Raffaele Capperi Testimonial Del Film Wonder - White Bird

Raffaele Capperi Testimonial Del Film Wonder - White Bird

Il film al cinema dal 4 gennaio 2024 vede Raffaele Capperi testimonial ufficiale del film per Notorious Pictures

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La magia di Wonder – il celebre libro poi divenuto film che ha dato vita al movimento “Choose Kind”, letteralmente, ‘Scegli la gentilezza’ – torna ad emozionarci con un nuovo capitolo tratto dalla graphic novel di R. J. Palacio: Wonder - White Bird, al cinema dal 4 gennaio.

Se nel film di Stephen Chbosky veniva raccontata la coinvolgente storia di August Pullman, detto Auggie che, nato con una rara malattia, si trovava ad affrontare il mondo della scuola per la prima volta, riuscendo a trovare il suo posto nel mondo e nel cuore dei compagni di scuola grazie alla sua travolgente gentilezza, in Wonder – White Bird ci si concentra sul bullo Julian.

Dopo essere stato espulso dalla sua vecchia scuola per come aveva trattato Auggie, Julian – interpretato dal giovane talento Bryce Gheisar – cerca con fatica di ambientarsi nel nuovo istituto. Vedendolo in difficoltà, sua nonna Sara (Helen Mirren) decide di raccontargli la dolorosa storia della sua infanzia. Di come lei, giovane ragazza ebrea (interpretata da Ariella Glaser) nella Francia occupata dai nazisti, fu nascosta e protetta da un compagno di classe, Julien (Orlando Schwerdt). Di come la sensibilità e il coraggio di questo ragazzo le abbiano salvato la vita. Ma, soprattutto, di quanto può essere forte il potere della gentilezza, tale da cambiare il mondo.

Esattamente come Wonder, anche Wonder - White Bird è una storia emozionante sul modo in cui, anche nelle circostanze più drammatiche, l'empatia per gli altri possa davvero fare la differenza nel mondo.

 

Abbiamo intervistato Raffaele Capperi, classe ’94 e testimonial ufficiale del film per Notorious Pictures.

 

Raffaele sei il testimonial ufficiale del film Wonder White Bird. Cosa provi?

Quando ho ricevuto questa bellissima notizia inaspettata per me è stata una grande sorpresa perché essere il testimonial di un film che mi sta tanto a cuore visto il tema che tratta è un grande orgoglio per me.

E pensare che da ragazzino mi sentivo sempre sbagliato e inferiore rispetto agli altri, ed invece… La vita è davvero imprevedibile.

La tua storia è un esempio per tanti giovani. Quale messaggio vuoi mandare a chi ti segue?

È già una vittoria essere di esempio per persone con la mia stessa sindrome dove riesco a rincuorare i loro genitori perché se ce l’ho fatta io, possono benissimo farcela anche loro.

Ora che ho ricevuto anche questa notizia, cosa posso volere di più dalla vita?

Sono veramente contento che abbiano fatto il sequel di Wonder anche se la trama del film è in un’altra veste ma ciò che è rimasto è la forma d’amore più potente che ci possa essere, ovvero la gentilezza.


Il messaggio che voglio lanciare ai giovani attraverso sia le scuole che tramite i social è quello di essere sempre se stessi, di circondarsi di persone positive perché nessuno deve avere il diritto di farvi sentire inadatto dalle circostanze, perché la normalità non sta nell’essere perfetti senza difetti e senza debolezze ma di cercare di vivere nell’insieme nella diversità.
L’essere diversi non deve essere trattato come un isolamento.  La mancanza di attenzione, la paura di capire ciò che non vogliamo capire è l’isolamento, non la diversità.

Come il piccolo protagonista del precedente film Wonder anche tu hai la sua stessa sindrome di Treacher Collins. 

Cosa o chi ti ha aiutato ad affrontare la vita?


La presenza costante dei miei genitori è stata davvero fondamentale nella mia vita anche se in passato ho nascosto tante cose. L’ho fatto perché è stato un modo di proteggerli e di non ingigantire la situazione, ma se tornassi indietro non rifarei più lo stesso errore.

La vera svolta avviene tramite una vocazione, quella di mettermi in gioco raccontando la mia storia, inizialmente non ci davo peso ma poi ho iniziato a seguirla senza sapere dove volesse portarmi e ciò che ho capito tramite questa vocazione non è stato il fatto nell’essere conosciuti, ma quello di essere riuscito a liberarmi dal macigno di dolore che mi portavo dentro per anni e, usando i social nella maniera giusta, mi ha portato a prendere più consapevolezza e l’accettazione di me stesso.

Ho capito che, avere questa malattia, ovvero la sindrome di Treacher Collins, in passato non riuscivo ad accettarla, oggi, invece, è stato un mezzo per farmi capire i veri valori della vita, cosa è la sofferenza e la vera felicità quando si raggiunge un traguardo.


Il motto di Wonder è "Scegli la gentilezza". Il tuo qual è?

Il mio motto è Siate gentili, la gentilezza è davvero spiazzante, dico questo perché l’ho anche testata nell’anno 2022 in una scuola dove ho portato la mia testimonianza, e mettendola anche in pratica verso un ragazzo, la risposta che ho ricevuto è stata strabiliante.

Rispondere con gentilezza davanti a una frase di cattivo gusto riesce davvero ad abbattere i muri della cattiveria e dell’indifferenza.

Invito le persone ad essere gentili, ma per stare bene con sé stessi e non usare la gentilezza come uno scambio di favore.

Stefania Vaghi

 

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