vanno adottate subito perché, in caso contrario, il rischio è di arrivare a un momento in cui ci sarà il conflitto dell'acqua fra i territori della stessa nazione.

Benedetta Zibordi 

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