Aurelia Porzia

Aurelia Porzia

Vorrei ampliare i generi di cartoni e il sogno sarebbe approdare alla Disney

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Occhi verdi, lunghi capelli castano scuro, fisico longilineo ed un viso acqua e sapone. Oggi il nostro magazine approda nel mondo dei più piccoli, o meglio vi farà conoscere più da vicino colei che ha fatto cantare tanti cartoni da Lo Straordinario Mondo di Gumball, I Dalton fino Sofia La Principessa, solo per citarne alcuni.

Abbiamo il piacere di ospitare Aurelia Porzia.

L’immagine per un artista è tutto ma chi abbraccia il mondo dei più piccoli ancora di più perché il suo volto deve trasmettere simpatia ed infondere un senso di fiducia. Sei d’accordo?

Beh se nel doppiaggio si vedesse il volto di chi presta la voce si, ma non è questo il caso. Come tutti sappiamo quando andiamo a vedere un film straniero del doppiatore ascoltiamo solo la voce... Quindi potrei tranquillamente avere la faccia di Maga Magò e la voce della Bella addormentata e i bambini non si accorgerebbero di nulla!

Aurelia hai l’aspetto della ragazza della porta accanto, caratterialmente invece come sei?

Abbastanza vicina all'immagine della ragazza della porta accanto. Sono, cerco di essere, sempre sorridente e solare, anche nelle giornate più buie. Sono gentile e disponibile, anche troppo a volte, al punto da non riuscire a dire di no. Ma sono anche un po’ introversa, spesso mi chiudo troppo in me stessa.

Hai una lunga esperienza come doppiatrice. Dare voce ad un cartone non è assolutamente semplice. Come ti sei preparata?

Tanto lunga non è, a dire il vero. Di qualche anno, sono ancora una neofita rispetto a tanti colleghi della mia età. Nello specifico io doppio il canto del personaggio, non la recitazione. Durante la mia prima accademia (Corrado Pani) ho studiato doppiaggio con Roberto Pedicini (la voce di Kevin Spacey), doppiaggio vero, recitato. Poi, negli anni della mia seconda accademia (Fonderia delle Arti) ho capito di voler cantare e successivamente mi è capitata la prima occasione di doppiare, cantando, un cartone animato. Non è stato difficile, al contrario, è stato divertente ed emozionante; è ovvio che bisogna stare attenti al sync e a tutto il resto, ma è stato molto più semplice di quanto mi fossi immaginata.

Ti auguri una carriera come idolo dei più piccoli o col tempo vorresti proporti ad un pubblico più di teenager?

Mi piacerebbe molto continuare a doppiare l'animazione, è un lavoro che amo fare! Vorrei ampliare i generi di cartoni e il sogno sarebbe approdare alla Disney. Sinceramente come idolo delle teen-ager non mi ci vedo tanto... non credo nemmeno di essere adatta. Però, chissà come possono andare le cose!

Incanto di Natale è lo spettacolo che hai portato in scena lo scorso dicembre. Un live acustico piano, chitarra e voce dove hai interpretato le più celebri hits natalizie. Veder realizzato un progetto autoprodotto quanta soddisfazione ti ha dato?

Tanta! Specialmente quando ti rendi conto che il tuo lavoro è piaciuto. La sala del teatro era piena e il pubblico, da quello che mi è stato detto, è rimasto piacevolmente colpito da me (quelli che non mi conoscevano) e dal tipo di brani scelti. Poi...io amo pazzamente i canti di Natale ed essere riuscita a cantarli su un palco con dei musicisti è stato davvero un sogno!

Parte del ricavato dello spettacolo è andato a sostegno della fondazione Antea, un’Associazione ONLUS. Vuoi raccontarci di cosa si occupa e perché l’hai scelta?

Antea è una Onlus romana, si occupa di dare assistenza gratuita a domicilio ai pazienti in fase avanzata di malattia. La loro assistenza è basata sulle cure palliative che comprendono, oltre alle cure mediche, anche quelle psicologiche, riabilitative, sociali, legali, così da aiutare al meglio i pazienti e le famiglie. L'ho scelta perché è un'associazione che conosco da anni, che ha aiutato persone che conoscevo; so come lavorano e ogni volta che ne sento parlare mi arrivano solo notizie positive sui volontari e su tutto quello che fanno.

Doti canore, predisposizione alla recitazione e alla danza. Un mix giusto per partecipare ad un musical. Ti piacerebbe?

