E' Andata In Scena Ostinata Passione All'Altrove Teatro Studio

E' Andata In Scena Ostinata Passione All'Altrove Teatro Studio

Lo spettacolo scritto e interpretato da Marianna De Pinto

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All’Altrove Teatro di Roma è andato in scena lo spettacolo “Ostinata Passione”, la storia di Cecilia Mangini, documentarista, che racconta la vita negli anni ‘50, fino al boom economico e la perdita della sacralità dell’esistenza.

Cecilia racconta cosa rimane di noi dopo anni di povertà economica, in un retroterra culturale dove le donne cominciavano a rendersi conto dei loro futuri diritti, dell’ingiustizia di un uomo o di un padrone sopra di loro.

“Ostinata Passione”, di e con Marianna de Pinto, descrive la storia di un‘epoca, di una donna, di una famiglia. L’evoluzione di costumi, passando dalla filatura dei cardi all’avvento della televisione, delle comodità.

La storia della dignità della donna , che a volte, anzi spesso, aveva solo quello, con il lavoro per mandare avanti la famiglia ma con tradizioni antiche; la mamma guaritrice, che diceva preghiere per mandare via tutti i mali era l’emblema del sacro, del femminino non espresso in altri modi, che non si pagava, ma si tramandava attraverso le generazioni.

La dignità prima di tutto, diceva la madre di Cecilia, che divideva il solo piatto di minestra con chi ne aveva bisogno. Di dignità non si mangia! Pensava la giovane, già in ribellione con idee e riflessioni tutte sue, con il suo innamorato Giovannino, con i suoi figli ma anche con dubbi, pensieri, frustrazioni.

La Donna, dice Cecilia, a volte non sa neanche cos’è il suo corpo. Passa dall’essere giovane a madre e neanche si accorge di sé stessa, riflette Cecilia. E poi questi figli sono per il Fascio, che ci ha tolto anche l’oro, anche la fede nunziale.

Non sta bene scrivere sulle riviste, pensa Cecilia, ma è l’unico svago per le figlie, che sono intelligenti, vanno al classico con tanti sacrifici. Mentre lei rimane a casa, non parte, non abbandona la madre, il marito, le figlie per inseguire il sogno dell’America, ma avrà il suo piccolo boom industriale, con la Televisione, il cinematografo, e si sentirà moderna, più felice non si sa però.

Ecco che allora ricorderà le antiche preghiere della madre, il patrimonio che le è restato dentro, di quella madre che non faceva pagare per le sue magie, e Cecilia comincia a recitarle, in un mondo dove tutto è cambiato, chiedendosi cosa resta, se quello che sua madre tramandava è solo il ricordo di un’altra epoca o un‘eredità da custodire nel cuore.

Monica Pecchinotti

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