Roma Verona Match Report 2016

Non si può chiedere ad un mancino di scrivere subito il suo nome con la mano destra, quando ha realizzato pagine di racconti fino a tre giorni fa.

927
stampa articolo Scarica pdf

ROMA: Szczesny; Torosidis, Manolas, Castan, Digne; De Rossi, Pjanic; Florenzi, Nainggolan, Salah; Dzeko.

A disp.: De Sanctis, Lobont, Rüdiger, Gyomber, Emerson, Vainqueur, Totti, Sadiq, Iago Falque.
All. Spalletti.

HELLAS VERONA: Gollini; Bianchetti, Moras, Helander;  Sala, Greco, Ionita, Emanuelson; Wszolek, Pazzini, Rebi

.A disp.: Rafael, Coppola, Riccardi, Winck, Hallfredsson, Checchin, Zaccagni, Fares, Juanito Gomez,Jankovic.
All. Delneri.



Arbitro: Massa di Imperia. Assistenti: Posado e Gallon. IV uomo: Stallone. Assistenti di porta:Calvarese e Saia.



Domenica 17 gennaio.

Una settimana di fuoco per la Roma, una settimana che ha visto la dirigenza decidere per il cambio di allenatore sulla panchina giallorossa, sofferta, ragionata, estrema ma forse necessaria.

Garcia, l'uomo della rinascita, con lui la Roma ha potuto rialzare la testa e giocarsi lo Scudetto, ha potuto muoversi nuovamente in Europa tra le grandi, ma dopo due stagioni lo smalto si è affievolito e le ambizioni si sono abbassate, non nello spirito quanto nelle prestazioni e dopo due mesi di tira e molla, una piazza scontenta e giocatori demotivati, si è deciso per quello che a tutti è sembrata la soluzione più ovvia ma nello stesso tempo più azzardata, perchè si, con Spalletti una soluzione la Roma la troverà e con questa società e questi giocatori potrà arrivare molto lontano, la strada però è lunga, con un po' di buon senso la partita di Verona non poteva essere risolutiva, per sciogliere i nodi ci vuole tempo e per ora l'unica cosa che poteva fare il Mister era cercare di contenere e limitare i danni.

La conferenza stampa apre uno spiraglio importante sulla condizione dei giocatori, “tutti in buone condizioni fisiche, ottimi i test, i ragazzi non hanno alibi”, uno Spalletti motivato, allegro e con tanta voglia di rivalsa, anima la sala conferenze tra battute e toni seri, peccato che oggi sul campo le prestazioni non si siano discostate da quelle di una settimana fa; un 1-1 che non accontenta nessuno.

4-3-2-1 il modulo, ed una rivoluzione in mezzo al campo, Pjanic regista, Nainggolan come il miglior Perrotta e Florenzi trequartista, torna Castan, grande iniezione di fiducia del mister che Leandro avrebbe voluto onorare fino in fondo ma purtroppo il destino non guarda in faccia nessuno e l'esperienza da titolare sembra chiudersi (almeno per ora) dietro un Tweet tanto doloroso quanto onesto, tutto il mondo giallorosso si stringe intorno a lui in un abbraccio virtuale.

Si parte in sordina e tolta un'occasione di Salah all'8' che spreca una bella intuizione di Pjanic inventando una sponda inutile sulla linea del secondo palo, i primi dieci minuti passano senza sorprese. La Roma cerca il gioco, imposta e amministra un po' la palla cercando spazi per le ripartenze, al 13' è Dzeko che spreca un traversone sul secondo palo pennellato da Pjanic, ma il bosniaco non ci arriva. Spalletti sempre in conferenza stampa confessa che se gli avessero proposto in fase di mercato una rosa di attaccanti su cui puntare, sarebbe stato felicissimo di puntare proprio su Dzeko, ma anche Spalletti purtroppo non ha ancora fatto i conti con lo stato emotivo che attanaglia la Roma, uno stato che ha portato anche un bomber del calibro del bosniaco a tirare il freno a mano ed a mettere le ganasce, blocco psicologico, stato mentale assente? Qualunque sia il motivo anche sul giovane attaccante bisognerà lavorare a fondo. Il Verona si dimostra una squadra ostica, ben messa in campo, nonostante l'ultimo posto in classifica la faccia sembrare una squadra semplice e penetrabile, al 17' infatti è proprio Wszolek che prima impegna Castan anticipandone l'azione e portandosi nell'area piccola poi mette in difficoltà la difesa giallorossa con un mancino che solo Szczesny riesce a deviare in corner, qui si evince tutta la difficoltà di una Roma che si è fatta piccola, piccola e nonostante un'infarinatura dello Spalletti-pensiero sembra far intravedere qualcosa di diverso, la tentazione di ricadere nei meccanismi acquisiti fino ad ora è troppo forte, Non si può chiedere ad un mancino di scrivere subito il suo nome con la mano destra, quando ha realizzato pagine di racconti fino a tre giorni fa.

