“… Fino Alle Stelle” Di Fallongo E Caputo. Presso L’Arena Estiva Del Teatro Tor Bella Monaca

“… Fino Alle Stelle” Di Fallongo E Caputo. Presso L’Arena Estiva Del Teatro Tor Bella Monaca

Il duo di attori che dà corpo e voce ai protagonisti della vicenda è, nonostante un’età relativamente giovane, già garanzia di qualità

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È andato in scena giovedì 28 luglio e venerdì 29, presso l’Arena estiva del Teatro Tor Bella Monaca, l’ennesimo appuntamento della lunga e bella programmazione estiva che la stessa struttura culturale sta offrendo ai residenti del quartiere omonimo e a tutti quanti i cittadini della Capitale e ossia lo spettacolo “ …Fino alle Stelle”, commedia musicale romantica di e con Agnese Fallongo e Tiziano Caputo, diretta da Raffaele Latagliata e con il coordinamento creativo di Adriano Evangelisti.

Tonino e Maria, due artisti della musica e della canzone, partendo dalla Sicilia, risalgono tutto lo stivale – peraltro bellamente rappresentato in uno degli elementi scenografici curati da Andrea Coppi – alla ricerca di una fortuna economica ed emotiva che alla fine troveranno(?).

Il duo di attori che dà corpo e voce ai protagonisti della vicenda è, nonostante un’età relativamente giovane, già garanzia di qualità e divertimento nell’ambito teatrale capitolino e inizia a contare – come da loro stessa ammissione alla fine della replica – numerosi estimatori nel resto del Paese, al punto da poter contare sulla possibilità di portare i lavori del loro interessante repertorio in giro per tutta quanta la penisola.

La commedia musicale in oggetto è, in fin dei conti, uno spettacolo godibile, attraverso il quale si coglie l’occasione di mettere in luce una piccola- piccolissima – parte dell’immenso bagaglio che è la musica popolare italiana.

La Fallongo e Caputo, all’interno della solita regia efficace e minimalista del Latagliata (e si fa riferimento con quel “solito” ad un altro loro lavoro al quale si è avuto la fortuna di assistere e ossia quello riguardante la Famiglia Mezzalira), si muovono agili, aggraziati e financo divertenti, pur non volendo dimenticare che i due sono in possesso di un registro recitativo a 360° in grado di farli spaziare dal frivolo litigio amoroso alla drammatica crisi esistenziale.

Intonati e, ovviamente, dotati di una musicalità spiccata, la storia si snoda tra accenti e canzoni che richiamano tutte quante le regioni d’Italia non dimenticandone nessuna, sebbene il gioco drammaturgico preveda un’iniziale avversione – simpatica, s’intende – di quel Molise spesso trascurato da geografi dilettanti e/o allo sbaraglio.

Il testo di “…Fino alle stelle” ricorda – almeno a chi scrive tale recensione – il più classico dei film musicarelli degli anni ’60 e ossia uno di quei film creati e prodotti per poter utilizzare al meglio, in un contesto semplice ma non banale, la star giovine del momento, e può dirsi forte di una linearità che non fa smarrire mai lo spettatore.

Forse alcuni ricami drammaturgici risultano eccessivi e l’intera operazione potrebbe essere spogliata di alcune lungaggini che rallentano un ritmo tutto sommato idoneo a non far mai distogliere l’attenzione, ma, in definitiva, si può considerare soddisfacente la resa di un lavoro che richiama – probabilmente in maniera inconsapevole – il Novecento di Baricco e le vite delle prime star Hollywoodiane, spesso chiamate – soprattutto le donne – alla difficile scelta tra lavoro e famiglia.

Ad ogni modo, questo spettacolo regala un lungo tempo – 80’ – di benessere e buonumore e ci immerge in una vecchia atmosfera sonora e umana dei vecchi nostalgici anni che furono e dei quali - addirittura – si può sentire la mancanza pur non avendoli vissuti direttamente.

Ed il merito è tutto di questa squadra oliata e umile che – ce e glielo auguriamo – continuerà – per il meglio, senza dubbio – a far parlare di sé.

Voi, nel mentre, appuntateveli nei vostri personali taccuini, cartacei o digitali che siano.

Giuseppe Menzo 

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