Nella Galleria Latina di Roma dove il blu Klein attraversa tutto lo spazio, presenta la sua prima personale romana, l'artista internazionale Omar Hassan.
Il titolo dell'esposizione è Tempo al tempo, un invito alla pazienza, alla fiducia in questi tempi bui. Lasciar scorrere pensieri ed emozioni, osservando le opere è quello che l'artista invita a compiere, con la consapevolezza che il cambiamento sia possibile ma, solo con l'esaltazione del singolo, in una comunità accogliente. Omar Hassan figlio di due culture, grazie alle sue radici italo egiziane, conosce bene la fecondità di mondi diversi, la ricchezza della mescolanza di tradizioni e di storie, conosce bene la resilienza e il favorire un destino diverso da quello immaginato, facendolo diventare opportunità e messaggio.
La sua storia ha un inizio sportivo nel mondo della box, interrotto troppo presto per un problema di salute. Invece di appendere "i guantoni al chiodo", li trasforma in pennelli intingendoli nella vernice e colpendo la tela con impeto e maestria. Inventa un linguaggio originale che abbraccia performance e pittura per far vivere un prima e un dopo oltre lo spazio pittorico. In mostra ritroviamo le tele del ciclo Breaking Through che lo hanno reso riconoscibile e apprezzato in tutto il mondo.
La sua arte non si limita alla tela, ma è gesto, immediatezza, colore. Tutto diventa arte, senza confini, anche gli schizzi sulle pareti vengono raccolti e mostrati in questa bella mostra monografica, al fine dell'esaltazione della memoria del gesto. I quadri prendono il nome di Time Line e sono realmente la traccia del tempo che sta dietro una ricerca artistica, ogni opera ha come titolo una data, che include il periodo dall'istallazione della tela a parete a quando viene tirata sul telaio diventando sé stessa opera.
A sottolineare l'importanza della costruzione di un'opera, anche i tappi delle bombolette spray con cui esegue le sue opere, vengono conservati. In mostra una grande installazione tridimensionale site-specific composta da tappi disegnati uno ad uno, per una tecnica di mapping che trasforma lo spazio espositivo in un'esperienza immersiva, il tessuto urbano diventa una costellazione di segni e di memoria.
"i caps hanno la stessa valenza vitale per il colore come le api hanno per noi essere umani" scrive Hassan nel pannello che accompagna l'opera. In esso tutta la delicatezza gentile dell'artista che esalta l'unicità del singolo, che diventa progetto e sogno, solo se condivisa e messa a servizio di una collettività più articolata.
Nei momenti artisticamente diversi che compongono la mostra come Breaking Through, mappe e sculture, Progetti speciali, Time Line e Light la creatività dell'artista ha come obiettivo e leitmotiv, esaltare l'unicità e la luminosità che ogni individuo ha nel suo animo.
Se in Breaking Through il pugno è gesto creativo, corpo e movimento, in Light è visione, indagine sull'animo umano e sulle connessioni tra persone, che fondendosi generano vibrazioni luminose.
Nella serie Light dipinge la luce con l'ausilio di stratificazioni di colore, metafora che l'energia delle azioni passate, della storia, genera armonia, luce da seguire, luce da fermare.
Con questa tecnica è in mostra il suo disegno autobiografico, un punto bianco su tela bianca su cui cola un colore blu che esce dal quadro, depositandosi sulla cornice, quasi a trovar riposo dopo aver dimostrato coerenza, resistenza, impeto.
Un omaggio a Michelangelo Pistoletto e alla sua "Venere degli stracci" è la grande scultura dal titolo Pugno di Michelangelo. Nella scultura, un guantone in gesso alto 95 cm troneggia su un cumulo di guantoni colorati da pugilato. Un dialogo spontaneo tra scultura e pittura tanto a farli diventare una cosa sola.
Nel piano superiore della bella galleria, vi sono i Progetti Speciali, opere realizzate con la lana e smalti in cui, sono i fili che riecheggiano le colature, mentre i punti di colore fondendosi generano la massa mantenendo la propria unicità cromatica.
In ogni lavoro di Omar Hassan è un dialogo tra gesto e tempo, tra individuo e collettività tra presente e passato che si fonde in un inno di pace per una fratellanza globale.
Una mostra da non perdere!
Chiara Sticca
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