Torino-Lazio

Pioli e le certezze perdute. Si salvi chi può!!Non possiamo fare di più'

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Le parole di Biglia a fine gara dicono abbastanza. Pensiero emblematico in vista dell'incontro di Europa League in programma Giovedì. In tanti si auspicano che siano frasi circoscritte solo alla gara contro un Torino, in una sfida tra due squadre che non hanno più nulla da chiedere a questo campionato. La Lazio è sparita, ha vinto solo contro il Verona ad un passo dalla B, perdendo contro  Napoli e Sassuolo e pareggiando contro  Bologna, Frosinone e Torino. Salto di qualità fallito. Digiuno interrotto per le reti realizzate: non si segnava dalla trasferta di Bologna. Primo tempo da incubo, ancora una volta si subisce goal nella parte iniziale della gara e continua l'andata disastrosa della difesa.  Discorso identico per l'attacco. Pioli vede solo Djordjevic, Keita scalpita ma viene considerato un caso a  parte. Errori su errori per il tecnico emiliano. Biglia sbaglia sul vantaggio del Toro, lo stesso Biglia cambia passo nella ripresa pareggiando. 
IL CAMPO
Solita Lazio, ed ennesima formazione sbagliata. Pioli sperimenta all'Olimpico di Torino, cambia modulo riproponendo il 4-3-1-2 dello scorso anno, nella speranza che possa portare di nuovo fortuna. Il risultato è l'ennesimo approccio sbagliato alla partita, che poteva costar caro se Immobile non avesse spedito in curva il generoso calcio di rigore concesso da Massa. Il tecnico emiliano si accorge degli errori, e infuriato con i suoi per la prestazione anonima e svogliata, sostituisce Lulic e Cataldi per Milinkovic e Braafheid. In conferenza aveva chiesto orgoglio e fame ai suoi, giocherá chi dimostrerà questo. La Lazio come al solito esce solo nell'ultima mezzora di gara. Il cambio che spacca la partita è l'ultimo a disposizione, quello di Keita, che prima si procura il rigore, poi fallisce clamorosamente l'occasione per il goal della vittoria. L'impressione è che la testa sia già a Praga, si vede dalla percentuale di contrasti persi, dal numero di passaggi sbagliati, dalla poca convinzione degli undici in campo.  Mirko Cervelli
La Lazio è sparita, ha vinto solo contro il Verona ad un passo dalla B, perdendo contro il Napoli e Sassuolo e pareggiando contro Bologna, Frosinone e Torino. Salto di qualità fallito. Digiuno interrotto per le reti segnati: non si segnava dalla trasferta di Bologna. Primo tempo da incubo, ancora una volta di subisce goal nella parte iniziale della gara e continua l'andata disastrosa della difesa.  Discorso identico per l'attacco. Pioli vede solo Djordjevic, Keita scalpita ma viene considerato un parte. Errori su errori per il tecnico emiliano. Biglia sbaglia sul vantaggio del Toro, lo stesso Biglia cambia passo nella ripresa pareggiando. 
IL CAMPO
Solita Lazio, ed ennesima formazione sbagliata. Pioli sperimenta all'Olimpico di Torino, cambia modulo riproponendo il 4-3-1-2 dello scorso anno, nella speranza che possa portare di nuovo fortuna. Il risultato è l'ennesimo approccio sbagliato alla partita, che poteva costar caro se Immobile non avesse spedito in curva il generoso calcio di rigore concesso da Massa. Il tecnico emiliano si accorge degli errori, e infuriato con i suoi per la prestazione anonima e svogliata, sostituisce Lulic e Cataldi per Milinkovic e Braafheid. In conferenza aveva chiesto orgoglio e fame ai suoi, giocherá chi dimostrerà questo. La Lazio come al solito esce solo nell'ultima mezzora di gara. Il cambio che spacca la partita è l'ultimo a disposizione, quello di Keita, che prima si procura il rigore, poi fallisce clamorosamente l'occasione per il goal della vittoria. L'impressione è che la testa sia già a Praga, si vede dalla percentuale di contrasti persi, dal numero di passaggi sbagliati, dalla poca convinzione degli undici in campo.  Mirko Cervelli

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