LE OPERE SITE SPECIFIC A VIDEOCITTA' 2023

LE OPERE SITE SPECIFIC A VIDEOCITTA' 2023

Il Festival ha reso Roma una realtà sempre più internazionale illuminando il Gazometro con singolari opere d’arte digitale

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Perdere per un momento il contatto con la realtà per una full immersion in un’esperienza digitale capace di stimolare tutti i sensi dell’animo umano si è potuto grazie all’evento Videocittà che per il sesto anno ha animato il Gazometro di Roma con tutta una serie di attrattive che hanno letteralmente sbalordito i tantissimi visitatori di tutte le età che per quattro giorni hanno vissuto la manifestazione. Il festival della visione e della cultura digitale ha previsto una rassegna di videoarte a cura di Damiana Leoni e Rä di Martino, di cui una serata in collaborazione con il MAXXI, i live e dj set AV, uno speciale video-mapping oltre a una panoramica di cortometraggi in realtà virtuale con Rai Cinema, uno speciale video-mapping a cura Istituto nazionale di Fisica Nucleare e molto altro. Ma, fra le iniziative artistiche, la più spettacolare e monumentale opera site-specific è stata Mater Terrae tanto che il pubblico non ha esitato a lunghe file pur di avere la possibilità di vivere l’opera. Eh già perché la creazione firmata dallo studio artistico internazionale Sila Sveta – tra i principali produttori di spettacoli multimediali all'avanguardia, non è stata solo da ammirare passivamente. Piuttosto, una volta che il cilindro metallico più grande del Gazometro ha cominciato ad animarsi con un visionario vortice di proiezioni video, il visitatore ha finito per immedesimarsi nel gioco di luci che esplodeva sulla sua testa grazie anche alla complicità con le musiche originali di uno dei più innovativi protagonisti del panorama musicale italiano, il produttore e compositore Mace. L’installazione, curata da Videocittà, è stata realizzata da Eni con la produzione esecutiva di Eventi Italiani e ha preso vita in ambiente di oltre 3000 mq.

Ugualmente suggestive le opere che hanno animato l’altoforno, uno dei simboli più rappresentativi dell’archeologia industriale del luogo. Infatti, l’edificio è diventato lo schermo per rappresentare un’ulteriore creazione site-specific grazie all’intervento curato da None Collective. Così, la struttura ha preso vita con una serie di contenuti video sul tema della Transizione, mentre i DJ set di alcuni fra i più interessanti esponenti della nuova scena audiovisiva nazionale e internazionale esprimevano la propria arte. Ad esibirsi ci sono stati il duo francese di musica elettronica The Blaze, il pioniere della musica house e delle arti digitali Dixon, l’avant-pop dell’americana trapiantata a Berlino Lyra Pramuk, gli italiani Bawrut, Ginevra Nervi, Bnkr44, Ginevra ed Elasi. Protagonista all’Altoforno anche la mostra collettiva “Futura” che ha riunito gli artisti, nazionali ed internazionali, più rappresentativi del panorama dell'arte digitale e della motion graphic contemporanea. Una raccolta di voci dal presente per lasciare una traccia nel futuro che ha visto coinvolti gli artisti Tina Touli, considerata tra i 15 migliori giovani designer del mondo, la designer computazionale Vera van de Seyp, l’illustratore e animatore cinese Zipeng Zhu, Federico Leggio, Studio Mistaker e Gianluca Italiano.

                                                                 Rosario Schibeci

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