NO BODY IS EMPTY ALLA GALLERIA SINOPIA

NO BODY IS EMPTY ALLA GALLERIA SINOPIA

Intervista allo scultore Giovanni Pinosio che con la sua anatomia della leggerezza conquista il pubblico della Rome Art Week

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Fra i fiori all’occhiello della Rome Art Week 2022 anche la Galleria Sinopia che dal 1988, a via dei Banchi Nuovi, 21/b, pone al centro della propria ricerca il dialogo tra l’arte antica e contemporanea. In occasione dell’evento romano, la sua fondatrice Raffaella Lupi in collaborazione con lo scrittore Riccardo Benedini ospita “No-Body is Empty” la mostra di Giovanni Pinosio che, nonostante la giovane età, si dimostra già un artista maturo in grado di stupire il pubblico con le sue sculture. Infatti, visitando l’elegante galleria, si viene rapiti da queste figure eteree realizzate con il filo di ferro che, nonostante l’evidente fisicità, riescono a rimanere leggere quasi dovessero decomporsi per poi materializzarsi in altre forme. E’ lo stesso Pinosio che ci racconta la sua arte quasi fosse un’attività che svolge per stare bene con se stesso e con il resto del mondo.

Allora Giovanni, le tue opere vogliono essere un elogio all’anatomia della leggerezza. Cosa ti ha portato a questo nuovo concetto di scultura?

Mi sono diplomato in Scultura all’Accademia di Belle Arti di Venezia e nel corso dei miei studi, soprattutto per passione, ho approfondito il disegno anatomico, che poi ha reso tridimensionale applicandolo alla scultura. Allo stesso tempo studiavo canto e la mia insegnante mi stimolava continuamente ad essere più leggero quando usavo la voce. Questo mi ha portato ad applicare il concetto di leggerezza in diversi ambiti della vita fra cui proprio la scultura. Quindi ho incominciato ad eliminare i materiali che usavo abitualmente come la creta e la resina per cominciare a lavorare con quello che rimaneva, ovvero il filo di ferro. Del resto, sin da bambino sono stato attratto dal filo delle matasse che mia nonna e mia madre usavano per lavorare a maglia per cui questo lavoro di scultura rappresenta per me una sorta di terapia che soddisfa il mio bisogno di linea e non di massa.

Per rappresentare le tue sculture, usi dei modelli particolari?

Non direi. Ho studiato e ho imparato a rappresentare il corpo nella sua trasparenza, nei suoi piani, un corpo fatto essenzialmente di aria. Quindi con il filo ho cominciato a creare queste figure proprio nel vuoto senza mai seguire un modello preciso ma solo partendo da un punto come può essere il bacino per poi continuare la scultura in itinere semplicemente seguendo la mia ispirazione. In fondo con il corpo posso sperimentare la sensazione di vuoto e di leggerezza e un corpo, se libero dalle tensioni, può liberare la voce. Quindi il mio progetto prende vita da un’esperienza vocale e corporea insieme che mi consente di sciogliere la voce per sperimentare la leggerezza del corpo. La voce perde i propri punti di ancoraggio e superate le tensioni che possono bloccarla, si libera.

In effetti, con il tuo lavoro di artista ti interroghi sul reale peso della nostra interiorità e sul linguaggio del vuoto…

Si, perché nessuno è vuoto siamo sempre pieni di qualcosa, siamo pieni dello spazio che ci circonda. Pertanto, ci deve essere sempre equilibrio fa spazio e scultura perché se voglio che la scultura sia leggera devo alleggerire anche lo spazio che c’è intorno. La scultura mi permette di entrare nello spazio senza mortificarlo in una forma di reciproco rispetto. Da qui il titolo che ho scelto per la mostra “Nobody is empty but…. no…. body is empty”, ovvero nessuno è vuoto, ma ognuno di noi, con il proprio corpo vuoto, può sperimentare il vuoto. Diventa poi legittimo chiedersi se anche la leggerezza che si sta provando possa essere misurata per cui fa parte della mostra anche una bilancia strumento che vuole rimandare al peso ed ancoraggio al terreno, come stimolo pe ognuno a chiedersi se è il caso di alleggerirsi.

Con la conclusione della Rome Art Week 2022, sabato 29 ottobre, arriva anche l’ultimo appuntamento con la mostra No-Body is Empty con una tua speciale installazione…

Una nuova scultura in filo di metallo sarà inaugurata sabato 29 ottobre alle ore 18.00. Una performance e un’azione conclusiva dell’impianto installativo originale di No-Body is Empty, in cui una semplice bilancia pesa la matassa di ferro che ho utilizzato per ricamare la mia idea di interiorità, attraverso dei corpi dove materia e spazio diventano compresenti, dialogando tra di loro. Per l’occasione verrà proiettato un cortometraggio nato dalla collaborazione dell’artista con Riccardo Benedini che, ispirandosi alla mia indagine sul concetto di leggerezza, ha infatti pubblicato un breve racconto intitolato “Il Forte Leggero” e lo ha successivamente trasformato in un cortometraggio emozionale.

Rosario Schibeci

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