STOP IMPROVVISO, UDINESE ROMA 4 - 0

LA ROMA INCIAMPA, CADE E SI FA MOLTO MALE. UDINESE PADRONA DEL CAMPO, ROMA MAI IN PARTITA.

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Esiste una linea sottile, molto sottile tra l'eccellenza ed il raggiungimento della stessa. La prima è una condizione assodata, la seconda deve essere costruita. La Roma gioca una partita oggettivamente brutta, scoordinata e apparentemente senza senso, gli errori di Karsdorp e Rui Patricio poi, condizionano da subito il risultato, dove poi l'Udinese dilaga e diverte. Salta agli occhi la condizione non al Top dell'olandese, ma anche quella di Abraham, come  anche quella di Cristante, Mancini e non solo.  Il risultato spesso condiziona il giudizio ma basterebbe soffermarsi sul contesto e sulla visione totale.  In effetti il gioco dei bianconeri è risultato più fluido, preciso e dinamico grazie alle giocate di Deulofeu attento e agile nel muoversi tra le linee insieme ad Isaac, un incastro perfetto con la linea di centrocampo a 5 che si è anche permessa di prendersi gioco della difesa giallorossa andando a rompere schemi e siglare qualche gol. Ironia a parte il concetto è facilmente deducibile, perché a guardare la formazione messa in campo sembra la migliore possibile al netto degli infortuni, a cambiare è il gioco che Mourinho vorrebbe far esprimere alla squadra.  Già dalla prima giornata di campionato si è notato come i giocatori girassero un po' tra i ruoli, dinamicità, spinta, gioco in funzione della squadra, aggiustare le linee, affollare i reparti, Spinazzola che di colpo va a contrasto sulla fascia opposta, Abraham che ultimamente è sempre più arretrato cercando la verticalizzazione più dura, spesso senza il supporto di Pellegrini irrinunciabile fino a qualche tempo fa, a salvarsi, se così si può dire solo Dybala e Matic, forse più abituati a questo tipo di organizzazione.  Stiamo assistendo ad una trasformazione della squadra che deve seguire step definiti, può piacere come non piacere ma è necessario, certo però che alcune certezze vanno a cadere a discapito del gioco.  La Roma deve abituarsi a diventare meno prevedibile, ha bisogno si di creare una sua identità ma per questo i suoi giocatori devono rappresentare un cambiamento nello stile e nella forma. Ne esce in questa partita un gioco arrangiato privo di trama dove a sfiorare il gol in due occasioni sono Success e Pereyra. Un primo tempo da incubo con solo due tentativi da parte della Roma il primo con Dybala all'inizio del match, errore castigato dall'impresa di Udogie che raccoglie lo svarione di Karsdorp che di petto stoppa un pallone perfetto per l'insaccata del centrocampista bianconero per l'1 a 0 del vantaggio, ed il secondo con Abraham neanche troppo convincente. La sensazione è un deja vu dei tempi peggiori, quando già si percepiva tutto lo svolgimento del match, e così purtroppo è stato.  Nonostante i tentativi di Mou di riparare al danno inserendo nel secondo tempo Celik e Belotti al posto di Karsdorp e Cristante, portandosi sul 3-4-1-2, il senso di confusione ha avuto la meglio così nel secondo tempo la squadra della Capitale ha continuato ad annaspare cercando solo di inquadrare lo specchio della porta senza tenere conto del gioco. A complicare ulteriormente la serata un rigore non concesso e nemmeno sottoposto al dubbio della Var, su una spinta neanche troppo timida di Becao nei confronti di Celik, lanciatissimo in porta, proteste e forti tensioni che animano ancora di più gli avversari, Samardzic prende palla e punta la porta da fuori, papera di Rui Patricio e gol del 2-0. La Roma va in bambola, perde anche quel poco di orgoglio che le era rimasto, al 60' ci prova anche Mancini, ma la traversa si oppone. Disperatamente si cerca di accorciare le distanze, Mou schiera anche Zalewski come esterno alto, ma a quel punto sbilancia troppo una squadra già in difficoltà, lasciando il fianco ai friulani lanciatissimi in porta ed è Pereyra che di contropiede con un tiro a giro morbido e preciso la piazza alle spalle dell'estremo difensore giallorosso per il 3-0. C'è spazio anche per Camara, così un po' a caso stavolta, l'Udinese è padrona del campo con un Deulofeu perfetto che aggiusta ogni piccola mossa, come quella  che lancia Lovric per il 4-0 definitivo.  Stavolta si è voluto esagerare.  Giovedì l'esordio in Europa. 

Staremo a Vedere.

Laura Tarani

foto Emanuela Gambino 


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