La protagonista, infatti, non è solo una moderna Frankenstein, creata artificialmente e perciò oggettificata. La trama, e soprattutto il carisma dell’attrice statunitense, portano a pensare che Bella Baxter sia solo una versione “dark” della Barbie di Margot Robbie, inizialmente calata in una fantasmagoria, che poi si trova ad affrontare eventi estremamente reali, complessi e contrastanti. Ma forse c’è qualcosa di più.
Prima di indagare in maniera più approfondita sui significati impliciti di Povere Creature e del personaggio di Bella Baxter, bisogna dare i meriti all’incredibile performance di Emma Stone, che con i suoi occhi enormi, perfettamente rotondi e glaciali sono riusciti a catturare perfettamente l’atmosfera gotico-fiabesca della pellicola. Come per i giochi di slot, Lanthimos è riuscito a fare jackpot con Emma Stone, che è stata bravissima nel calarsi in un ruolo difficile perché creato totalmente da zero, senza prototipi attoriali antecedenti.
Questa performance darà non solo una grande visibilità all’attrice, ma soprattutto una maggiore credibilità, visto che ha affrontato quello che è probabilmente il ruolo più difficile della sua carriera in maniera eccezionale. Se fino ad oggi Emma Stone aveva dato grande prova di abilità in La La Land e Birdman, non aveva ancora mostrato una tale stravaganza e versatilità.
La critica si è generalmente focalizzata sull’aspetto femminista della vicenda, quello più evidente. La protagonista è una donna creata artificialmente, inizialmente priva di coscienza, che si ritrova ad affrontare con ingenuità le vicissitudini della vita. Agisce senza quel pudore che per la società civile una donna dovrebbe avere e questa cosa sconcerta, imbarazza, ma genera anche una forza vitale in grado di inginocchiare persino un inguaribile dongiovanni come Duncan Wedderburn - Mark Ruffalo - che voleva approfittarsi della ragazza. E fin qui ci siamo.
Bella Baxter, però, non è semplicemente come Frankenstein, creata artificialmente con pezzi di altri esseri umani, ma è stata generata installando la coscienza del figlio nella mente della madre. È quasi un feticcio del complesso edipico, il cui significato va al di sopra del binomio donna/uomo, ma prova a rendere giustizia a tutte le minoranze di genere. Anzi, il discorso potrebbe spingersi ancora oltre, poiché Bella ha la coscienza di un essere innocente che deve imparare in fretta cosa significa stare al mondo e che cerca di trovare il proprio spazio all'interno di un contesto sociale contraddittorio.
Bella Baxter fa domande, vuole scoprire il mondo, capisce cos’è il bene, ma non si spiega perché non viene attualizzato. Il personaggio di Bella Baxter sarà sicuramente per i prossimi anni un’icona femminista, un po’ come lo è stata la Mercoledì di Jenna Ortega e la Barbie di Margot Robbie, ma di certo non è solo quello.
Gregorio Pastorelli
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