Bologna-Lazio Il Report Match Di Mirko Cervelli

Un tempo per parte per un pari deludente in ottica Europa.

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Dal nostro inviato a Bologna

LA VIGILIA DI PIOLI

La prestazione di Bologna risuona come l’ennesimo esame per raggiungere la maturità. Stefano Pioli non vuole cali di concentrazione dopo gli elogi (meritati) ottenuti contro la Fiorentina. Dare seguito alla vittoria di Firenze e a quella vitale di Milano, sembrerebbe l’obiettivo minimo per cercare la continuità di risultati. I dati parlano abbastanza chiaramente e non è una novità che nel girone di andata i biancocelesti, molto spesso, hanno vissuto momenti di alti e bassi, in linea soprattutto con i tanti infortuni subiti. E’ anche vero che dallo stop dell’Europa League, la Lazio ha ottenuto sei risultati utili consecutivi. Una squadra umorale, a volte impazzita e alla ricerca della quadratura del cerchio. Nel girone di ritorno lo scorso anno si è costruito il terzo posto, da Bologna si riparte alla conquista ardua dell’Europa che dista diversi punti. Concentrazione, motivazioni e risultati. I tempi per i regali sono finiti, ora conta la sostanza e il margine di errore sembra affievolirsi giornata dopo giornata e la Coppa Italia, qualora dovesse vincere una squadra in lizza per l’Europa, potrebbe non bastare. Per la prima volta il tecnico ritorna nella sua Bologna che gli ha regalato anni intensi e felici, nonostante la retrocessione pur vincendo in casa del Napoli con una magia di Konè che di fatto aprì la crisi dell’allora tecnico partenopeo Mazzarri. Ritorna da ex nella sua terra, elogiato da tutti e ricordato dalla curva con uno striscione. Il suo presente si chiama Lazio, una squadra con giocatori di livello e ambizioni, proprio come quelle che richiedeva quando allenava il Bologna ma per vari motivi non accontentato, provocando di fatto la rottura con la dirigenza bolognese. Storie recenti ma lontane anni luce. Con Donadoni il Bologna corre, diverte ed offre un grande calcio oltre una grande mentalità. L’Europa per Pioli passa per Candreva, Biglia, Felipe Anderson e tanti altri. Situazioni a confronto, tra passato e presente.  Ricordato in apertura di conferenza stampa Pietro Pasquetti ad un anno circa dalla sua morte. Un giornalista da sempre vicino alle sorti della Lazio e stimato giornalista RAI.
LA GARA Settimana di arrivi in casa Bologna, alla corte di Donadoni sono arrivati Sergio Floccari dal Sassuolo e Camilo Zuniga dal Napoli. Ottimi acquisti in due parti del campo dove le idee, la sostanza e i goal serviranno per la salvezza degli emiliani. In casa Lazio panca per Bisevac in attesa del debutto. 4-1-4-1, con fiducia alla coppia Hoedt – Mauricio al centro con Konko e Radu sugli esterni. Biglia in cabina di regia ed il solo Djordjevic in avanti supportato da Candreva e Keita incursori di fascia con Parolo e Milinkovic perni centrali. Nemmeno il tempo di battere il calcio d’inizio che al primo tiro in porta il Bologna passa: punizione di Giaccherini, deviazione della barriera e palla in rete. La reazione è una percussione di Konko smorzata tra le braccia di Mirante. Ci prova Candreva ma la conclusione è imprecisa da ottima posizione. Konko è il primo a finire sul taccuino dei cattivi dell’arbitro Di Bello di Brindisi per gioco falloso e dalla successiva punizione, Mattia Destro con una carambola fortuita batte Berisha per il 2-0. Due tiri, due reti. Il Bologna al 20’ potrebbe triplicare ma la conclusione di Brighi termina alto. Keita e Rossettini è un duello all’ultimo colpo, ha la meglio quasi sempre l’ex giocatore della cantera del Barca ma la difesa del Bologna chiude ogni spazio per poi cercare di ripartire. Da una ripartenza, il solito Brighi sfiora il 3-0 con un appoggio sottoporta di poco al lato. Milinkovic commette fallo a centrocampo in una fase di stallo della gara: giallo inevitabile. Primo tempo che si conclude tra gli applausi dei sostenitori bolognesi. La ripresa si apre con gli innesti di Klose al posto di un anonimo Djordjevic e di Lulic a rilevare uno spento Parolo. Mossa per favorire più libertà di movimento di Keità. Gastaldello anticipa Mirante e per poco non combina il più buffo degli autogoal con un intervento maldestro che termina sul palo. Ammonito Destro per proteste. Keita ci prova dalla sinistra ma il tiro termina direttamente in fallo laterale prendendo una strana traiettoria. Fuori per il Bologna Gastaldello e dentro il giovane Ferrari a spostare Rossettini centrale. Candreva spinge senza provocare grossi sussulti. Manovra sterile. Lulic apre per Klose che viene atterrato in area da Masina con conseguente espulsione per l’emiliano dal dischetto Candreva fa il cucchiaio a Mirante e accorcia le distanze per il 2-1. Out Giaccherini per Zuniga, all’esordio con i padroni di casa. Giallo anche per Biglia. Al 76’ Lulic ristabilisce le sorti della gara in parità grazie ad una girata dal limite che batte Mirante. Keita sbaglia una palla in area, Mirante si salva con un Bologna in dieci e senza gas.Spazio per Felipe Anderson che rileva Candeva autore del cucchiaio che ha dato il via alla rimonta. In chiusura di tempo c’è spazio anche per Floccari, anch’esso all’esordio in assoluto, al posto dell’autore della seconda rete bolognese, Destro. Nei tre minuti di recupero non succede nulla. Pari giusto che rispecchia i due tempi giocati dalle due squadre. Per Pioli battuta d’arresto. Modulo da rivedere. Ottimo secondo tempo. Djordjevic impalpabile. Quando esce Parolo, la squadra sembra avere più idee. Mirko Cervelli

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