Lazio-Udinese Coppa Italia

E' comunque un piccolissimo nuovo inizio.

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La Coppa salva Pioli. Esattamente così: il tecnico emiliano viene “salvato” da due giocatori leggermente penalizzati dalle sue scelte tattiche che portano il nome di Matri e Cataldi. Il primo ha numeri impressionanti, da vero centravanti. Quando vede l'Udinese il ragazzo di Sant'Angelo Lodigiano va sempre a segno; in campionato subentrò dalla panchina e decise con una doppietta una gara che si stava incanalando su un binario morto, con un pareggio dai tanti perchè. In quella circostanza fu exploit. Per il secondo carattere in mostra, volontà di rialzare la china ma penalizzato, quasi sempre, dalla scelta del suo allenatore. Per Matri, oggi, un goal tanto pesante quanto cercato. Tre reti all'Udinese che hanno concesso di scacciare la crisi e di passare il turno di Coppa con relativi introiti, sperando di non ripetere il record negativo stagionale ( ma non solo) delle 1800 anime paganti che hanno reso spettrale ancora di più l'intelligenza di chi studia a tavolino gli orari delle partite, di chi divide le curve e di quel meccanismo lontano secoli al modello anglosassone che attira attraverso i colori, il sociale e l'inventiva di nuovi eventi rivolti sempre al prossimo. Senza timori. In Italia si proibisce e la gente si allontana. I risultati, restringendo il climax, si vedono.  Per l'Udinese segna Konè, ex giocatore di Pioli nella sciagurata stagione a Bologna e centrocampista che fa solamente goal di livello( chiedere al Napoli). Pioli re di Coppe. Carino il titolo. Carino e suggestivo pensare che il destino lo stia ripagando. Non in maniera equa visto che non si possono ripetere le due finali perse contro la Juve che, fatalità, incontrerà nuovamente per l'ennesima volta in stagione. Lotta sull'asse Roma – Torino, sperando che non soffra di altre crisi di inferiorità. Cinque volte in una stagione evitando altre figuracce, considerando la finale di Coppa persa lo scorso anno. Se ne riparlerà nel nuovo anno, nel mezzo tante difficoltà, ahimè, da affrontare per il tecnico dei romani. Cataldi e Matri salvano baracche e burattini, non placano le polemiche verso Lotito e Tare ed il loro sciagurato mercato tra pochissimi alti ( Matri ) e tantissimi bassi, ma alleggeriscono la posizione dell'allenatore nel momento più delicato della Lazio. Una boccata di ossigeno in attesa di domenica sera contro l'Inter. In questo momento esonerare il tecnico potrebbe rappresentare un doppio problema: di nomi circolanti non all'altezza per ciò che sia aspettano i tifosi e chi crede in questa squadra e di costi rapportati ai nomi suggestivi che dovrebbero rinnovare o perlomeno instradare un progetto rivolto soprattutto in chiave futura che in questo momento è difficile intravedere. Si guarda al presente ed il presente mette in mostra la metamorfosi che la squadra mostra nelle Coppe. Bicchiere mezzo pieno, dovere, senza dimenticare l'operato della dirigenza. Suggestiva l'ipotesi di un risultato utile a San Siro. Resta un'ipotesi. Il divario tra le due squadre è immenso su tutti i fronti possibili. Il segnale va dato in campionato e se l'avversario si chiama Inter è un dovere provarci sino alla fine. Motivazioni e attributi a confronto. Credibilità ritrovata per Pioli. E' comunque un piccolissimo nuovo inizio.                                                                                                                                Mirko Cervelli

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