Claudio De Angelis

Claudio De Angelis

L’imprevisto era sempre in agguato ma la felicità di risolverlo era vissuta come normale.

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Claudio De Angelis potrebbe sembrare un uomo qualunque, invece dietro questa persona scopriamo l’artefice della sicurezza di migliaia di eventi svoltesi nella città di Roma. Lo incontriamo  dopo aver festeggiato da poco il suo 57 compleanno.

Nel 1986 lei decide di lasciare un lavoro sicuro in una nota gelateria del quartiere San Giovanni per dedicarsi anima e corpo all’organizzazione dei concerti:oggi rifarebbe le stesse scelte?

Questa è una bella domanda!! Alla quale ho cercato di dare una risposta per molto tempo. Oggi la risposta la darei:con il cuore si,ma con la ragione no;anche perché l’esperienza vissuta da un punto di vista professionale, è stata positiva ma dal punto di vista umano, veramente una delusione .

Lei leggendo una sua intervista del passato ha lavorato nei maggiori concerti degli anni 80 a cavallo del duemila,ha conosciuto numerosi artisti,con chi ha legato maggiormente ,chi oggi secondo lei può eguagliare in numeri quelli da lei seguiti?

Ma lavorare con i maggiori artisti è stato un bel vedere,legato con nessuno in particolare,diciamo che c’era un certo legame con alcune produzioni dove il lavoro si svolgeva in maniera più rilassata perchè ci si conosceva e quindi ci si fidava delle proprie competenze. Oggi sicuramente tutto è cambiato,secondo a mio parere in questo momento non ci sono artisti di quella levatura.

Qual’ è rimane il concerto che maggiormente la gratificata a livello professionale? Perchè?

Oddio fare una classifica è sempre imbarazzante ,sono stati momenti di vita vissuti a 360 gradi dove l’imprevisto era sempre in agguato ma la felicità a risolverò era vissuta come normale. Posso dire che quello che mi ha preoccupato maggiormente inizialmente è stato quello degli U2 all’aereoporto dell’urbe anno 1997,la prima volta che abbiamo fatto il sopralluogo,non c’era nulla ,dovevamo creare tutto,ma alla fine siamo riusciti a compiere la nostra missione con grande sacrificio e il massimo impegno di tutti i miei ragazzi presenti a quell’evento.

Nel corso della sua carriera ha fatto tutta la gavetta per diventare responsabile della Sicurezza,come ricorda i suoi ragazzi; quelli che lei ha formato dal punto di vista umano e professionale?

Li ricordo tutti con immenso piacere ,anche perché sono innumerevoli,sia quelli dell’ inizio che quelli alla fine ,la formazione lascia un po il tempo che trova ,dal punto di vista umano penso di aver insegnato nulla;se non il rispetto della persona,dal punto di vista professionale sono sempre stato vicino a loro cercando di insegnarli quello che avevo imparato io nella mia vita di uomo da secutity.

Adesso per i concerti bisogna utilizzare personale qualificato che si occupino di assistenza al pubblico;secondo la sua opinione questi ragazzi sono preparati?

Allora oggi per operare c’è bisogno di un attestato per poter svolgere le funzioni di sicurezza e controllo ,ti danno un ‘etichetta ed un numero;noi iniziavamo da un cancello sfigato (il mitico m1 del palaeur),(ride)per poi evolversi in modo gerarchico sino ad arrivare al fatidico sotto palco. Oggi guardando gli operatori in campo (cosi si chiamano)penso che chi arrivava allora era molto più preparato di chi adesso gli etichetta.

Lei ha parlato di memorabili concerti qui nella capitale mi può parlare oppure si ricorda nell’ordine il più problematico dal punto di vista logistico:Take that,u2, Spice Girls,Pinkf loyd etc,etc?

Come già risposto prima ti confermo gli U2 all’urbe,fu un vero inferno

La città come Roma sta per ospitare un concerto memorabile nell’area del circo massimo(i Stones) lei che opinione ha di questo evento: se tornasse sul campo come coordinerebbe la sicurezza ? quanti operatori occorrono per garantire che tutto vada bene?

Sarò sintetico nella risposta:Se io dovessi tornare sul campo ,questo evento lo studierei già da un anno prima. Si sta parlando di un mega evento a pagamento nel cuore di Roma in un posto accessibile da innumerevoli vie. Innanzitutto io farei il mio lavoro nelle zone adiacenti alla zona artisti,lasciando di competenza alle forze dell’ordine i varchi di ingresso:si parla comunque di una zona aperta difficilmente controllabile ,anzi in questo caso nel modo di operare si dovrebbe ricordare la festa dello scudetto della Roma come esperienza,ma in quel caso fu un evento libero..Sarà una bella sfida speriamo che vada tutto bene.

Può raccontarci l’emozione più grande che si ha dietro le quinte di un concerto?Quand’è che guardandosi negli occhi con tutti i ragazzi si aveva quella sensazione di aver portato a termine una missione ?

Rimane la conclusione dell’evento quando il pubblico comincia a defluire,in quei casi si rimane con la propria truppa e ci si guarda negli occhi dimenticando l’enorme fatica di chi ha operato in quella situazione,ci sono anche attimi di gioia che ricordo con affetto tuttora.

Chi ricorda con affetto tra i tanti personaggi che l’hanno accompagnato nel suo percorso,partendo dai runners,uffici stampa,cuochi,elettricisti,facchini,passando pei i direttori di produzione sino ai promoter?

Questa domanda ha solo una risposta secca:dovresti chiedere a loro se si ricordano di me …(ride)

Roma è attrezzata per ospitare eventi di rilievo:Stadio Olimpico,Palaeur,Auditorium della conciliazione ,Auditorium Parco della musica,si punta maggiormente sulla quantità che più sulla qualità?

Sicuramente ,anche perché la maggior parte dei luoghi che mi hai citato nascono come strutture sportive,lo sport e lo spettacolo musicale sono due cose completamente molto diverse.

Lei nel 2002 decide di smettere di lavorare in questo ambiente,nella sua intervista di qualche anno fa non si specifica il motivo ne svela se sia stato per amore oppure per qualcos’altro: forse oggi è tempo di levarsi qualche sassolino della scarpa?il suo rimane un addio oppure un arrivederci?

Ma in questi anni il mio pensiero è andato spesso a quel momento,con il passare degli anni le risposte sono state innumerevoli,ma forse oggi sono arrivato alle conclusione :il principale artefice della mia caduta sono stato io ,non ne potevo più di determinate situazioni che si erano create ,ma probabilmente avrei dovuto lottare di più per salvaguardare il mio lavoro e credeva in me. Si probabilmente è un addio a meno che non ci sia qualche volto nuovo che abbia voglia di abbinare professionalità cuore,rispetto, per questo lavoro.

Grazie Sig.Claudio per il tempo che ci ha concesso è stato interessante ascoltarla speriamo un giorno di rivederla “cazziare” tutti i suoi ragazzi che le hanno dato innumerevoli soddisfazioni.

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