A Gaggenau DesignElementi Moon Garden Marta Abbott

A Gaggenau DesignElementi Moon Garden Marta Abbott

Mostra personale di Marta Abbott a cura di Sabino Maria Frassà

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Apre oggi la mostra personale di Marta Abbott "Moon Garden" curata da Sabino Maria Frassà all'interno del Gaggenau DesignElementi di Roma. Gli elementi del noto brand tedesco diventano custodi del giardino notturno disegnato dagli inchiostri, a tratti alchemici, creati dalla nota artista ceco-americana. Impronte di fiori, bacche e metalli danno vita a una nuova scrittura visiva in bilico tra astrazione, poesia e sogno.

Il collegamento tra inchiostro e scrittura è quasi ancestrale: sin dai tempi degli scribi sumeri, che nell’antica Mesopotamia mescolavano carbone o fuliggine con la gomma arabica per incidere le tavolette di argilla, questa miscela liquida è stata infatti utilizzata come mezzo per comunicare e trasmettere le informazioni.

L’artista ceco-americana Marta Abbott si inserisce in questa tradizione millenaria per portare l'inchiostro nell'arte contemporanea in chiave innovativa, combinandolo con la fotografia off-camera (ovvero senza impiego della macchina fotografica). Proprio per tale ragione l'artista è stata selezionata per la nuova mostra ospitata da Gaggenau, azienda che ha fatto del saper scrivere il futuro rielaborando il passato uno dei principali elementi del proprio successo. Le opere in mostra in Moon Garde rappresentano il culmine di una ricerca artistica materico-concettuale unica nel suo genere: l'artista utilizza infatti l'inchiostro, elemento essenziale della scrittura, ricavato da piante e chiodi arrugginiti, in un processo creativo volutamente in bilico tra astrazione e poesia visiva. Una tecnica millenaria viene perciò impiegata per dare nuova forma al pensiero, ovvero al futuro.

Unendo elementi naturali con la chimica del genio umano, Abbott genera una propria tavolozza fluida attraverso la quale esprime su carta la propria interiorità. Il risultato è una nuova forma di scrittura unica quanto ermetica, un alfabeto del divenire in cui le mille espressioni dell'animo di Marta sono sintesi e racconto della complessità del mondo che ci circonda. Un universo in cui l'invisibile, o meglio ciò che non è immediatamente visibile, è il vero protagonista.

Come spiega Sabino Maria Frassà, curatore della mostra e direttore di CRAMUM, "Abbott porta avanti e sublima idealmente l’alfabeto fantastico del Maestro Xu Bing dando origine a un alfabeto del divenire, astratto e non decodificabile. L’artista registra e narra su carta l’infinita irripetibilità e mutevolezza del nostro vivere, perché, con il passare del tempo, nulla è uguale nemmeno a se stesso. Ogni nuova "scrittura" su carta è così tanto unica quanto ermetica, e in fin dei conti effimera".

Questa visione prende forma nel ciclo di opere inedite “Moon Garden”: un ideale giardino notturno popolato da piante e opere astratte in cui ogni essere umano è un fiore che esprime il meglio di sé durante la notte, illuminato dalla luce chiara e soffusa della luna. Lo spettatore si trova di fronte a leggere poesie visive in cui impronte di fiori e piante sono la base per una scrittura fatta di segni e sprazzi di materia. L'unica luce in queste nuove opere è il riverbero della luna, espresso dall'artista attraverso punti di oro zecchino sulla carta.

Come nella scrittura automatica, le opere di Abbott non presentano un senso compiuto né una progettazione preventiva. Allo spettatore il compito di perdersi nella trama materica dei segni per rintracciare sensazioni, ricordi ed emozioni. È proprio la luna, sempre evocata e mai esplicitamente rappresentata, la chiave di interpretazione del pensiero e della tecnica di Abbott: le sue opere risultano essere un invito a ritrovare l'essenzialità, un gesto di riservata quanto fondamentale introspezione.


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