Cristhian Eduardo Braccio

Cristhian Eduardo Braccio

Sono nato libero....

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Oggi il nostro redattore e talent scout Giuseppe Marletta ci propone una speciale quanto interessante intervista ad un giovane talento torinese Cristhian Edward Braccio

Quanto sei legato alla tua terra d'origine e se hai in mente una tua isola… un'isola che non c'e'

Penso che l'originalità di una persona rimanga impressa nel DNA: origine significa inizio, ma non c'è mai un vero inizio. Sono nato a Bogotà nel '95 e adottato da una famiglia Torinese all'età di 2 anni, quindi la mia vita non ha propriamente preso il via alla mia nascita. Ho avuto un'ottima infanzia anche se la vita ha sempre avuto il brutto vizio di tirarmi destri a tradimento, il più importante fu la morte di mia mamma. Devo però ammettere che se non fosse stato per questo suo modo di mettermi all'angolo, oggi non sarei diventato la persona che sono; con le mie cicatrici, ma fiero di loro, del mio mestiere e soprattutto della mia vita.

Quali segni porti dentro quale ferite ti hanno lacerato l'anima e come hai fatto a guarire?

Guarire è difficile; non impossibile, ma comunque difficile. Segni ormai ne ho a sufficienza: tra la vita e chi la vive nel mio mondo non so chi è peggio. Comunque non sono mai stato il ragazzo che ama lamentarsi delle situazioni; preferisco condividerle con chi so che ha orecchie al cuore e non chi ha cuore le orecchie. Per questo ho saputo circondarmi di gente valida sotto più punti di vista: sia lavorativo che, soprattutto, emotivo. Naturalmente non sarei stato in grado di riprendere il mano le redini della mia vita se non avessi avuto una persona così speciale come (preferirei mettere te, ma non si può XD) Giuseppe Marletta, che mi ha asciugato la lacrima quando non avevo forza e mi ha dato forza quando nemmeno più una lacrima scendeva.

So che ami gli animali, mi parli del tuo serpente e del tuo legame con quel mondo atavico e misterioso e forse anche simbolico che questo animale rappresenta?

La mia Freccia: beh, che dire? Comincio con il dire che non è velenosa, almeno se ti tagli non succede nulla! Scherzi a parte, è un bellissimo serpente la cui razza è il Pitone Reale, ma credo che i dati scientifici non interessino a nessuno. Chi è Freccia per me? È il mio legame con quella parte di mondo che ho dimenticato; sento affinità con lei; che sia per i miei trascorsi o per la mia terra d'origine penso di aver preso questo serpente per sentirmi a volte anche un po' capito. Anche perché come nella canzone di Tiziano Ferro Tarantola d'Africa, "Maturando il mio dolore, mi trasformo in attrazione", e penso che sia un concetto che ci unisce in un perché strano e forte.

La moda, con il suo pioneristico senso anticipatore e sovvertitore di costumi, compie una nuova ridefinizione. La fantasia dei fashion designers non è più frenata dal rigore di creazioni pensate solo "per lui" o "per lei", ma possono sbizzarrirsi su corpi androgini, che possiedono coeve caratteristiche unisex. Cosa ne pensi di questo fenomeno e ti sentiresti poter essere un possibile interprete?

Penso che la dualità sia la prima verità di ciascuno di noi. In fondo sappiamo essere tristi, ma felici, amare qualcuno e odiare le cose che ha fatto, provare rabbia e al contempo sollievo nelle azioni di un altro: insomma, siamo contraddittori o due facce della stessa medaglia? Semplicemente un mix di entrambe le cose, perché siamo ciò che siamo, ma non lo ammettiamo a volte neanche a noi stessi. Io ho trovato la forza di pronunciarmi solo dopo un lunghissimo percorso e ad oggi mi sento felice di poter affermare la mia bisessualità. Quindi sì, mi sento un possibile interprete perché ho accettato anche quel lato femminile che è parte di me e che mi completa. Personalmente ho sempre trovato ridicole le persone che si "recitano" quello che non sono; più che altro non riesco a darmi ragione di un'esistenza passata nella paura di un giudizio esterno. Sono così e così voglio essere e non sono così ma mi comporto così perché il mondo non mi accetterebbe; questo è il messaggio.

Arriva un momento nella vita in cui non rimane altro da fare che percorrere la propria strada fino in fondo. Quello è il momento d'inseguire i propri sogni, quello è il momento di prendere il largo, forti delle proprie convinzioni hai deciso quale sarà la tua strada? ti sei fatto un preciso itinerario?

ll mio obiettivo l'ho, ora si tratta di tirar su le maniche e andare avanti. Piani e progetti per attuarlo si presentano e al meglio delle mie ancora poche conoscenze cerco di crearmi il mio futuro, ma per quanto riguarda prevederlo.. mettiamola in questo modo, ancora non ho ricevuto la mia palla di cristallo. Quindi ho idee, ma come ben si sa: "quando la carne è sul fuoco, bisogna lasciarla cuocere con attenzione, per evitare che si riveli solo fumo."

Cosa è per te un sogno?

Sogno è la parola più difficile che i miei occhi abbiano mai visto; il mio è quello di condividere. Per questo ho creato Edward Dardo: questo personaggio artistico vuole porsi come modello, come stimolo per progetti più grandi e come interprete.

Giuseppe Marletta

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