Poor Things - Spunti Di Riflessione Sul Personaggio Di Emma Stone

Poor Things - Spunti Di Riflessione Sul Personaggio Di Emma Stone

L’ultimo lavoro di Yorgos Lanthimos, “Povere Creature”, ha riscosso grande successo, confermando la buona reputazione che il regista greco.

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L’ultimo lavoro di Yorgos Lanthimos, “Povere Creature”, ha riscosso grande successo, confermando la buona reputazione che il regista greco ha saputo conquistarsi attraverso i suoi lavori precedenti come “Il sacrificio del cervo sacro” e “Dogtooth”. Il film con Emma Stone, Mark Ruffalo e Willem Dafoe ha infatti ottenuto recensioni ottime sia da critica che dal pubblico.

Il soggetto è riuscito a intrigare tutti i tipi di pubblico grazie a performance esuberanti, ambientazioni inquietantemente fiabesche “burtoniane”, ma soprattutto attraverso tante tematiche contrastanti, portate quasi alla paradossalità, che nell’arco narrativo si accumulano sulle spalle di una “bellissima” Bella Baxter (Emma Stone).

 

 

La protagonista, infatti, non è solo una moderna Frankenstein, creata artificialmente e perciò oggettificata. La trama, e soprattutto il carisma dell’attrice statunitense, portano a pensare che Bella Baxter sia solo una versione “dark” della Barbie di Margot Robbie, inizialmente calata in una fantasmagoria, che poi si trova ad affrontare eventi estremamente reali, complessi e contrastanti. Ma forse c’è qualcosa di più.

Emma Stone nel ruolo di Bella Baxter - Una scommessa vinta

Prima di indagare in maniera più approfondita sui significati impliciti di Povere Creature e del personaggio di Bella Baxter, bisogna dare i meriti all’incredibile performance di Emma Stone, che con i suoi occhi enormi, perfettamente rotondi e glaciali sono riusciti a catturare perfettamente l’atmosfera gotico-fiabesca della pellicola. Come per i giochi di slot, Lanthimos è riuscito a fare jackpot con Emma Stone, che è stata bravissima nel calarsi in un ruolo difficile perché creato totalmente da zero, senza prototipi attoriali antecedenti.

 

Questa performance darà non solo una grande visibilità all’attrice, ma soprattutto una maggiore credibilità, visto che ha affrontato quello che è probabilmente il ruolo più difficile della sua carriera in maniera eccezionale. Se fino ad oggi Emma Stone aveva dato grande prova di abilità in La La Land e Birdman, non aveva ancora mostrato una tale stravaganza e versatilità.

E se Poor Things non fosse solo un’escatologia femminista?

La critica si è generalmente focalizzata sull’aspetto femminista della vicenda, quello più evidente. La protagonista è una donna creata artificialmente, inizialmente priva di coscienza, che si ritrova ad affrontare con ingenuità le vicissitudini della vita. Agisce senza quel pudore che per la società civile una donna dovrebbe avere e questa cosa sconcerta, imbarazza, ma genera anche una forza vitale in grado di inginocchiare persino un inguaribile dongiovanni come Duncan Wedderburn - Mark Ruffalo - che voleva approfittarsi della ragazza. E fin qui ci siamo.

 

Bella Baxter, però, non è semplicemente come Frankenstein, creata artificialmente con pezzi di altri esseri umani, ma è stata generata installando la coscienza del figlio nella mente della madre. È quasi un feticcio del complesso edipico, il cui significato va al di sopra del binomio donna/uomo, ma prova a rendere giustizia a tutte le minoranze di genere. Anzi, il discorso potrebbe spingersi ancora oltre, poiché Bella ha la coscienza di un essere innocente che deve imparare in fretta cosa significa stare al mondo e che cerca di trovare il proprio spazio all'interno di un contesto sociale contraddittorio.

Bella Baxter - Una nuova icona femminista?

Bella Baxter fa domande, vuole scoprire il mondo, capisce cos’è il bene, ma non si spiega perché non viene attualizzato. Il personaggio di Bella Baxter sarà sicuramente per i prossimi anni un’icona femminista, un po’ come lo è stata la Mercoledì di Jenna Ortega e la Barbie di Margot Robbie, ma di certo non è solo quello.



Gregorio Pastorelli

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