Nel Lazio Il 13 Delle Famiglie Non Può Permettersi Internet A Casa

Nel Lazio Il 13 Delle Famiglie Non Può Permettersi Internet A Casa

Nel 2022 più che mai, Internet gioca un ruolo fondamentale nella vita delle persone

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Nel 2022 più che mai, Internet gioca un ruolo fondamentale nella vita delle persone: a seguito della pandemia, sono milioni gli utenti italiani che hanno iniziato a usare il web assiduamente, tanto per svago quanto per lavoro.

Eppure, in un mondo iperconnesso, non tutti gli italiani hanno il privilegio di avere una connessione WiFi a casa: da un report di Openpolis è emerso che ben il 13,3% delle famiglie nel Lazio non possiede una connessione a Internet.

L’accesso a Internet è troppo caro

Dalla ricerca emerge che questo dato sembra essere legato da una parte all’alto costo del collegamento, dall’altra al prezzo elevato dei dispositivi necessari per connettersi: sebbene il 90% delle famiglie italiane, infatti, goda di una connessione Internet (percentuale comunque inferiore rispetto alla media europea, che si attesta al 98%), non è possibile verificare con certezza quante di esse posseggano una connessione veloce, che consenta loro di usufruire del web agevolmente.

L’aspetto peggiore è che quasi tutte le attività, oggi, passano attraverso una connessione veloce e performante, dalla Dad allo Smart Working, e non solo. Pertanto, chi non ne possiede una, si trova inevitabilmente impossibilitato a svolgere molte attività, anche quelle più basilari come studiare o lavorare.

La necessità di risparmio e i consigli per contenere i costi

Per le famiglie diventa fondamentale, quindi, cercare di risparmiare sui costi relativi all’abbonamento per WiFi. Questo può essere fatto mettendo in pratica alcune semplici strategie che, sebbene non azzerino certamente le spese, aiutano comunque a contenerle sensibilmente.

Innanzitutto, per risparmiare si possono comparare online le diverse offerte di internet senza telefono proposte dai gestori e scegliere quella più economica, prestando attenzione ai costi di attivazione e di recesso previsti da ciascun contratto.

Inoltre, è possibile richiedere il comodato d'uso del modem: in questo modo si potrà restituire il dispositivo in qualsiasi momento (ad esempio a seguito di una nuova offerta telefonica) con una somma mensile versata nettamente inferiore al prezzo del modem.

Un altro accorgimento è sfruttare i giga presenti sul telefono: i dati mobili vengono ormai offerti da quasi tutte le compagnie telefoniche. Il modo migliore per sfruttarli a pieno è quello di usare la funzione hotspot del proprio device mobile, in modo tale da renderlo un router wifi a tutti gli effetti.

Fare sempre attenzione ai costi di disdetta: non sempre, infatti, è conveniente sottoscrivere un contratto per la quantità di giga internet che una compagnia offre. I costi che il contratto prevede per un'interruzione del servizio potrebbero superare ampiamente i benefici inizialmente riscontrati nell'offerta.

Abbassare la qualità delle immagini su Youtube e sui siti di streaming, oggi molto sfruttati anche dagli utenti della Capitale, tanto che il colosso Netflix ha deciso di aprire una sede di rappresentanza proprio nella città eterna. Molte volte non si presta attenzione alla qualità selezionata nella visualizzazione dei video. Abbassare la soluzione dall'HD a 720/420p gioverà al consumo di dati.

Infine, è importante scollegare i dispositivi dalla rete quando non si utilizzano. Questo per un duplice motivo: da una parte dispositivi in stand by potrebbero continuare a eseguire azioni sfruttando la rete internet, dall'altra scollegare i dispositivi inutilizzati garantirà una maggior fluidità della rete per i dispositivi in uso.

Il digital divide tra le province laziali

Sui dati raccolti da Openpolis pesa anche il digital divide. Tra Roma e le altre province del Lazio il "divario digitale" è impressionante: due anni fa a Roma la percentuale di famiglie dotate di una rete fissa con un "download speed" di 100 Mbps o più si attestava a circa il 58%. La percentuale scende invece notevolmente a Latina (29%), per peggiorare ulteriormente nelle province di Viterbo e Frosinone, rispettivamente al 16% e 9%.

Articolo Di Marco Dal Puppo 

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