La voglia di far bene è più forte dell'inerzia e negli ultimi venti minuti è Nainggolan a trascinare la squadra, cerca di scuotere Dzeko con palle e giocate, Florenzi sale d'intensità, Pjanic si sveglia e serve De Rossi che appoggia per Dzeko, ma l'attaccante non c'è e manda il pallone sul palo, al 41' azione di De Rossi in area gialloblù, tacco per Nainggolan che batte Gollini senza pensarci troppo 1-0, gli ultimi minuti vedono una Roma rinata in avanti, ma la mancanza di precisione e la troppa foga nelle azioni mandano i piani della squadra di casa negli spogliatoi con il vantaggio di una sola lunghezza.

Nella ripresa il Verona parte con il piglio giusto, attacca la Roma, forte di una difficoltà palese nelle retrovie giallorosse, al 50' è Szczesny a respingere un sinistro velenoso di Ionita, mentre un minuto dopo è Castan a respingere la palla di Rebic impattata sul palo interno.

I giocatori si muovono nervosamente, la gioia del vantaggio viene soffocata dalla pressione dei giocatori di Del Neri.

Una delle caratteristiche negative di questa Roma, passata e presente, resta il panico. C'è un momento in cui, pur in vantaggio, la squadra soffre chiudendosi su se stessa e trovando difficoltà di reazione, tendendo più a subire il contropiede avversario che a promuoverlo (e il Verona lo alza parecchio in questa ripresa), e comincia una specie di “scarico di responsabilità del pallone”, dove invece dei cross verso il compagno di squadra più avanzato, si cerca di liberarsi della sfera cominciando a tirare al primo compagno a portata e poco importa se questo abbia quattro giocatori a marcarlo, l'atteggiamento è imbarazzante e onestamente gli ultimi venti minuti della gara sono stati un trascinarsi su e giù per il campo senza uno scopo preciso; Salah deve guardarsi allo specchio e convincersi che lui di mestiere fa il calciatore e ricordarsi che con la Fiorentina lo faceva anche seriamente, di quel giocatore così eclettico oggi ci rimane solo la folta chioma perchè il suo tiro in porta al 55' un anno fa Gollini non lo avrebbe respinto, così come al 58' con un dribbling da manuale si riaffaccia davanti alla porta trovando anche in questa occasione un Gollini in grande spolvero...

Qualcuno diceva: ad un gol sbagliato ne corrisponde uno subìto...Wszolek si porta in area di rigore, con destrezza anticipa Castan che per reazione lo stende, nessun dubbio rigore per il Verona, sulla palla Pazzini, il pallone sbatte sulla traversa ed entra in porta. 1-1, delusione e rassegnazione, ed un grande magone per il Grande Castan che al richiamo della panchina stenta a rispondere, trascinandosi con un senso di colpa che pesa sulla sua coscienza trasparente come un cristallo, ma allo stesso tempo fragilissima, guadagna gli spogliatoi senza voltarsi indietro...

Il resto della partita procede a singhiozzo, da una parte i “soliti” che tirano e guadagnano campo e dall'altra la mancanza di input e dove ci fossero, neanche raccolti.

Non ci sono né vincitori né vinti, solo tanto rammarico per l'ennesima stagione persa, il Napoli e la Juventus godono di un momento d'oro e a meno di ulteriori colpi di coda restiamo a guardare un Campionato che era partito sotto i migliori auspici.

Bentornato Mister Spalletti.Raccogli un'eredità complicata, noi siamo con la Roma, grazie di aver creduto ancora in noi.

Grazie Mister Garcia, con te abbiamo sognato un'impresa impossibile, abbiamo riassaporato il gusto di vincere il Derby e gustato l'aria d'Europa, il viaggio sarebbe stato ancora lungo, ma la fame di vittorie è troppo forte. Spero sia comunque un Arrivederci.


Laura Tarani


© Riproduzione riservata