Flavio Pieranni: “Monza Squadra Forte, Mentre Il Torino Mi Sembra Incompleto”

Flavio Pieranni: “Monza Squadra Forte, Mentre Il Torino Mi Sembra Incompleto”

Intervista al noto e competente cuore granata, nonché memoria storica della compagine piemontese, scrittore e in passato redattore della rivista “Stile Toro”

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Il tanto sognato e atteso esordio del Monza in Serie A è ormai vicinissimo: sabato 13 agosto, infatti, i biancorossi saranno di scena all’U-Power Stadium al cospetto del Torino. Per avere un quadro della situazione torinista abbiamo intervistato Flavio Pieranni, noto e competente cuore granata, nonché memoria storica della compagine piemontese, scrittore (autore di numerosi volumi sul Toro*) e in passato (2017-2019) redattore della rivista “Stile Toro”.

Flavio, l’atteso Monza-Torino è ormai alle porte. Il sodalizio granata scriverà, per l’ennesima volta, una pagina di storia calcistica consistendo nel primo avversario dei brianzoli in Serie A, come nel 1993 “tenne a battesimo” in massima divisione un’altra compagine biancorossa: il Piacenza.

Verissimo. Sai una cosa? Parlando recentemente con il grande Claudio Sala (brianzolo di nascita e monzese di formazione calcistica), siamo andati sul discorso relativo al Monza e al Torino, auspicando che le due formazioni si incontrassero alla prima giornata: possiamo affermare che i nostri “desideri” si sono avverati.

Claudio Sala, uno dei tanti giocatori monzesi (di nascita o di formazione calcistica) poi giunti al Toro.

Claudio Sala alias “il poeta del gol” giunse al Torino nel 1969: in precedenza vestì la maglia biancorossa monzese sia nelle giovanili (fino al 1965) sia in prima squadra (1965-1968), quindi quella azzurra del Napoli (1968-’69). Non vanno, inoltre, dimenticati “il giaguaro” Luciano Castellini (giunto al Toro nel 1970 dopo un quinquennio -a inizio carriera- al Monza), Romano Cazzaniga (“secondo” di Castellini dal 1975 al 1978, dopo aver difeso la porta dei brianzoli dal 1969 al 1973) e Patrizio Sala (al Monza dal 1973 al 1975, poi in granata dal 1975 al 1981).

Giocatori che hanno in comune la realizzazione di una grande impresa…

Assolutamente sì: la conquista dello storico scudetto del 1975-’76, purtroppo tuttora l’ultimo della storia granata. E l’allenatore di quel Toro era anch’egli brianzolo: il grande Luigi “Gigi” Radice, nativo di Cesano Maderno e allenatore del Monza dal 1966 al 1968 e dal 1969 al 1971 (nonché, successivamente, nel 1997). Quindi, quel Torino “scudettato” aveva tra le sue fila l’allenatore e ben quattro giocatori in precedenza “alfieri” biancorossi. Non ho, ovviamente, dimenticato Giuliano Terraneo, che però arrivò al Torino nel 1977, restandoci fino al 1984: brianzolo di Briosco, giunse in Piemonte dopo gli esordi (1974-1977) in maglia biancorossa monzese.

Come vedi questo Monza?

In primis, può contare su una società solida, seria e ambiziosa, che non ha bisogno di presentazioni. Di certo non si affaccia alla massima divisione per fare da comparsa, ma per togliersi delle soddisfazioni: penso che una tranquilla salvezza sia alla sua portata. Col Frosinone (in Coppa Italia) non ha entusiasmato, ma non dobbiamo dimenticare che è una squadra con tanti nuovi giocatori, quindi alla ricerca del famoso amalgama. L’Europa? I biancorossi sono una squadra forte, potrebbero anche diventare la nuova Atalanta, ma penso che in primis sia fondamentale stabilizzarsi in Serie A (in stile Sassuolo). Di certo non li vedo affatto a dover lottare per salvarsi.

E il Toro?

Personalmente, la squadra granata mi sembra incompleta, poiché le cessioni non sono state compensate da adeguati acquisti. Mi auguro quantomeno il ritorno di Praet, che tanto bene ha fatto la scorsa stagione (agendo tra le linee e mandando spesso in rete gli avanti).

Nell’annata 2021’-22 i granata hanno avuto qualche problema in porta…

Detto con tutta sincerità, né Berisha né Milinkovic-Savic mi convincono appieno. La scorsa stagione li ha, infatti, visti ambedue commettere errori (spesso grossolani), togliendo sicurezza alla retroguardia e (di conseguenza) all’intera squadra.

Come se non bastasse, è giunta la lite tra il DS Vagnati e il tecnico Juric.

Per assurdo, tale fatto per nulla felice ha quasi “compattato” la squadra attorno all’allenatore. Possiamo dire che l’affiatamento c’è: speriamo basti per tornare imbattuti dalla Brianza. Detto in tutta sincerità, personalmente “firmerei” per un buon pareggio.

A quali traguardi può ambire il Torino in quest’annata 2022-’23?

Mi auguro che la salvezza possa essere raggiunta senza grossi patemi.

Giuseppe Livraghi

*Tra le varie opere di Flavio Pieranni dedicate al Torino ricordiamo “Il Toro sono io. Vita e gol di Paolo Pulici”, “Con la maglia numero 7. Vita e assist di Claudio Sala”, “Io sono il giaguaro. Vita e parate di Luciano Castellini” (scritti in collaborazione con Fabrizio Turco), “Mach ël destin a l’ha poduje fërmé. La storia del Grande Torino in lingua piemontese”, “Óndes grand contra tuti. Lë scudèt dël Tòr dël 1975-76” (ambedue in collaborazione con Vittoria Minetti) e “FVCG Forza vecchio cuore granata - Dizionario enciclopedico del Grande Torino” (in collaborazione con Luca Turolla), nonché la cura de “Gli Immortali del Grande Torino e i ragazzi del 1949”, tutti editi dalla Bradipo Libri.

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