Verona - Milan 17.03.2024

Ci pensa Chukwueze dopo un quarto d'ora di paura

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Dopo l’inaspettato pareggio casalingo della Juventus contro il Genoa, il Milan cerca a verona tre punti per allungare sui bianconeri e blindare il secondo posto in vista dei prossimi impegni europei.

Pioli può contare su una rosa profonda e di qualità, che gli permette di effettuare ancora un po’ di turnover e riproporre la coppia difensiva dello Scudetto, quella formata da Kalulu e Tomori, oltre a dare una chance da titolare a Noah Okafor come prima punta, al posto di Giroud. A centrocampo, questa volta, il turno di riposo tocca a Yacine Adlì, che fa spazio a Reijnders per un posto al fianco di Bennacer.

Baroni non si fa spaventare dai rossoneri, anche alla luce delle due vittorie consecutive maturate nelle scorse partite di campionato e presenta l’Hellas con un modulo speculare a quello degli avversari, dove Noslin è la prima punta, con Suslov, Folorunsho e Lazovic a giostrare alle sue spalle.

Nel primo quarto d’ora, il match è saldamente nelle mani del Milan, che va vicino alla rete con Tomori sugli sviluppi di un calcio di punizione, ma l’impatto col pallone dell’inglese non è dei migliori e sfuma tutto. Col passare del tempo, il ritmo del match cresce e anche il Verona comincia a farsi sentire dalle parti di Maignan, sfruttando la propria velocità in ripartenza, ma sono ancora i rossoneri a rendersi pericolosi in due occasioni: nella prima è Montipò a farsi trovare pronto sulla conclusione al volo di Okafor, che si era coordinato benissimo per trovare una conclusione potente e precisa, mentre sulla botta di Pulisic che arriva qualche minuto dopo è la traversa a spegnere i sogni di gloria dello statunitense, il cui pallone sarebbe stato impossibile da intercettare per il portiere avversario.

Il più pericoloso degli scaligeri è Noslin, tatticamente un po’ anarchico, ma molto veloce nell’inserirsi negli spazi e cercare la conclusione. A metà frazione, l’olandese trova la conclusione pericolosa dopo essere partito sulla destra per poi accentrarsi, ma il suo tiro diretto sul secondo palo esce di poco a lato. É comunque il Milan a tenere in mano il pallino del gioco e a sfiorare più volte il vantaggio, prima con Okafor, che fa tutto bene, ma pecca un po’ in precisione e poi con Reijnders, che spara alto dal limite dell’area un pallone ricevuto dallo svizzero. Per trovare la rete, più che meritata, c’è bisogno della giocata del singolo: nello specifico Theo Hernandez, che s’invola sulla sinistra e vince tre rimpalli prima di battere Montipò sul suo palo. Un misto di fortuna e tenacia che permette ai rossoneri di scendere negli spogliatoi forti di un risultato favorevole.

Al rientro delle squadre in campo, c’è Gabbia al fianco di Tomori in difesa, con Kalulu costretto a fermarsi per un problema al ginocchio sinistro. C’è un cambio anche nelle file del Verona, ma per motivi tattici ed è Silva a scendere in campo al posto di Serdar. Una mossa che pare vana, perché dopo cinque minuti arriva un grave errore di Dawidowicz, che s’incarta sul pallone su pressione di Okafor e permette allo svizzero d’involarsi verso Montipò, che è bravo a respingere il suo tiro, ma non può nulla contro il tap-in di Pulisic, che aveva seguito molto bene l’azione bruciando tutti sulla corsa al centro dell’area di rigore. Non è giornata, per il polacco, che poco più tardi è anche costretto a uscire dal campo per infortunio, facendo spazio a Magnani nell’ambito di un triplice cambio che vede entrare sul terreno di gioco anche Swiderski e Mitrovic al posto di Folorunsho e Lazovic.

In questa fase di gioco, il Milan commette l’errore di “sedersi” un po’ sul risultato ed è sempre Noslin a trascinare i padroni di casa verso una difficile rimonta. Dopo averci provato di testa, mandando alto di poco e avendo messo in condizione Swiderski di spaventare Maignan col sinistro, per l’olandese arriva una rete tanto bella quanto meritata, con un tiro forte e preciso di controbalzo, dal limite dell’area, che va ad infilarsi dove il francese, stavolta, non può arrivare. L’Hellas ci crede e si scopre, il Milan ci prova in ripartenza e Leao si mangia un’occasione clamorosa a venti minuti dalla fine del tempo regolamentare, quando Giroud gli apre un’autostrada verso l’area avversaria, ma il portoghese cerca la soluzione di fino, a tu per tu con Montipò, senza nemmeno centrare lo specchio della porta.

Pioli prova a dare la scossa e mette anche Chukwueze, che lo ripaga nel giro di cinque minuti con una rete pesante, che probabilmente chiude il match. Tutto nasce da un corner di Bennacer, che Coppola allontana dall’area con poca decisione, permettendo al nigeriano di impattarlo col mancino: l’esecuzione non è bellissima, ma è tremendamente efficace e il pallone va ad infilarsi sul secondo palo alle spalle di Montipò. Una rete fondamentale, perché toglie il Milan da una situazione difficile a livello mentale, col Verona che aveva progressivamente preso possesso del campo nell’ultimo quarto d’ora.

Nel finale, gli scaligeri vanno vicini nuovamente alla seconda segnatura con lo stesso Noslin, che ci prova dalla trequarti e Swiderski, che costringe Maignan a parare con una spaccata degna di un portiere di Hockey (o di Garella, se preferite), dalla quale probabilmente esce con un adduttore malconcio. Resta un intervento importante, perché permette ai rossoneri di affrontare il recupero senza troppi patemi e portare a casa tre punti importantissimi, che equivalgono adesso al vantaggio sulla terza in classifica, ovvero la Juventus.

TABELLINO:

VERONA (4-2-3-1): Montipò; Centonze, Coppola, Dawidowicz (57’ Magnani), Cabal (76’ Vinagre); Duda, Serdar (46’ Silva); Suslov, Folorunsho (57’ Swiderski), Lazovic (57’ Mitrovic); Noslin. All. Baroni

MILAN (4-2-3-1): Maignan; Calabria, Kalulu (46’. Gabbia), Tomori (84’ Kjaer), Theo Hernandez; Bennacer, Reijnders; Pulisic (66’ Giroud), Loftus-Cheek (66’ Musah), Leao; Okafor (73’ Chukwueze). All.: Pioli

MARCATORI:

44’ Theo Hernandez (MIL), 50’ Pulisic (MIL), 64’ Noslin (VER), 79’ Chukwueze (MIL)

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