Festival Nazionale Di Corti Teatrali

Festival Nazionale Di Corti Teatrali

All’Artemia di Roma strepitosa serata di gala con la rappresentazione dei principali lavori premiati dalla giuria e dal pubblico

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Ci può essere una sola parola che può rappresentare quello che si vive al Centro Culturale Artemia di Roma, ovvero “Energia”. Energia della direttrice artistica Maria Paola Canepa che, ad ogni stagione, riesce a selezionare le proposte più interessanti che possono entusiasmare il pubblico, energia di tutti i protagonisti che come maestri, attori, registi, operatori danno il meglio della loro arte grazie ad un’atmosfera quasi familiare dove prevale sempre lo spirito collaborativo, energia di tutte le iniziative che sembrano avere sempre una marcia in più azionata da passione ed entusiasmo. Così come grande energia si è vissuta per la nona edizione del Festival Nazionale di Corti Teatrali che, ancora una volta, ha voluto dare visibilità e spazio a tutti coloro che s’impegnano nella ricerca di nuove proposte drammaturgiche, offrendo l’occasione della messa in scena del proprio lavoro. E le proposte arrivate all’Artemia da tua Italia sono state veramente tante rendendo molto ardua la scelta di selezionare solo 15 lavori che poi sono passati al vaglio del giudizio della giuria e del pubblico. Ma l’energia maggiore si è accesa alla serata di gala dove i corti che hanno ricevuto i maggiori riconoscimenti hanno potuto replicare il loro spettacolo ad un teatro gremito che ha visto in diretta tutti i cambi scena, scenografie e regie tecniche.

Gli applausi della platea hanno confermato la scelta di assegnare il primo premio per il migliore spettacolo ad “Ardea. Memorie da un fiume” scritto da Chiara Mirta Buono, Elisa Cardoso, Laura Casali, Lucia Fiorani e Caterina Piotti che lo hanno anche interpretato. Animare significa dare vita e le protagoniste del corto lo hanno fatto egregiamente creando manualmente i movimenti di una cicogna fra la vegetazione e i rifiuti di un fiume che rimandano a memorie di cose vissute. Quegli stessi oggetti che sembrano avere costruito l’uccello che riesce a comunicare con il pubblico senza il dono della parola. Un corto che può definirsi poesia pura che riporta in chiave moderna quel teatro di animazione fatto di ombre, marionette e magiche atmosfere.

Degna di nota anche la rappresentazione di “Hate Speech” il corto classificato al secondo posto come migliore spettacolo e definito il migliore testo originale scritto da Giorgia Conigliaro, diretto da Antonio Nicita e interpretato da Andrea Stefni e Roberta Loggia. A sorprendere per originalità il testo scritto e diretto da Luigi Facchino “Doppio Gioco” che è riuscito ad esprimere tutta la sua potenzialità grazie ai due protagonisti Giacomo Doni e Giovanni Cordì premiato come il migliore attore della rassegna. Un dialogo serrato capace di rivelare vizi e virtù della natura umana resa palese non solo dalle parole ma anche da una mimica che ha rimandato a quella forma di teatro fatta di coraggio ed emozione. In scena anche “Processori D’Amore” che ha visto proclamare come migliore attrice Irene Ragnoni interprete insieme a Matteo Caranfa e Davide Di Pol di un dramma sulla dipendenza da internet.

“In viaggio con Madonna” scritto e diretto da Bianca Maria Castelli che lo ha interpretato insieme a Claudio Bevilacqua, Roberto Capacci ed Enrico Mossena si è rivelato più uno sketch da contenitore di cabaret televisivo e forse proprio per il suo lato più divertente si è assicurato il premio speciale del pubblico. Più meritato il riconoscimento, anche se solo al secondo posto, per “La fermata del 710”  scritto da Lorenzo Bitetti e Gaia Sordoni. L’attesa di un autobus ha saputo dare vita a una fotografia di vite diverse tutte ugualmente sospese anche se per motivazioni opposte. Ottima prova d’attore per i protagonisti Mirko Bonfiglio, Marta Dell’Atti e Lavinia Mazzucchi. Con “inCorti da Artemia” il Centro Culturale di via Amilcare Cucchini viene promosso sempre di più come una fucina di talenti dove il teatro e tante altre iniziative diventano quasi un pretesto per manifestare esperienze di vita e di arte pura.

                  Rosario Schibeci

 

 

 

 

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