Europa League. Galatasaray - Lazio. Il Report Match Di Mirko Cervelli

Europa League. Galatasaray - Lazio. Il Report Match Di Mirko Cervelli

Botta e risposta in dieci minuti. In attesa della primavera per dissolvere la "saudade" di Felipe Anderson.

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In una stagione maledetta, l’Europa sembra essere l’ancora di salvezza per Pioli e qualche giocatore, su tutti Djordjevic che ha mostrato una media gol pazzesca, al contrario del campionato dove dimostra di essere un perfetto fantasma. E’ una Lazio oltre i confini nazionali senza ombra di dubbio.

Gli obiettivi si sono ristretti rispetto a quelli di inizio stagione e l'Europa League potrebbe essere davvero l'ultima spiaggia per tanti, Pioli per primo. Il rischio da evitare è quello di giocare per il nulla già da Marzo prossimo.

Per salvare questa annata è importante giocare senza paura anche in campi difficili come quello di Istanbul e riportare a casa un punto fondamentale in vista della sfida di ritorno. Missione mezza riuscita contro un Galatasaray lontano parente di quello visto negli anni precedenti, con una crisi finanziaria imminente e senza quel pubblico che in diverse circostanze è stato l’arma in più per i giallorossi. Ieri in 35 mila hanno riempito il “Turk Telekom Arena”, davvero pochi calcolando la media abituale in una città che vive per il calcio. Due squadre a specchio che non vivono un momento facile ma che stanno tentando di risalire la china.

Per Pioli, paradossalmente, l’imbarazzo della scelta in avanti. Mai succeso sino ad ora che il tecnico potesse disporre di tutti i suoi uomini offensivi e studiare qualche soluzione con l’innesto dei centrocampisti sulle fasce. Un suo cavallo di battaglia lo scorso, quel 4-3-3 che ha permesso alla Lazio di andare in Europa e di sfiorare il secondo posto.

I turchi scendono in campo con una formazione fortemente rimaneggiata, imbottita di difensori e abbastanza coperta. La Lazio ritrova Radu e Biglia, oltre ad un attacco a pieno giri.

L’avvio è di marca locale, con il vantaggio al 12’ siglato da Sariouglu, il pareggio dieci minuti dopo è ad opera di Milinkovic Savic, bravo a sfruttare una punizione di Biglia e a battere l’estremo difensore Muslera, ex di turno. Felipe Anderson nel 4-3-3 non incide. Altra prestazione opaca per il brasiliano nell’attesa del caldo primaverile a cancellare la sua saudade. Recriminazione per due rigori netti non concessi dal fischietto inglese Oliver. Nessuna delle due squadre ha osato nel finale. Il pari è risultato il risultato più giusto.

Mirko Cervelli

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