E' il mio sogno! Da quando mi è venuta per la prima volta la malsana idea di intraprendere questo cammino. Amo i musical! Mi piacciono tutti, dai più vecchi ai nuovi. La preparazione tecnica che ho in realtà è proprio da musical, infatti l'indirizzo che avevo preso nella mia accademia, la Fonderia delle Arti, era Teatro e Musical.

Aurelia hai sostenuto tanti provini ed hai tentato anche la strada del Talent. Paga di più la meritocrazia o il “santo in paradiso”?

Senza ombra di dubbio il "santo"! Dopo il santo bisogna essere "tipo", "personaggio", "soggetto" e "caso umano". Poi, forse, viene la meritocrazia. Ho detto forse!

Parliamo di moda. Qual è il look che prediligi?

Amo la moda. Amo i vestiti, le scarpe, le borse. Tutto quanto, insomma. Mi piace vestire bene e ho sempre avuto le idee abbastanza chiare su quello che mi mettevo addosso. Ai tempi del liceo artistico, le mie amiche mi prendevano in giro perché arrivavo in classe con i tacchi. Mi piacciono lo stile classico ed elegante, lo stile bon-ton e quello lady-like e allo stesso tempo mi piace molto lo stile Country, sia quello classico (con vestiti a quadretti, merletti, gonne a ruota e ancora polo e giacche) che quello più da cowboy.

Hai uno stilista che ti piace particolarmente?

Gli stilisti che ammiro molto sono Giorgio Armani, Ralph Lauren, Christian Dior (l'originale), Chanel, Prada, Givenchy, potrei continuare all'infinito!

In contrapposizione alle modelle anoressiche, su alcuni magazine si sono affacciate le modelle curvy. Cosa ne pensi in merito?

Penso sia una cosa bella. Nella vita vera non ci sono le Adriana Lima o le Gisele Bundchen, ma ragazze di tutte le taglie, anche quelle forti. E' giusto che anche loro abbiano delle modelle di riferimento.

Kate Sturino, blogger newyorkese, con Il suo sito The12ishStyle, si è posta l’obiettivo di insegnare alle ragazze taglia 46, come valorizzare il proprio corpo e quali capi indossare prendendo spunto da quelli low cost. Perché, a tuo avviso, i grandi nomi della moda non investono in taglie più “umane”?

Secondo me perché, anche se sappiamo tutte che la realtà non è quella, vogliamo comunque sognare di poter essere anche noi, semplici ragazze, delle super top-model. Belle, alte, magre, con un fisico perfetto. Gli stilisti sotto sotto lo sanno e continuano a propinarci le loro opere su questi modelli di riferimento.

Hayley Berlingeri ha reso la sua piccola Valentina di soli due anni, una vera e propria star di instagram con ventimila follower. Contesa dai migliori brand, ogni sua foto vanta sempre oltre mille “cuoricini”.  Non è un’infanzia quasi violata? Che ne pensi?

Direi che é un'infanzia violata, decisamente. Quella povera bimba crescerà con una visione della vita distorta, non ce l'avrà affatto un'infanzia. E' come se fosse una piccola adulta, come quelle bimbe/bambole dei concorsi di bellezza americani.

Tu che rapporto hai con i social? Li utilizzi solo come strumento di lavoro o c’è anche un po’ del tuo quotidiano?

Mi piacciono i social: sono attiva su Facebook, Instagram, Pinterest e Youtube (non ho Twitter perché sinceramente non lo comprendo). Li uso regolarmente, sia per lavoro che per diletto. Facebook mi è molto utile per rimanere in contatto con le persone del mio ambiente e anche per pubblicizzarmi, infatti ho una pagina su cui posto tutti i miei lavori e le notizie relative. Su youtube ho un profilo con i video delle mie esibizioni; Instagram, invece, è più per divertirmi, mi piace postare foto delle mie giornate e di quello che mi succede e vedere cosa accade nel mondo. Pinterest è una droga! Non serve assolutamente a niente ma ci passerei le giornate!

C’è un acceso dibattito in questi giorni in merito alle unioni civili tra coppie omosessuali. Qual è la tua opinione in merito?

Secondo me l'unione civile può andare... se due uomini o due donne si vogliono unire legalmente per i più svariati motivi chi sono io per dire di no?!

Un’ultima domanda: un desiderio professionale vorresti realizzare nel 2016?

Mi piacerebbe poter cantare un po’ di più e vorrei riuscire a produrre almeno altri due spettacoli entro la fine dell'anno.

Sara Grillo

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