Milan - Genoa 08.01.2026

Un punto a testa che non accontenta nessuno

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Da una squadra rossoblu a un’altra, dopo la vittoria di Cagliari, per il Milan era tempo di ospitare il Genoa per cercare tre punti necessari a mantenere il contatto con l’Inter, già forte della vittoria a Parma. Un match che arrivava poco più di un anno dopo il deludente pareggio a reti inviolate del dicembre 2024, quando sulla panchina rossonera siedeva Paulo Fonseca e teoricamente si sarebbe dovuto festeggiare il compleanno n.125 della società, rovinato dal risultato.

Tempo durante il quale molte cose sono cambiate da entrambe le parti, con Allegri a sedere sulla panchina dei padroni di casa da inizio stagione e dall’altra parte Daniele De Rossi, subentrato a Vieira. Per l’occasione, il tecnico rossonero poteva tornare a schierare dopo lungo tempo la coppia offensiva formata da Leao e Pulisic, recuperando anche Gabbia in difesa e potendo schierare quella che, ad oggi, può essere considerata la formazione titolare. Dall’altra parte, il peso dell’attacco era affidato a Vitinha e a Colombo, in prestito proprio dal Milan, con l’esperto Malinovskyi a supporto, mentre a centrocampo partiva titolare Norton-Cuffy, pronto ad essere ceduto alla Juventus stando ad alcune voci di mercato.

Stanti due schieramenti tattici pressoché identici, volti a mantenere un baricentro basso e lasciare l’iniziativa agli avversari, inizialmente era il Milan a partire forte, quasi invitato nella propria metà campo dal Genoa e capace di rendersi pericoloso per due volte nel giro di dieci minuti, prima con un colpo di testa di Gabbia neutralizzato da Leali e poi con uno di Pavlovic, spentosi di poco alto sopra la traversa. 

I ritmi di gioco salivano col passare del tempo e, contestualmente, cresceva pure il Genoa, che cominciava a farsi vedere con regolarità nella metà campo avversaria. Un campanello d’allarme forse sottovvalutato dalla squadra di Allegri, che poco prima della mezz’ora si trovava improvvisamente in vantaggio a causa di un errore in marcatura di Gabbia sull’ex-compegno Colombo, che lo anticipava in piena area e girava il pallone in porta nonostante la trattenuta subita dal difensore. Una botta psicologica non da poco, per il centrale rossonero, che poco dopo mancava l’occasione per farsi perdonare, mandando fuori di testa un bel cross di Pavlovic.

L’Oscar dell’errore più clamoroso del primo tempo andava però a Fofana che, al termine di un’azione prolungata da parte della sua squadra, aveva l’occasione di spingere nella porta vuota il pallone dalla brevissima distanza, ma scivolava nel tentativo di tuffarsi cadendo goffamente a terra. Una rete mancata che, sommata ad alcuni altri errori di valutazione durante tutta la frazione, induceva il suo allenatore a lasciarlo negli spogliatoi a fine primo tempo, mandando in campo da subito Loftus-Cheek.

Nella ripresa si vedeva un altro Milan, quantomeno dal punto di vista della volontà di agguantare il pareggio, che in effetti arrivava pure al quarto d’ora, ma veniva poi annullato su segnalazione del VAR a causa di un tocco di mano dell’autore del goal: Christian Pulisic. Persa l’occasione, poco dopo Allegri provava a cambiare le carte in tavola inserendo Fullkrug al posto Saelemaekers, con Tomori che scalava nel ruolo di terzino destro in una difesa a quattro, mentre Leao e Pulisic tornavano sulle mattonelle ricoperte fino allo scorso anno, al fianco del tedesco.

Nonostante i cambi e la grande applicazione da parte dei padroni di casa, il Genoa continuava a difendere la propria area con grande attenzione, riempiendola con un numero di uomini crescente col passare del tempo, spessso immolatisi nella respinta dei tentativi dalla distanza dei calciatori avversari, sempre più disperatamente alla ricerca di soluzioni estemporanee, in particolare modo con Pulisic che ci provava in tutti i modi e, quando non veniva murato, ci pensava Leali a chiudergli la porta in faccia con un grande intervento dopo una sua bella girata al volo.

Le ultime sferzate del match arrivano in pieno recupero, partendo dal goal del pareggio rossonero che arriva dalla testa di Leao, fino a quel momento piuttosto evanescente, bravo e fortunato a trovarsi nel posto giusto al momento giusto per insaccare il pallone deviato da Frendrup. A quel punto il Milan si scopriva per cercare il ribaltone e a tempo praticamente scaduto subiva una ripartenza velocissima da parte di Ekhator, che in area serviva Ellertson e l’arbitro si faceva ingannare dall’intervento innocuo di Bartesaghi in scivolata, assegnando un calcio di rigore inesistente, nonostante il controllo del VAR. Sul dischetto andava Stanciu, entrato da pochi minuti, che si faceva schiacciare dal peso del clima teso di San Siro e sparava il pallone altissimo sopra la traversa.

La posta finale si divideva dunque in un punto a testa, probabilmente corretto per quanto visto sul campo, ma che in qualche modo riusciva a non accontentare nessuna delle due squadre: il Milan per l’ennesimo pareggio contro una squadra di bassa classifica e il Genoa per avere visto i tre punti scivolare via proprio sul più bello.

TABELLINO:

MILAN (3-5-2): Maignan; Tomori, Gabbia (75’ Athekame), Pavlovic; Saelemaekers, Fofana (46’ Loftus-Cheek), Modric, Rabiot, Bartesaghi (65’ Fullkrug); Leao, Pulisic. All. Allegri

GENOA (3-5-2): Leali; Marcandalli, Ostigard, Vasquez; Norton-Cuffy, Thorsby (63’ Masini), Frendrup, Malinovskyi (63’ Ellertsson), Martin (83’ Stanciu); Colombo (83’ Otoa), Vitinha (75’ Ekhator). All. De Rossi 

MARCATORI:

28’ Colombo (GEN), 90’+2 Leao (MIL)

 

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