Corrado Oddi E Lisa Riccardi

Ad occhi chiusi

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Nuovamente insieme a Corrado Oddi per esplorare una delle sue ultime interpretazioni. Un cortometraggio scritto e diretto da Lisa Riccardi dal titolo “Ad occhi chiusi”. Un viaggio nel mondo dell’omosessualità femminile quando incontra l’adolescenza. Il punto di vista di un attore, di un padre e non solo.

Interpreti un padre presente o ossessivo?

Non è facile rispondere a questa domanda; dipende dai punti di vista. Dal punto di vista di un padre, di quel padre, risponderei presente. Dall'ottica delle ragazze forse ossessivo. Ma credo che la reazione del genitore di questa storia (vera) sia stato un tantino eccessiva.

Quando ti è arrivata la proposta, come ti sei preparato? Hai attinto da qualche fonte d’ispirazione?

Ho partecipato al casting inviando una mail con foto e c.v. semplicemente e Lisa Riccardi, la regista, mi ha risposto per fissare un incontro. Non amo farmi condizionare nell'interpretazione da altre storie o interpretazioni di altri attori; mi sono fatto un'idea sul personaggio del papà e al casting ho solo chiesto qualche informazione in più per vedere se loro lo vedessero davvero in quel modo: così davvero...beh come si vede nel film.

Una versione moderna di Indovina chi viene a cena con Spencer Tracy, senza l’eleganza ed il perbenismo di quegl’anni. La società risolverà mai questi nodi?

Volendo un piccolo riferimento di Ad Occhi Chiusi con il film Stanley Kramer ci può anche stare. Inconsapevolmente il voler non accettare una diversità è comunque una forma di razzismo; a prescindere se si parla di colore della pelle di estrazione sociale oppure di omosessualità. Non so se la società risolverà mai questi nodi come dici tu, la società siamo noi, io, te Lisa, Aurora e tutti quelli che hanno avuto il coraggio di portare sullo schermo questa storia quindi per noi sono nodi sciolti.

La regista, Lisa Riccardi, è un giovane talento che dirige un professionista. Come ti sei trovato?

Lisa è abituata a lavorare con grandi registi ed attori anche di fama internazionale, ha frequentato il Centro Sperimentale; molto giovane ma un talento anche lei. Non faccio panegirici io dico sempre quello che penso e l'ho detto anche a lei e tutti quelli che lavoravano nel film.

In privato mi hai detto che sei stato criticato per il troppo realismo della tua interpretazione, che personalmente ho trovato splendida. In quel momento, da attore navigato, cosa hai pensato?

Grazie per il complimento; il tuo è un riferimento legato ad una scena del film (lo schiaffo) dove a me forse è scappata la mano, nel senso che che con Aurora Ruffino (mia figlia nella fiction) eravamo non coordinati. Se ti becchi una cinquina comunque qualcosa dici al partner...ma è stato un piccolo momento. Credo che tutti abbiamo dato il massimo per rendere più veritiera possibile la storia.

Tu sei padre e guardando la TV ormai se ne sentono di tutti i colori, dalle baby squillo al bullismo su FB ecc.. Quale è la tua posizione da padre?

Non ti nascondo che queste notizie mi terrorizzano. Bisogna sempre cercare di capire cosa c'è dietro ad una decisione del genere mi riferisco alle baby squillo. Sono uno abituato al dialogo e credo che la cosa migliore in un rapporto genitore figlio sia proprio il dialogo. Tutto comunque dipende dalla sensibilità personale.

Un classico: il genitore che sbircia è giusto o sbagliato?

Ognuno di noi è geloso delle proprie intimità, poi gli adolescenti hanno molti segreti che vanno rispettati; in generale il rispetto nelle persone consiste in questo. Il genitore credo dovrebbe “sbirciare” quando si accorge che c'è qualcosa che non va, ma ripeto il dialogo rimane sempre l'arma vincente. “il pensare divide, il sentire unisce” E. Pound.

Pensi sia più facile parlare omosessualità maschile o femminile?

Ho diversi amici omosessuali che a mio avviso, forse non solo mio, sono dotati di una sensibilità fuori dalla norma. Non trovo difficoltà a parlare di omosessualità di qualsiasi genere. Gli “omosessuali” sono comunque persone che in un certo senso si ritrovano...non amo etichettare le persone, ognuno è quello che...dentro di noi c'è di tutto il bene, il male l'aspetto maschile quello femminile, quello che ci fa poeti o altro...tutto rientra nella natura umana.

Interpreteresti uno dei ruoli che è stato delle protagoniste?

