Andrea Cucchia Innesto

Andrea Cucchia Innesto

La musica chiama sviluppo e ricerca, è la normalità se ci si vuole sentire vivi.

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Diary of a kid è il disco di Andrea Innesto "Cucchia" Ensemble, sassofonista e vocalist emiliano, noto ai più per le numerose collaborazioni con grandi artisti quali Vasco Rossi, Loredana Bertè, Ornella Vanoni, Gianni Morandi, Steve Rogers Band. E’ in rotazione radiofonica il primo singolo “E’ La Melodia che porta Alì”, un brano latin jazz con un mix di sonorità mediorientali e mediterranee, unico brano in italiano del disco.  

E’ con vero piacere che incontriamo il Cucchia!

Ciao Sara ed innanzitutto grazie dell'opportunità.

Parlaci di Diary of a Kid…

Il titolo “Diary of a Kid”, Diario di un Bambino: ogni bambino a seconda di come viene educato all'ascolto di musica, stabilisce di conseguenza le proprie preferenze musicali. In questo caso si parla del mio bambino che probabilmente collima con tanti altri bambini della mia generazione. Il progetto Diary of a Kid è un progetto cronologico di memoria storica. rende omaggio ai brani che mi hanno influenzato, con riferimenti al mondo musicale d’oltreoceano ma con attenzione anche ai suoni e ritmi mediterranei. E’ un progetto di grande contaminazione negli stili e si rifà principalmente alla cultura Afroamericana con radici nel Blues, influenze be-bop, funk, latin jazz ed afro, con alcune influenze pop rock.

Il tuo cd comprende otto inediti e due cover: Drive My Car dei Beatles e Winelight di Grover Washington Jr. Ci spieghi la scelta di questi due brani?

“Drive my car” è un brano dei Beatles. Band che definirei epocale poiché ha influenzato tantissime generazioni. Ho scelto questo brano anche perché si prestava ad essere arrangiato in chiave R'n'Blues. E’ un simbolo generazionale. Una fotografia del 1967, anno molto florido di tanta musica in tutto il mondo. Mentre “Winelight” è un brano molto famoso di Grover Washington Junior. Un brano anni 80 molto programmato a Los Angeles nel genere Easy Listening, con il quale sono cresciuto (acquistai il vinile in giovane età). In origine nasce con il sax contralto ma nella mia versione ho pensato bene di diversificare interpretandola con il sax soprano. Anche questo brano ha condizionato varie generazioni .

Molteplici sono le collaborazioni in questo cd. Ce ne parli?

Dopo aver strutturato composto ed arrangiato tutto il cd, ho ben pensato di avvalermi dell'esperienza di noti professionisti o per meglio dire Artisti del proprio strumento, poiché per quanto ci si possa arrangiare in tutto  grazie alle tecnologie, un insieme per ben riuscire richiede più personalità, più anime (come si suol dire ad ognuno il proprio mestiere). In Primis il grande Pippo Guarnera, noto pianista e suonatore di organo Hammond. Pippo ha  condiviso con me tutta la gestazione del progetto ed è stato per me un vero parametro di confronto, sempre con grande rispetto ci siamo rimpallati le idee da me proposte, infatti, in tutto il disco la sua presenza è fondamentale. Ha arricchito le parti armoniche ed co-arrangiatore. Dopo aver ultimato la pre-produzione nel mio studio, ho incontrato un caro amico Bassista, Andrea Lujendo Ventrucci, che sentendo il materiale ha accettato di co-produrre il disco, mettendo a disposizione il suo meraviglioso Studio di registrazione, oltre a suonare il basso in alcuni brani. Lujendo è stato anche il tramite che mi ha permesso di conoscere la giovane e bravissima Cantante Ariane Salimata Diakite, giovane emergente, nonché corista di Laura Pausini. Sempre tramite Lujendo, ho conosciuto un polistrumentista cubano, Daniel LABANA Martinez, che ha suonato varie chitarre ritmiche… una forza della natura. Poi ci sono gli Amici di vecchia data, che mi hanno aiutato in qualche brano: il grande Gallo Claudio Golinelli suona un paio di bassi ed il giovane talentuoso chitarrista Cristian "Cicci" Bagnoli suona alcune chitarre ritmiche. Poi, un bel giorno ho pensato bene di contattare un amico per le batterie, mi riferisco ad un potenza del drumming:  Matt Laug, nonché batterista di vari artisti tra i quali Slash. Matt ha registrato le batterie a Los Angeles. Non potrei non citare la grande chitarra ritmica del caro amico Stef Burns, presente in un altro brano. Ci sono, inoltre, altri due bravi batteristi emergenti che suonano in due canzoni e sono: Giacomo Scheda e Francesco Bonazza. Non mi rimane che citare il chitarrista acustico Alessandro Sirna, Alessandro aveva suonato una chitarra acustica in un precedente mio progetto ed ho pensato di estrapolarla ed inserirla all'interno di un nuovo brano. Inoltre c'è la presenza della voce di mio figlio Nicolò Innesto all'interno di un brano che ha registrato quando aveva 6 anni.

Un musicista affermato come te, ha ancora voglia di sperimentare nuove sonorità?

Assolutamente sì. Crescendo non ci si basta mai, si cambia e cambia anche il colore della propria anima, cambiano i gusti e se ci si mantiene curiosi si ha voglia di evoluzione, di miglioramento. Non si è mai arrivati e probabilmente non basta una vita.

La musica l’hai respirata sin da piccolo grazie a tuo padre, cantante di musica leggera. Ma quali artisti hanno accompagnato la tua formazione?

