Dal 3 agosto torna su ALMA TV “A Casa di Emy” il programma ideato, scritto e condotto da Emanuela Tittocchia, con la regia di Fabio Dell’Orco, che dopo il successo della prima edizione inaugura una seconda stagione ancora più intensa e coinvolgente. Venti nuove puntate, in onda ogni giorno alle 21.30 con replica il giorno successivo alle 14.30, accompagneranno il pubblico in un viaggio dove il cibo, e in particolare il dolce, diventa il filo conduttore di storie autentiche, ricordi e sentimenti capaci di unire tutti.
Più che un programma di cucina, A Casa di Emy è un percorso emozionale che racconta le persone attraverso ciò che custodisce la memoria più profonda: i sapori.
Se nella prima stagione il protagonista era il piatto del cuore, quest’anno il concept evolve e si concentra sul dolce del ricordo, trasformando il dessert in un simbolo di affetto, famiglia, tradizione e dolcezza interiore.
Accanto ad Emanuela, il maestro pasticcere professionista Gaetano Vinci (fondatore e proprietario di Sapori di Vinci) realizza il dolce scelto dall’ospite, illustrandone ogni fase della preparazione e accompagnando il pubblico nella scoperta della ricetta. La preparazione del dessert accompagna il racconto personale dell’ospite, creando un dialogo continuo tra esperienza di vita e tradizione culinaria.
La nuova edizione vedrà alternarsi numerosi protagonisti del panorama italiano: Roberto Giacobbo, Andrea Roncato, Gegia, Francesca Alotta, Nadia Rinaldi, Eva Henger, Alessio Tacchinardi, Brando Giorgi, Jessica Fegatilli, Max Vado, Riccardo Polizzy Carbonelli, Antonio De Matteo, Cinzia Clemente, DJ Roberto Onofri, Nicole Moscariello, Marianna Fortuna, Alessandro Banelli, Daniele Tonelli, Angela Morrone, dott.ssa Tatiana Garkavayal, provenienti da mondi diversi ma accomunati dalla volontà di mettersi in gioco e condividere aspetti profondi e personali della propria vita.
Ho voluto fare qualche domanda proprio ad Emanuela Tittocchia, per capire a fondo la genesi del format televisivo e il suo successo.
In un panorama televisivo dominato dall'intrattenimento veloce, hai scelto di raccontare le emozioni. Da dove nasce questa esigenza?
Penso che oggi ci sia un grande bisogno di autenticità. Le persone hanno voglia di riconoscersi in storie vere e di ritrovare emozioni che appartengono a tutti. Con questo programma abbiamo scelto di raccontare la parte più umana degli ospiti, quella che spesso resta lontana dai riflettori.
Qual è stato il momento in cui hai capito che il cibo poteva diventare un linguaggio televisivo così potente?
Me ne sono resa conto osservando quanto un semplice sapore riesca a evocare ricordi profondissimi. Il gusto e l'olfatto hanno una forza incredibile: riportano alla mente persone, luoghi ed emozioni che sembravano dimenticati. È un meccanismo spontaneo che rende ogni racconto sincero.
Questa stagione mette al centro il dolce. Cosa aggiunge rispetto al piatto della prima edizione?
Il dolce ha un significato molto particolare. È spesso associato ai momenti felici della vita, alle feste, alla famiglia, ai compleanni, ai nonni. È qualcosa che riesce a parlare direttamente al cuore e rende il racconto ancora più delicato e personale.
Qual è stato l'aspetto che ti ha sorpresa maggiormente durante gli incontri con gli ospiti?
La fiducia. Nessuno si è limitato a raccontare una ricetta. Tutti hanno deciso di condividere una parte molto intima della propria storia. È stato emozionante vedere come, partendo da un dolce, emergessero ricordi che non raccontavano da tanto tempo.
Il pubblico conosce Emanuela Tittocchia come attrice e conduttrice. In questo progetto emerge anche una veste diversa?
Sicuramente sì. Questo programma mi rappresenta completamente perché nasce da un'idea che porto dentro da tempo. L'ho seguito in ogni fase, dalla scrittura alla realizzazione. È un progetto nel quale ho investito non solo professionalità, ma anche emozioni.
Un progetto così personale aveva bisogno di qualcuno disposto a crederci fin dall'inizio. Quanto è stato importante l'incontro con Giovanni Sciscione e con ALMA TV?
È stato fondamentale. Quando si propone un format che punta sulle emozioni e sui racconti di vita, serve un editore capace di coglierne il senso e il valore. Giovanni Sciscione, editore del Gruppo Sciscione, importante realtà televisiva e non solo, ha creduto in A Casa di Emy fin dal primo momento, dandomi la possibilità di trasformare un'idea che avevo nel cuore in un progetto televisivo concreto. Mi ha lasciato la libertà di svilupparlo mantenendone intatta l'identità, e questa fiducia è stata determinante. Voglio ringraziare lui e tutta la squadra del Gruppo Sciscione per la professionalità, la disponibilità e il lavoro condiviso, che hanno contribuito alla crescita del programma.
Che tipo di esperienza vivrà il telespettatore guardando questa nuova stagione?
Non assisterà soltanto a una preparazione culinaria. Entrerà nelle storie delle persone, nei loro ricordi e nelle emozioni che le hanno accompagnate nel tempo. Credo che molti si ritroveranno in quei racconti perché tutti conserviamo un sapore capace di riportarci a casa.
Prima di questa nuova partenza, c'è qualcuno che desideri ricordare in modo particolare?
Sì. Voglio ringraziare tutte le persone che hanno lavorato con passione alla realizzazione del programma. Ringrazio Francesco Bellia, imprenditore, organizzatore di eventi. La sua collaborazione è stata preziosa.
Alla fine di ogni registrazione, cosa ti porti a casa come donna, prima ancora che come conduttrice?
Ogni puntata mi lascia qualcosa. Ascoltare storie così personali è un privilegio e mi ricorda quanto le emozioni siano il filo che unisce tutti noi. Esco sempre più ricca, perché ogni ospite mi regala un pezzo della propria vita e questo è il valore più grande del programma. È un incontro di anime.
Non ci resta che seguire A Casa di Emy con la vulcanica Emanuela Tittocchia su Alma TV!!!
Stefania Vaghi
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