A SPASSO PER VIA VENETO CON LE ARAGOSTE

A SPASSO PER VIA VENETO CON LE ARAGOSTE

L’artista scozzese Philip Colbert invade la Capitale con il suo personaggio più iconico che rappresenta un cartone animato contemporaneo protagonista del Surrealismo.

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Se un tempo erano vip e personaggi della “Dolce Vita” ad animare Via Veneto, oggi, è l’arte pubblica che inebria la storica strada regalandole una nuova linfa grazie al progetto sviluppato da Studio Philip Colbert, Cathrine Loewe e Bam srl in collaborazione con il Municipio Roma I Centro e l’Associazione “Via Veneto”. Eh già perché un pubblico di ogni età, sia italiano che straniero, sta letteralmente impazzendo per le famosissime aragoste di Philip Colbert che, per quasi tre mesi, sono collocate sui marciapiedi della celebra strada, a poca distanza l’una dall’altra, per offrire ad ognuno la possibilità di ammirare l’estro di un maestro capace di creare un seguito globale per il suo personaggio con l’aspetto di una aragosta che sembra tratta da un cartone animato assieme ai suoi dipinti storici dal carattere hyper pop. Dodici opere che, come molti dei lavori più interessanti dell’artista, nascono da un approfondito studio della storia dell’arte, punto di partenza per Colbert per incrociare i temi dell'arte antica e dell'antichità classica con i simboli quotidiani della cultura di massa.

Considerate anche le grandi dimensioni delle sculture, si rimane completamente affascinati dalla bellezza e dalla simpatia dei personaggi rappresentati per un bagno di buon umore che invade l’anima in un periodo in cui si sente particolarmente il bisogno di una spensieratezza reale. Infatti, fa piacere vedere le persone che sembrano ritornare bambini perdendosi in mille selfie e fotografie cercando di cogliere ogni aspetto degli improbabili crostacei. In diversi materiali, come alluminio, bronzo e acciaio, le figure rimandano a famose opere d'arte così da poter ammirare l’aragosta che indossa l'Orinatoio di Duchamp, quella che porta i Girasoli di Van Gogh o anche il Laocoonte con tanto di serpente. Considerato che Colbert è spesso indicato come il "figlioccio di Andy Warhol", non ci poteva non essere l’aragosta che esce dalla Zuppa Campbell che nel 1962 fu resa dall’artista la più famosa e iconica del mondo. Ma a conquistare sono anche lo Squalo di Damien Hirst, l’aragosta racchiusa in un cactus o una banana, quella che taglia la temibile testa di Medusa fino alla scultura più grande, il King Lobster, alto sei metri, che saluta i suoi seguaci con la corona regale e le chele alzate.

Da ricordare che Philip Colbert attorno all’aragosta ha costruito un seguito globale, lanciando l’innovativo progetto comunitario “Lobstars", ovvero una collezione di 7.777 aragoste NFT, tra cui alcune estremamente rare e preziose, acquistando le quali i collezionisti, hanno ottenuto anche la cittadinanza di Lobsteropolis City, l’intera città dedicata all’aragosta, che Colbert ha fondato sulla piattaforma del mondo virtuale in 3D, Decentrentraland. Un progetto virtuale ma con importanti ricadute nel modo reale. Infatti, la cospicua somma ricavata dall’operazione è stata devoluta alla ricerca a favore del benessere degli animali marini, in linea con le ultime direttive del governo britannico.

Le opere di Colbert sono state esposte nei principali musei internazionali, tra cui: Hunan Province Museum (Hunan, Cina; 2022), Times Art Museum (Chongqing; 2021), Sejong Art Center (Seoul; 2021), Modern Art Museum (Shanghai; 2020), Saatchi Gallery (Londra; 2020), Multimedia Art Museum (Mosca; 2020) e ora anche a via Veneto per una lodevole iniziativa del Municipio Roma I Centro che ha voluto dare spazio all’arte contemporanea creando il brand Roma Contemporanea sotto cui si intende raccogliere tutti i progetti di arte contemporanea realizzati nel territorio nell’arco di un anno.

                                          Rosario Schibeci

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