Tantissimi…da Monk a Parker, Frank Sinatra, Sammy Davis Junior, Miles Davis, Weather Report, Mozart, Debussy, Beethoven, Maria Callas, Mario del Monaco, Nicola Arigliano e tantissimi altri, troppi da citare. Mio Padre mi ha reso onnivoro musicalmente.

Il Cucchia è oggi uno stimato e famoso musicista, gli esordi di Andrea Innesto invece come sono stati?

Dove aver militato in gruppi folk, in giovane età ho fatto esperienza con Band emergenti della mia epoca e partecipando a qualche Jam Session con Windopen, Skiantos, Gaznevada ed altri gruppi che ora non ricordo. Per poi arrivare a suonare con Marzio e i Poligraffiti, gruppo residente del locale Bandiera Gialla nel 1983.

Nel 2016 la tecnologia la fa da padrona anche negli studi di registrazione. Ritieni che sia un danno per i musicisti o un punto di forza?

La musica è acustica, nasce così, ma la tecnologia permette tantissimo. Dipende da come viene utilizzata, anche se credo che le basi siano acustiche, quindi suonare uno strumento acustico è fondamentale.

Io amo la tecnologia, permette cose che sino a venti anni fa erano impensabili.

Il sax, come gli strumenti  a fiato in genere, richiede grandi energie. Come ti prepari per affrontare un tour?

Mi preparo sempre a prescindere dal Tour. Suono, studio e ricerco.

Hai collaborato con tanti artisti ma il nome più ingombrante è senz’altro quello del Blasco. Tra registrazioni, prove e tour, si diventa quasi una coppia di fatto. Un pregio ed un difetto di Vasco…

Vasco mi ha tirato sul suo carrozzone che ero in giovane età, sono cresciuto tanto insieme a lui ed ho condiviso tante esperienze musicali, ha cambiato anche il mio modo di percepire i testi. Da musicista ho sempre curato di più la parte musicale, con lui ho ampliato il mio bagaglio. Sempre riconoscente. Difetti…. Vasco è un solitario e in giovane età ci si frequentava un po' di più, quello nel tempo un po’ mi è venuto a mancare. Non ama i saluti a fine tour, credo lo intristiscano. D'altronde per raccogliere idee, spesso bisogna essere soli per non farsi inquinare. Ora lo capisco perché succede anche a me .

Quando si è legati ad un artista, è difficile poi trovare il tempo da dedicare ad un proprio progetto?

Sì, trovare il tempo è difficile ma bisogna, se no ci si ferma. La comodità non fa crescere. Anche se è piacevole. Sempre una questione di equilibrio. Ogni strumentista internazionale ha sempre oltre al lavoro da session man una vita artistica personale, che va ad integrarsi con il lavoro da Session Man.

Cosa spinge in genere un musicista a ritagliarsi un proprio spazio ed a dedicarsi a qualcosa di suo? Il bisogno di rivendicare una propria identità artistica?

La musica chiama sviluppo e ricerca, è la normalità se ci si vuole sentire vivi. E’ naturale!

Entri nella band del Blasco nel 1985, prima i palazzetti e poi gli stadi sold out. Abbracciate oggi tre generazioni di fan, uso il plurale non a caso perché tu, Maurizio Solieri, Stef Burns, Claudio Golinelli siete parte integrante dello show e non dei “semplici” musicisti. Qual è il vostro punto di forza?

Non lo so, so solo che ho cercato di coltivare la passione, l'integrità, la naturalezza, l'onesta intellettuale, la lealtà e di conseguenza mi vien da dire il mio suono assomiglia alla mia anima. Sono sempre in continua evoluzione, per quanto la matrice sia difficilmente cambiabile, il miglioramento e l'equilibrio sono la meta. Mai arrivati sino in fondo.

Nei live di Vasco non manca un pensiero a Massimo Riva. E’ uno dei momenti più toccanti dello spettacolo che dà forse la percezione di quanto sia stato importante e vero il legame che vi ha unito. C’è un aneddoto o un ricordo legato a Massimo che vorresti condividere con noi?

Oh, tantissimi…. Massimo era un grande animale da palcoscenico, oltre che autore e chitarrista ritmico, un talento! Un ricordo? Era rimasto deluso da un amore e poco prima di andarsene mi disse che aveva voglia di innamorarsi.

Massimo, tra l’altro, è stato colui che ti ha battezzato il “Cucchia”, vuoi raccontare ai nostri lettori come è nato questo soprannome?

Era un’imitazione del tossico anni 70. Io mi inserii nell'imitazione fatta da Riva e Solieri e dissi “..ho il Cucchia”. Loro subito “Ok, ti soprannominiamo Cucchia”. Ed io “Nooo… è un nome che potrebbe essere frainteso”. In quel momento entrò Vasco che mi disse “Ti sta bene, è dolce” Ed io replicai “Ok, chiamatemi come volete … basta che mi chiamiate”. Avevo 20 Anni.

Lontano dalle scene e dalla musica come trascorri il tuo tempo?

Quando posso, e posso poco. Al mare!

Andrea, quando e dove ti vedremo live? Puoi anticiparci qualche data? Io, in particolare, spero tu venga a suonare a Napoli…

Il disco è già nei negozi, ora stiamo facendo le prove per il tour. Stiamo lavorando in questo periodo sulle date per presentare “Diary of a Kid” dal vivo ed anch'io spero vivamente di venire a Napoli presto. Abbracci a tutti voi.

Sara Grillo 

Seguite gli sviluppi sulle pagine Facebook ufficiali:

Andrea Innesto Ensemble www.facebook.com/andreainnestoensemble

Casa discografica www.facebook.com/ultratempo

Agenzia concerti: www.facebook.com/ulivebooking

Ph Christian Tipaldi

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