Dei E Miti Nell’antica Roma

Dei E Miti Nell’antica Roma

La mitologia dell’antica Grecia, da secoli, ha sempre affascinato milioni di persone di ogni epoca e paese.

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La mitologia dell’antica Grecia, da secoli, ha sempre affascinato milioni di persone di ogni epoca e paese. I racconti epici e le gesta di Ettore e Achille ad esempio e, ancora, le liti furibonde e gli amori tra le divinità che abitavano le cime del Monte Olimpo hanno influenzato molte delle civiltà antiche che a queste figure - chi più, chi meno - hanno dedicato opere, mausolei, templi e buona parte della propria esistenza.

Oggi sappiamo che la quasi totalità delle divinità del Peloponneso, in una sorta di continuum religioso, sono state assorbite (e in qualche maniera implementate) da quella che è stata la civiltà della Roma imperiale che, a partire dal settimo secolo a.C. ed ereditando i domini delle città stato della Grecia (compresa la Magna Grecia nel Mezzogiorno d’Italia) ha stabilito la sua egemonia sulle popolazioni del Mar Mediterraneo (ma non solo). Anche grazie alle conquiste dei generali romani nel Vecchio Continente, il culto degli dei e delle dee dell’antica Grecia è riuscito a penetrare nel nord Europa e fino ai confini con il continente asiatico.

Ma prima di addentrarci nella mitologia della Roma imperiale, dobbiamo partire dal concetto alla base del mito che altro non è che “la visione del mondo secondo gli antichi”. Al contrario di quanto si possa pensare, gli dei di Roma e prima ancora dell’antica Grecia non erano soltanto valorosi guerrieri ma divinità in carne e ossa, con tanto di sentimenti ed emozioni che riflettevano quella che era la società del tempo. Ed è proprio grazie a questa umanizzazione che il mito e la mitologia hanno riscosso successo all’epoca e fino ai giorni nostri.

Zeus, Nettuno e ancora i valorosi combattenti dell’assedio di Troia sono tra i personaggi preferiti dai professionisti del settore del digital entertainment che a queste divinità (e semi-dei) hanno dedicato pellicole cinematografiche di successo come Troy, fino a centinaia di videogame come le slot a tema di PokerStars Casino, piattaforma che raccoglie i migliori titoli del settore.

Le differenze tra gli dei greci e romani

Per ogni divinità greca esiste la sua controparte “romana”. Eppure, nonostante gli dei romani e gli dei greci condividessero, in pratica, tutti gli stessi poteri e responsabilità, possiamo trovare tra di essi molte differenze. In primis, la mitologia greca precede quella romana di oltre mille anni. Ad esempio, il componimento de L’Iliade di Omero fu scritta 700 anni prima della formazione dell’antica Roma.

Un’altra grande differenza tra divinità greche e divinità romane risiede nell’aspetto fisico delle stesse. Gli dei greci, al contrario di quelli romani, venivano descritti sempre ponendo una forte enfasi sul loro aspetto fisico (sia sulla bellezza che sulla sgradevolezza dei personaggi). Ancora. Gli dei e le dee dell’antica Roma prendevano il nome da oggetti (pianeti, stelle, ecc.) e non avevano un genere mentre quelli greci potevano vantare un nome proprio e un proprio sesso.

Nell’antica Grecia esistevano anche i semi-dei e gli eroi mortali e molti di questi avevano la stessa importanza e godevano dello stesso culto degli stessi dei immortali. Di più, erano spesso proprio gli eroi che avevano il compito di educare e insegnare sulle virtù e sul corretto stile di vita da adottare.

La mitologia romana era molto diversa in questo senso. Nell’Urbe non si contemplavano le epopee degli eroi mortali poiché forte era la credenza all’epoca nell’aldilà.

L’ultimo metro di paragone tra le due mitologie risiede nel rapporto con cui i rispettivi popoli si interfacciavano con il culto e gli dei stessi. Ad Atene le divinità erano considerate esseri irraggiungibili: i mortali non sarebbero mai stati in grado di raggiungere lo status di dei (al massimo, potevano aspirare a compiacerli). A Roma, invece, si credeva che i mortali dovessero cercare di essere come gli dei che adoravano nei tempi. Questo perché gli stessi cantori delle gesta delle divinità avevano incentrato le proprie opere ispirandosi agli dei e alle dee, senza dimenticare l’influenza che l’oltretomba aveva nella cultura popolare.

Articolo di Marco Dal Puppo


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