Ottavi di finale di Europa League per il Milan, che dall’urna ha pescato lo Slavia Praga: una squadra molto “ambita” dalle avversarie, ma da non sottovalutare in virtù di uno stato di forma smagliante, che l’ha portata a perdere un solo match nel proprio campionato e capitolare soltanto di fronte alla Roma in Coppa.
Pioli sceglie ancora una volta di schierare i titolari, sciogliendo gli unici dubbi della vigilia a favore di Florenzi, ancora una volta al posto di Calabria sulla destra, Kjaer al centro della difesa e Reijnders sulla mediana, preferito a Bennacer. Modulo a specchio per i cechi, che si presentano con Chytil unica punta, servito dal trio composto da Doudera, Provod e Zmrzly.
Match subito divertente a San Siro, con le due squadre che non si risparmiano nella corsa e nel pressing. A battere il primo colpo è il Milan, che dopo cinque minuti guadagna una punizione con Theo Hernandez da posizione ravvicinata, ma defilata. Della battuta si occupa Florenzi, dopo una finta dello stesso francese, che scodella in area un buon pallone, ma leggermente troppo sul portiere, facilitando l’uscita in presa dello stesso. Qualche minuto dopo, il terzino rossonero ha una nuova occasione su calcio piazzato, questa volta da posizione più accentrata, che gli permette di cercare il primo palo con una conclusione a giro che si spegne di poco alta sopra la traversa.
Dopo l’avvio sprint, la partita entra in una fase di stanca, grazie all’aggressività degli ospiti che impedisce di ragionare agli avversari in fase di possesso palla, che diventa via via più lento. L’incontro cambia di colpo quando la metà della prima frazione è passata da poco, perché Diouf entra col piede a martello su Pulisic sulla trequarti e l’arbitro non esita ad estrarre il rosso. Un intervento ingenuo, quello del giovane senegalese, autore fino a quel momento di una prova ordinata, rovinata di colpo da un errore dettato dalla classica foga giovanile.
A poco più di dieci minuti dal duplice fischio, arriva la rete che sembrerebbe indirizzare la partita in maniera molto precisa: dopo un’azione insistita del Milan, Leao mette un cross tagliato sul secondo palo, su cui si avventa Giroud che insacca di testa. Parrebbe mettersi in discesa, per i rossoneri, che però subiscono quasi subito la rete del pareggio: sugli sviluppi di un corner, Reijnders sbaglia il rinvio e la palla finisce sui piedi di Doudera, che dalla distanza s’inventa un tiro al volo da cineteca che prende una traiettoria velenosa e inganna Maignan, che non riesce a intervenire e deve arrendersi di fronte alla prodezza del suo avversario.
Forte della superiorità numerica, la squadra di Pioli non si lascia intimidire dal risultato riportato in equilibrio e continua ad attaccare, andando per due volte vicino alla rete con i colpi di testa di Leao e Reijnders. Azioni che sono i prodromi di quanto avviene nei minuti finali, dove i rossoneri trovano addirittura per due volte la rete, in entrambi i casi su calcio d’angolo. Il primo arriva su un corner calciato corto, sul quale Reijnders ha tutto il tempo per aggiustarsi il pallone e calciare indisturbato sul primo palo, con una conclusione potente e rasoterra, là dove Stanek non può arrivare. Diverso il secondo, calciato ancora da Florenzi, ma questa volta sotto forma di cross in area, dove Loftus-Cheek salta più in alto di tutti e mette ancora una volta il pallone alle spalle del portiere avversario.
Dato il doppio vantaggio e l’uomo in più, all’intervallo Pioli ne approfitta per dare riposo a due degli uomini più impiegati nell’ultimo periodo, Florenzi e Gabbia, sostituiti rispettivamente da Calabria e Tomori, con quest’ultimo alla ricerca di minuti preziosi da mettere nelle gambe dopo il lungo infortunio.
Il primo quarto d’ora della ripresa, il Milan commette un po’ l’errore di sedersi e la partita si addormenta, permettendo allo Slavia di rifiatare mantenendo le linee molto basse. Trpisovsky prova a sfruttare il momento, mandando in campo Schranz a rinfrescare il reparto offensivo e la sua scelta viene premiata in pochi minuti, perché proprio l’attaccante slovacco trova la rete per accorciare le distanze sugli sviluppi di un calcio piazzato, approfittando di una distrazione di Theo Hernandez per calciare di potenza e infilare Maignan sotto la traversa. Dopo la rete, subita con Jovic a bordo campo già pronto per entrare, Pioli richiama in panchina Loftus-Cheek, dando maggiore peso offensivo alla squadra.
Fischi a San Siro al 78’, dopo un’occasione concessa alla squadra ospite da situazione numerica vantaggiosissima, addirittura in cinque contro due. Ci pensa Leao, a cinque minuti dal termine, a placare la sua tifoseria con uno dei suoi slalom, con cui parte sulla fascia sinistra, fa fuori tre avversari, guadagna il fondo e, scavalcando Stanek, appoggia in mezzo per Pulisic che spinge il pallone dentro la porta sguarnita. Una rete che chiude la partita, ma non il discorso qualificazione, perché il Milan svagato di stasera potrebbe rischiare più di qualcosa nel match di ritorno e sarà necessaria la massima concentrazione per domare lo Slavia Praga in casa propria e accedere ai quarti di finale.
TABELLINO:
MILAN (4-2-3-1): Maignan; Florenzi (46’ Calabria), Kjaer, Gabbia (46’ Tomori), Theo Hernandez; Adli, Reijnders (81’ Bennacer); Pulisic, Loftus-Cheek (66’ Jovic), Leao; Giroud (81’ Okafor). All. Pioli
SLAVIA PRAGA (4-2-3-1): Stanek; Vlcek, Holes, Zima, Diouf; Dorley, Masopust (87’ Wallem); Doudera (86’ Tomic), Provod (83’ Jurecka), Zmrzly (83’ Boril); Chytil (61’ Schranz). All. Trpisovsky
MARCATORI:
34’ Giroud (MIL), 36’ Doudera (SLP), 44’ Reijnders (MIL), 45’+1 Loftus-Cheek (MIL), 65’ Schranz (SLP), 85’ Pulisic (MIL)
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