Un ruolo è pur sempre un ruolo; forse se la tua domanda era riferita al fatto se fossi imbarazzato a dover baciare un uomo rispondo no. Non ho pregiudizi, l'importante che sia il ruolo che la storia che ti propongono sia un a bella storia. Credi che se mi avessero proposto per assurdo di interpretare uno dei ruoli del film Brokeback Mountain avrei rifiutato? Non proprio: eppure in quel film alcune scene di omosessualità sono molto, come dire, “forti”.

Come scegli i tuoi ruoli?

In Italia non ti puoi permettere tanto di poter scegliere; ti auguri che quello che ti propongono sia dignitoso. Ogni attore poi credo cerchi di adeguarsi al ruolo da interpretare e viceversa. “Carpire il pieno significato della vita è il dovere dell'attore, interpretarlo il suo problema, ed esprimerlo la sua passione” (M. Brando).

Hai mai rinunciato ad un ruolo per poi pentirtene? il cinema è pieno di questi casi.

Non mi sono mai trovato di fronte questo dilemma: “lo faccio non lo faccio, accetto non accetto”. Potersi permettere di scegliere nel cinema in Italia è un gran lusso che un giorno spero di potermi permettere e non per essere snob.

Il cinema italiano di oggi: i pro e i contro secondo Corrado Oddi?

Premettendo che il mio non è il vangelo, quello che dico e solamente una semplice opinione personale, di uno che ha studiato la storia del cinema all'università e che lo ha fatto come attore. Non ci sono pro e contro nel cinema; esiste il cinema con le sue produzioni indipendenti e meno. Una volta c'erano i produttori che facevano film investendo soldi di tasca loro ora molti film si fanno attraverso finanziamenti ministeriali...con tutto quello che questo comporta. Si vedono film più o meno buoni in Italia con bravi attori. Poi io sono ottimista e patriottico in questo: il film di Sorrentino ha vinto un oscar di recente e questo emotivo di orgoglio per me; anche se ho sentito tanti commenti di attori che hanno snobbato questa cosa. Per i pro e i contro rimangono i perenni rischi che chi sceglie di fare questa professione sa di mettere in conto. W il cinema italiano.

Lisa Riccardi giovane e talentuosa regista del cinema italiano. Un carattere deciso e grintoso che mette a disposizione per la sceneggiatura di un tema importante ispirato a fatti realmente accaduti. Giudizi lucidi e diretti ma con la speranza nel cuore che certi fatti non accadano mai più.

Lisa Riccardi, un cortometraggio “Ad occhi chiusi” che parla dell’amore omosessuale tra ragazze adolescenti. Tua la regia ed anche la sceneggiatura insieme a Giorgia Pinto, come siete arrivate a questa scelta?

La storia che raccontiamo in questo cortometraggio è tratta da alcuni fatti che sono avvenuti realmente pochi anni fa a Roma. Giorgia è stata purtroppo una delle protagoniste, affrontando a 18 anni un vero e proprio inferno. Le ho quindi proposto di scriverla insieme, per far in modo che non succedesse ancora. Abbiamo cambiato diverse cose nel cortometraggio, un po' per motivi “pratici”: è difficile comprimere un anno di vita in 15 minuti, un po' perchè se avessimo raccontato davvero tutto, molti non ci avrebbero creduto. La scena della litigata tra Ginevra e suo padre, ad esempio, nella realtà è stata ben più violenta.

La voce narrante è una guida tra i pensieri di un’amante decisa, che sa quello che vuole, perché hai scelto il suo punto di vista?

La voce off mi ha dato una mano per quanto riguarda il discorso del “comprimere tante cose in pochi minuti”. Abbiamo scelto il punto di vista di Sara, perchè è quello che avevamo più chiaro.

Come hai scelto le protagoniste durante i casting? Quali caratteristiche cercavi?

Aurora Ruffino e Liliana Fiorelli, le due bravissime protagoniste del cortometraggio, sono state scelte dopo diversi casting. Durante i casting io e Giorgia abbiamo sempre avuto le idee ben chiare. Quando abbiamo visto recitare Aurora e Liliana ci siamo subito dette: ecco, sono loro.

Durante le riprese quale è stata la cosa più difficile e quella più facile da fare?

La cosa più difficile è stata girare senza soldi. Quando si hanno i soldi le attrezzature sono migliori, i problemi si risolvono, tutto è meno complicato. Un giorno dovevamo girare la scena finale in un parco, avevamo tutti i permessi, ma il comune ha fatto confusione dando gli stessi permessi, per la stessa area, ad un'intera scuola elementare per il saggio di fine anno. Ce ne siamo dovuti andare noi, ovviamente. La cosa più facile? Le riprese. Il clima era così bello e sereno, che anche i vari problemi venivano superati senza i soliti isterismi.

In generale, cosa si prova a dirigere attori professionisti, che recitano da anni?

