Correvano le Lire e ci volevano i milioni di lire per la prima crociera da viaggio di nozze con l’allora Costa Classica, trascorsa con la fedele consorte nel lontano 1995. Decidiamo di ripetere l’esperienza dopo ben 31 anni con Costa Pacifica ‘La nave della Musica’, natante del gruppo Concordia, splendida gemella di quella sfortunata nave che uno sciagurato comandante, il 13 gennaio del 2012, fece naufragare sugli scogli dell’Isola del Giglio, insieme ai sogni di 32 persone.
La rinnovata esperienza ci vede a bordo e in partenza da Savona (la precedente era da Venezia verso le isole greche) per dirigerci in un giro sontuoso, che prevede Saint Tropez, Palma di Maiorca, una modernissima e apprezzatissima Valencia, fino ad arrivare ad Olbia, quindi Costa Smeralda o giù di lì e poi a Roma, nel porto di Civitavecchia, per tornare con una lieve malinconia ma tanta fierezza a Savona e poi a casa.
Tremilasettecento ospiti in vacanza, milleequaranta addetti ad ogni confort dei primi. Un piccolo paese in movimento su 290 metri di nave spalmati in 12 ponti, con palestra inclusa Lounge esclusivi e Spa a pagamento, come in ogni dove.
L’enorme nave varata nel 2008 e restaurata nel 2022, ha un tema musicale su ogni angolo dei suoi immensi spazi. Ascensori, pareti, soffitti sono serigrafati da viole, violini, contrabbassi e note musicali, che rendono gli ambienti sicuramente accoglienti, forse eccessivamente barocchi. Le tinte complessivamente scure, dal nero al marrone, al bordeaux e all’amaranto non le rendono giustizia, ma nel gioco di neon e luci, anche le morbide moquette dei pavimenti in tono granata e beige rimangono piacevoli.
Al centro della nave, al ponte 3 fa impressione una piazzetta dance con tre stazioni Dj dirimpetto al banco bar di Welcome fatto a mezzaluna. Ambiente abbellito da 4 ascensori panoramici, sempre luccicosi in un su e giù ad elastico e che ti portano fino al cielo. Sì perché una volta raggiunto il ponte 12 dove si trova il solarium, la Spa e la lounge, guardando in basso si prova una senzazione brividosa da duri e puri, sconsigliata ai sofferenti di vertigini.
Tre piscine non enormi, ma di acqua di mare, una a poppa all’Ipanema beach, l’altra a centro nave nella piazzetta degli spettacoli serali, l’ultima per lo scivolo acquatico del ponte 10, raffrescano la moltitudine di anime agostane.
Ristoranti self service, o serviti a tavola come al New York New York che la sera diventa ambiente caldo, aggregante e coinvolgente con improvvisi show di cameriere danzanti e la performance straordinaria della violinista Kateryna, di luciccoso nero vestita e con due ali di falco alle spalle, che delizia i presenti brandendo l’asta luminescente che sfiora le corde del carezzevole strumento.
Per l’intrattenimento pre serale e post cena, a Teatro, non mancano performance di livello, con spettacoli accattivanti, non lunghi, ma che meritano gli applausi delle tribune gremite, che prendono 3 ponti a prua della fascinevole Costa Pacifica.
Ma dov’è il nuovo?
Nella praticità delle cose.
Che sia da ordinare un drink, prenotare una escursione, cercare la foto professionale fatta nei vari e tanti angoli della nave, giocare a black jack all’immancabile Casinò o semplicemente consultare il monte spese, basta scaricare la App Costa e collegarsi al Wireless della nave.
Semplice, facile, immediato, intuitivo.
Tutto bello, tutto funziona; nessun problema dunque?
I pur caldi arredi della Pacifica non aiutano ad aiutarti. Pensi di andare in un punto, poi dici: “no, abbiamo sbagliato! Andiamo di qua.” Vai dall’altra parte e ti ritrovi nel labirinto anonimo dí corridoi tutti uguali, intrisi di cabine, da numeri pari e dispari, sembri a soluzione ma in sostanza giri intorno e non vai da nessuna parte. Le nere lucide tabelle appese alle pareti, ti aiutano a malapena a capire se sto’ andando a prua o a poppa. Allora per non disperarti, giochi a nascondino col partner o alla fanciullesca acchiapparella per non farti venire la labirintite, peggio lo sconforto. Dopo tre giorni forse ti capisci un po’ e allora esulti dicendo: “c’abbiamo azzeccato siamo diventati proprio bravi…anzi forti, forti.”
Questo aspetto, da migliorare sicuramente.
Un plauso alla grande attenzione dal lato disabili.
Lettini riservati ai lidi, ampi spazi di manovra ai ristoranti e una sensazione che la nave dia nuova vitalità alle persone con handicap o difficoltà motorie.
Bravi!
Conclusioni: voto 9 per le emozioni complessive, perché tutto fila quasi liscio e la criticità non viene mai percepita dagli ospiti paganti.
Un plauso indistintamente all’equipe di bordo, dal Comandante agli ufficiali, ai coordinatori, ai coreografi, dai cuochi fino al lavapiatti. Perché chi lavora in crociera spesso è fuori da casa per mesi, per libera scelta o perché naviga, in senso lato, l’opportunità di un lavoro faticoso si, ma veramente unico nel suo genere.
Prima di congedarci, una riflessione: “quando sei in alto mare, e fissi lo sguardo nella vastità dell’orizzonte, scompaiono i problemi, disagi o rancori. Tutto fila liscio nell’immersione di pensieri positivi.”
E per tutta questa inebriante esperienza diciamo, grazie Costa e grazie ragazzi. Continuate così.
Credits e photo: ©
Alessandro Troiani
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