Una Roma ad intermittenza, ma rapida e determinata, si porta a casa i tre punti tanto agognati per rimanere agganciata alla vetta e scucire un posto in Champions.
Quattro punti la separano dal Napoli delle meraviglie, fatica ma non perde la testa, si mangia gol a profusione ma riesce a conservare il vantaggio conquistato nei primi minuti.
Mourinho ripropone Belotti e Abraham dal primo minuto, fuori Zaniolo, Spinazzola e Karsdorp, senza ancora una volta la lista degli infortunati, dentro anche Camara ed El Shaarawy.
Dietro la difesa capitanata da uno Smalling sempre più in forma che non sbaglia un colpo e regge le imbeccate di una squadra tosta che vorrebbe guadagnare punti importanti, ma al 9' è la Roma a sbloccare il risultato,ingenuo fallo di mano di Ferrari in area e rigore concesso agli ospiti; sul dischetto Pellegrini che non sbaglia portando la squadra sullo 0-1, dopo una partenza di grande effetto la squadra perde smalto, Camara fatica a trovare la posizione inficiando spesso le verticalizzazioni, i doriani cercano di recuperare ma Djuricic e Gabbiadini non sfruttano bene i palloni ed anche l'ex Villar sembra essere tornato indietro nella preparazione, a parte Pellegrini ed El Shaarawy prima e Zalewski dopo, la Roma si muove essenzialmente sul controllo del risultato limitandosi al giropalla a centrocampo, con Cristante disorientato e Abraham che corre avanti e indietro senza cercare la finalizzazione.
Anche Belotti lascia a desiderare ma il risultato non subisce contraccolpi e si va al riposo sullo 0-1.
Le assenze contano, ma dovrebbe essere da queste occasioni che nascono le rivelazioni,quell'opportunità in più che ti permette di mostrarti a tutti senza l'ombra del turnover, per la Roma non sembra essere il compromesso ideale e purtroppo ecco che si evidenziano tutti i limiti.
Stankovic nella ripresa lancia Pussetto, Murru, Quagliarella e Verre, creando quel diversivo capace di mettere pepe alla partita e ci riesce perché imporvvisamente l'inerzia del match cambia diventando più rapido e soprattutto più duro. Quagliarella si impossessa del centrocampo cercando di giocare tutti i palloni possibili, Stankovic viene ammonito per le proteste su un fallo di mano (spalla) di El Shaarawy, seguito da Pellegrini che reclama un rigore e Verre che travolge pesantemente Cristante.
Lo Special One passa al contrattacco con Matic e Zaniolo al posto di Abrham e Camara, Belotti prova il tiro ma trova un Audero strepitoso e Zaniolo carica la squadra, prima con un tiro angolatissimo che va di poco fuori e che esalta ancora una volta la sua immaturità agonistica perché non si accorge di Belotti in ottima posizione, poi si fa annullare lo 0-2 in palese fuorigioco e ancora si fa ammonire a pochi minuti dalla fine.
Conta il risultato per fortuna anche se il secondo tempo fa bel sperare. Sperare però è diventato uno di quei mantra difficili da digerire.
Laura Tarani
fonte immagine Gianandrea Gambini
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