Lazio - Milan 01.03.2024

La risolve Okafor nel Far West dell'Olimpico

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Anticipo di pregio all’Olimpico, tra una Lazio alla ricerca di punti per stare attaccata al treno Champions e il Milan alla ricerca dei tre punti che mancano dalla vittoria casalinga contro il Napoli e permetterebbero di avvicinare temporaneamente la Juventus, ora al secondo posto.

Sarri sceglie Castellanos al centro dell’attacco a tre, con Felipe Anderson e Zaccagni a completare il reparto, mentre in difesa si rivede titolare Romagnoli contro la sua ex-squadra e a centrocampo l’esperto Vecino, per occupare lo spazio spesso lasciato sguarnito dagli avversari. Pioli lascia a riposo Reijnders e Thiaw, riportando Kjaer al centro della difesa affianco all’ormai titolarissimo Gabbia e confermando il duo di centrocampo formato da Bennacer e Adlì con Loftus-Cheek in posizione più avanzata.

Il primo tempo è appannaggio dei biancocelesti, messi benissimo in campo dal proprio allenatore e brava a mantenere un ritmo sufficientemente basso per rallentare e rendere sterile la manovra rossonera, anche grazie ad una grande attenzione difensiva nel tenere sotto scacco gli ormai ben noti punti di riferimento della squadra ospite: Leao e Theo Hernandez, mentre Giroud è ben marcato e fatica a tenere alta la linea offensiva.

In quarantacinque minuti non proprio esaltanti, con molti errori individuali da entrambe le parti, le uniche emozioni arrivano da un calcio d’angolo di Luis Alberto, sugli sviluppi del quale Vecino riesce a colpire il pallone di ginocchio mandando di poco a lato e una conclusione dello spagnolo a cinque minuti dal termine del tempo regolamentare, bloccata in due tempi da Maignan. Ancora meno presente il Milan, il cui unico squillo arriva in pieno recupero con una conclusione dalla distanza di Pulisic, sulla quale si fa trovare pronto Provedel.

Nella ripresa, la squadra di Pioli entra in campo con un atteggiamento diverso, volto a tenere la squadra più alta per occupare il centrocampo avversario, a costo di prendersi qualche rischio. A cambiare la partita, però, è una grande ingenuità di Pellegrini, che rimedia due cartellini gialli in meno di dieci minuti, lasciando la sua squadra in dieci. Clamoroso l’errore del biancoceleste, in occasione della seconda sanzione, rimediata strattonando Pulisic nella convinzione che il gioco fosse stato fermato dall’arbitro per permettere il soccorso a Castellanos, rimasto a terra a causa di un colpo ricevuto in precedenza.

Sarri è quindi costretto a spendere un doppio cambio, sacrificando Luis Alberto per inserire Hysaj e inserendo Immobile per lo stesso Castellanos. Pioli risponde con Reijnders e Calabria per Bennacer e Florenzi, decidendo poco più tardi di cambiare modulo richiamando Adlì per Okafor, dando maggiore peso offensivo alla squadra. Un cambio tattico che accende di colpo la partita, innescando una girandola di emozioni superiore a tutto quanto visto fino a questo momento.

Il protagonista, per quanto riguarda i rossoneri, è proprio Tijani Rejinders, che prima guadagna un calcio d’angolo con un tiro-cross, deviato, che non viene agganciato da Okafor di pochissimo e poco più tardi trova l’imbucata perfetta per Leao, che trova la rete approfittando di una deviazione decisiva di Gila, annullata poi dal VAR per una posizione di fuorigioco millimetrica dovuta probabilmente alla spalla e al ginocchio del portoghese. Anche Loftus-Cheek ci aveva provato, poco prima, con una conclusione dalla distanza che aveva costretto Provedel a deviare in alto il pallone coi pugni.

In tutto questo, non sta a guardare la Lazio che si rende più volte pericolosa in ripartenza, approfittando del comprensibile sbilanciamento in avanti degli avversari e va vicinissima alla rete con Ciro Immobile, che da posizione più che favorevole grazia Maignan. Un errore decisivo, perché i rossoneri trovano la rete a due minuti dal novantesimo alla fine di un triplice tentativo che vede la prima conclusione di Okafor respinta dal portiere avversario, il tap-in di Giroud respinto da Gila e il secondo tiro dello svizzero dalla distanza col pallone solo sfiorato da Provedel prima di rotolare in porta, aggiornando l’ottima media goal dell’attaccante.

Quello che succede nel finale ha dell’incredibile, perché i biancocelesti sprecano un’altra occasione con Immobile, servito da Guendonzi dopo un errore di reparto della difesa rossonera (dov’erano cambiati entrambi i centrali qualche minuto prima) e poi chiudono addirittura in otto uomini, rimediando due espulsioni in altrettanti minuti: la prima per colorite proteste di Marusic nei confronti dell’arbitro Di Bello e la seconda per un gesto plateale di Guendonzi nei confronti di Pulisic, che a riguardarlo sarebbe stato meritevole soltanto di un cartellino giallo.

Arrivano dunque tre punti per il Milan, che dopo un primo tempo di sofferenza è coraggioso e bravo ad approfittare della superiorità numerica regalatagli dagli avversari.

TABELLINO:

LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Pellegrini; Guendouzi, Vecino (78’ Cataldi), L. Alberto (60’ Hysaj); F. Anderson, Castellanos (60’ Immobile), Zaccagni (66’ Isaksen). All. Sarri

MILAN (4-2-3-1): Maignan; Florenzi (64’ Calabria), Kjaer (81’ Thiaw), Gabbia (81’ Tomori), Hernández; Bennacer (64’ Reijnders), Adli (71’ Okafor); Pulisic, Loftus-Cheek, Leao; Giroud. All. Pioli

MARCATORI:

88’ Okafor (MIL)

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