Quando ho le idee chiare, posso andare avanti per la mia strada, tra cazziatoni agli attori e scelta delle inquadrature, sia che davanti a me ci sia un professionista che un attore esordiente. Inoltre devo dire che ho sempre avuto il piacere di lavorare con attori molto professionali e ben disposti ad ascoltarmi.

Ti faccio alcune domande che ho già proposto a Corrado Oddi, mi interessa anche il tuo punto di vista:

Una versione moderna di Indovina chi viene a cena con Spencer Tracy, senza l’eleganza ed il perbenismo di quegl’anni. La società risolverà mai questi nodi?

Non so, forse si. Io lo spero. Di certo in Italia la strada è ancora lunga. Sembra un luogo comune, ma provate a dimostrarmi il contrario.

Un classico: il genitore che sbircia è giusto o sbagliato? 

Ti rispondo da figlia e non da genitore, perchè per ora è l'unico punto di vista di cui dispongo. Un genitore dovrebbe essere presente, sempre, ma senza intervenire. Il fatto di sbirciare più che giusto o sbagliato direi che è lecito: un genitore ha ansia e paura per il proprio figlio, tende a proteggerlo e per farlo vuole sapere sempre dove sta, con chi e perchè. Però tra sbirciare e imporre al proprio figlio delle scelte, c'è un abisso.

Il cinema italiano oggi: pro e contro secondo Lisa Riccardi

Le storie. Dobbiamo lavorare per scrivere storie belle, idee semplici ma forti. Inoltre i produttori dovrebbero trovare il coraggio di credere un po' di più nei giovani. Ormai qui si esordisce a 35 anni, un'età in cui in altri paesi si è considerati già vecchi.

Torniamo a noi:

Chi ti piacerebbe dirigere? E Hollywood ci pensi mai o preferisti vivere alla giornata?

James Franco. La sua interpretazione in “Spring Breakers” l'ho trovata fantastica. Per quanto riguarda gli attori italiani, mi piacerebbe molto lavorare con Stefano Accorsi. Per ora preferisco vivere alla giornata..non posso permettermi di scrivere e basta, quindi spesso mi ritrovo a lavorare su diversi set come runner. Non mi lamento, si tratta pur sempre di cinema. Chissà, magari prima o poi avrò la possibilità di scrivere e basta..

Le protagoniste sono giovanissime come te, durante le riprese scatta un po’ l’atmosfera comitiva o riesci sempre ad avere il controllo della situazione?

Ovviamente è scattata l'atmosfera comitiva, e ovviamente io non sono riuscita a contenerla, anzi, spesso sono la prima che ride e scherza sul set. Il clima “comitiva” però è stato molto positivo, ci siamo ritrovati come una vera e propria famiglia. Alla proiezione ufficiale, un anno fa, c'era tutta la troupe, tutti molto emozionati perchè ognuno lo sentiva un po' suo, come è giusto che sia quando si lavora intensamente tutti insieme.

Cosa si prova, dopo anni di studio e sogni, a vedere il proprio nome scorrere sullo schermo?

Emozione, senza dubbio, ma anche soddisfazione di aver fatto un altro piccolo passo in avanti e la consapevolezza di averlo fatto senza aiuti o raccomandazioni.

Quanta testa, cuore, polso e “panza” ci vuole per fare la regista?

Tanta testa per mettersi davanti al computer per scrivere storie. Tanto cuore per portarle avanti. Ancora tanta testa per fare autocritica su ciò che si scrive. Polso e cuore per far valere le proprie idee con i produttori, “panza” mentre si gira. E poi il sorriso, sempre.

Film preferito e film che non consiglieresti mai di vedere?

ET, Juno e Little miss sunshine da vedere assolutamente. Da vedere anche tutti i cinepanettoni: per capire cosa NON scrivere.

Giovanissima e già tanti premi e apprezzamenti cos’altro bolle in pentola?

Il futuro è sicuramente pieno di storie da raccontare..sto provando a fare il passo successivo, ovvero la scrittura di un lungometraggio. Nel frattempo continuo la gavetta in giro per vari set..

Grandi professionisti e generazioni a confronto per una fantastica collaborazione. Faccio un sincero e sentito applauso alla magistrale ed intensa interpretazione di Corrado Oddi, alla maestria che Lisa Riccardi ha dimostrato nel dirigere una bella storia d’amore con un triste finale, ed una menzione doverosa va a Giorgia Pinto che ha collaborato alla sceneggiatura ma soprattutto vera protagonista della storia. Ovviamente tanti complimenti ad Aurora Ruffino e Liliana Fiorelli. Concludo con una citazione «Amor ogni cosa vince.» (L. da Vinci) che vuole essere soprattutto un incoraggiamento. Invito tutti a vedere il corto.

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