Due donne, due vite e vissuti diversi, due esistenze che si intrecciano: è questo ciò che è successo a Roberta Zoncheddu e a Laura Fantappiè. La prima è una infermiera e ha pubblicato "Sul filo del tradimento", mentre la seconda si occupa di ricerca nel mondo accademico nel campo dei vaccini e delle immunoterapie tumorali e lavora a Siena presso la Fondazione Toscana Life Sciences.
Le due autrici insieme hanno scritto a quattro mani un romanzo epistolare, il cui tema principale è l'inferno della terapia intensiva, nello sfondo troviamo gli ambienti asettici ospedalieri e i suoi interminabili corridoi. Un romanzo che narra il climax del dolore, dell'angoscia e della paura, ma che allo stesso tempo mette da parte quell'immenso dolore dinanzi al miracolo della vita: la gravidanza. Entrambe le scrittrici sono agli ultimi mesi di gestazione quando però una grave forma di Covid le costringe ad una lunga sedazione.
In questo contesto si scontrano la presenza costante della morte e della paura, ma allo stesso tempo il tema della vita va avanti come un fiume in piena, nonostante tutto, l'esserci e la presenza di questi miracoli che rendono la vita meravigliosa e che forniscono i presupposti e le forze vitali dell'esistenza, di essere donne e madri in un intreccio di vissuti ed emozioni. Una speranza che rende intenso questo romanzo e che ci fa restare col fiato sospeso per tutta la lettura dell'opera.
Evelyn Grazia Nericcio
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