“One to One” documentario, della durata di 100 minuti, distribuito da Nexo Studios, è stato presentato in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia 2024, per poi approdare con alcune proiezioni speciali al Telluride Film Festival e al Sundance Film Festival, è distribuito da Mercury.
Il film rivela dimensioni sconosciute di John Lennon rispetto ad altri lavori come "The U.S. vs. John Lennon" (2006), che raccontava il suo attivismo politico e i tentativi dell'amministrazione Nixon di deportarlo, o "The Lost Weekend: A Love Story" (2022), un ritratto della relazione di Lennon con May Pang.
"One to One: John & Yoko Ono, potrebbe essere definito il più compiuto e avvincente dei ritratti di Lennon.
"One to One" ci racconta di quando John e Yoko, nel 1971 si trasferirono dalla loro tenuta di campagna a New York City, dove trascorsero 18 mesi vivendo in un piccolo appartamento nel West Village.
Il film si sviluppa grazie a un tema di cui Lennon parlava apertamente, ma che non è mai stato approfondito dalla critica: dopo essersi trasferito a New York e aver scelto l'America come paese in cui vivere, è diventato un TV dipendente.
Un fatto assurdo se pensiamo che nei primi anni '70, Lennon venisse visto come un leader della controcultura e fosse un rappresentante dell'avanguardia e di una serie di movimenti di protesta. Eppure era assolutamente vero che la sua attività preferita fosse bighellonare davanti alla televisione, ma come in un atto che evocasse un presagio: l'intera cultura si stava dirigendo verso quell'apparecchio che incantava la gente.
Lennon potrebbe essere definito un idealista in politica ("Niente per cui uccidere o morire, e anche nessuna religione..."), ma in verità era anche molte realista, a tratti cinico, immerso nell'antiromanticismo della sua amara interpretazione della realtà. (Basta ascoltare il testo di “Revolution.”) Ed è di questo che tratta la dipendenza dalla TV, di un'interpretazione oggettiva, concreta: voleva vivere tutto indistintamente - gli spot pubblicitari, gli spettacoli che erano per lo più spazzatura, le notizie, la pubblicità - in modo da assorbire come una spugna e, allo stesso tempo con la consapevolezza di esserne al di sopra, nell'atto contorto e contraddittorio tipico dell'attitudine occidentale di dover sperimentare tutto.
Il regista Macdonald e il crew hanno creato una ricostruzione ossessivamente accurata dell'appartamento con pareti bianche collocato al 105 di Bank St di NY.
Non vediamo mai ospiti nella casa della coppia, e mentre la telecamera sbircia in giro notiamo dove si trova ogni singolo oggetto: il letto, la TV seduta ai suoi piedi, i detriti sparsi delle vite di John e Yoko (chitarre, vestiti, un amplificatore, una macchina da scrivere, giornali e riviste, una federa di Snoopy). "One on One" è pieno di filmati casalinghi e fotografie spontanee, e con il mock-up di un appartamento descritto nei minimi particolari tanto che ci sembra di poterli condividere con i protagonisti del documentario.
Il film prende il titolo da un paio di concerti di beneficenza che Lennon diede al Madison Square Garden con la Plastic Ono Elephant's Memory Band il 30 agosto 1972. Sarebbe stata la sua ultima esibizione dal vivo con canzoni come: "New York City", a "Instant Karma" a "Come Together" fino all'epifania spogliata della performance cruda di Lennon di "Mother".
La musica dà forma al film e corrobora il significato delle immagini.
Macdonald rende il documentario politico, perché approfittando della TV e dei programmi inserisce scene fondamentali di personaggi del tempo e della storia: Nixon, "The Waltons", la rivolta di Attica State, Jerry Rubin su "Phil Donahue", uno spot pubblicitario di Ragu, la sparatoria di George Wallace, il ritorno dall'esilio di Charlie Chaplin e altri eventi e curiosità mediatiche che hanno definito i primi anni '70.
Inoltre tra il 1971 e del 1972 la nuova destra conservatrice americana stava iniziando a crescere, ma nessuno lo sapeva ancora, così come le basi messianiche della controcultura (“Stiamo cambiando il mondo, amico!”) erano state poste.
Il film documenta la relazione di John e Yoko con Jerry Rubin, che era diventato una celebrità durante il processo di Chicago 7: leader delle principali organizzazioni contro la guerra come David Dellinger, Rennie Davis, Jerry Rubin, Tom Hayden, John Froines, Lee Weiner, Bobby Seale e Abbie Hoffman (quest'ultimo fondatore dello Youth International Party, i cui sostenitori erano noti come yippies, hippy rivoluzionari organizzati che, per deridere lo status quo, arrivarono a candidare alla presidenza del 1968 un maiale che chiamarono Pigasus l'Immortale) furono accusati di cospirazione per incitamento alla ribellione e si presentarono davanti a una corte presieduta dal giudice Julius Hoffman.
Rubin fu in grado di convincere Lennon a collaborare con lui, attraverso un'associazione fondata quando l'artista si era esibito al raduno Free John Sinclair ad Ann Arbor, in Michigan. Nel film si possono vedere dei filmati rari di quel concerto diventato mito, come "John Sinclair"
Grazie a questo evento riuscirono a salvare il fondatore del White Panther Party dalla sua condanna a 10 anni di carcere per marijuana, e Rubin, che era diventato un amico di Lennon, lo convinse a collaborare al tour "Free the People", che sarebbe stato un enorme spettacolo itinerante rock 'n' roll di politica di protesta e attivismo.
John Lennon ebbe un ruolo fondamentale nella vita politica newyorkese e americana del tempo ma non abbastanza da potersi affermare in un ruolo determinante.
Monia Manzo
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