Il Milan scendeva in campo a San Siro a quattro giorni di distanza dalla cocente sconfitta contro il Benfica con un solo scopo: vincere per riscattarsi e rimanere agganciato al treno di testa della Serie A. L’avversaria di turno era il Lecce di Eusebio di Francesco, reduce dalla seconda vittoria in campionato, su un totale di quattro partite, che le garantiva un posto tranquillo al centro della classifica.
Amorim sceglieva di schierare la sesta formazione differente in altrettanti match, ma questa volta scegliendo un “undici” che pareva molto simile a quello potenzialmente titolare, con Pulisic per la prima volta in campo dal primo minuto, Modric e Rabiot a centrocampo e Saelemaekers alto a sinistra, al posto del giovane Cissé. Di Francesco non si tirava indietro e schierava la solita formazione offensiva, col tridente formato da Pierotti, Stulic e Monteiro.
Lo spirito propositivo delle due squadre animava la partita fin dalle prime battute, con repentini cambi di fronte che da subito permettevano ai rossoneri di sfruttare al meglio le proprie qualità, trovando ampi spazi nelle maglie del centrocampo leccese. Il primo a provarci, dopo una decina di minuti scarsi, era Saelemaekers, con una bella percussione centrale che finiva per scontrarsi col muro avversario a causa del suo esagerato amore per il pallone. Poco dopo era Pulisic a provarci, lanciato in profondità da Gonçalo Ramos, ma il passaggio del portoghese arrivava con quell’attimo di ritardo che permetteva a Falcone di anticipare l’avversario.
La rete del vantaggio del Milan era dietro l’angolo e arrivava intorno al quarto d’ora di gioco, quando lo statunitense s’inseriva perfettamente in area di rigore per cogliere il lancio di Pavlovic, stoppava il pallone in maniera sopraffina e di sinistro colpiva il pallone con l’anticipo sufficiente per impedire a Falcone di coprire lo specchio della porta, superandolo. A metà frazione, i padroni di casa si avvicinavano al raddoppio con un’azione piuttosto confusa, che vedeva il cross di Saelemaekers dalla sinistra, rispedito indietro dalla difesa avversaria e finito nuovamente sui piedi del belga, che però sceglieva di complicarsi la vita cercando un traversone di trivela e sciupando tutto.
Il dominio dei padroni di casa proseguiva incontrastato fino alla fine della prima frazione, senza però riuscire a concretizzare il grande possesso di palla (75%) e le occasioni create. A dieci minuti dalla fine, dopo una bella galoppata sulla sinistra, Saelemaekers metteva un cross teso in area di rigore, sul quale accorreva Chukwueze dalla parte opposta, ma l’opera di disturbo da parte di Gallo sul nigeriano era provvidenziale per impedirgli di colpire in maniera pulita il pallone, consegnandolo all’estremo difensore. Poco più tardi, arrivava un’altra occasionissima con l’iniziativa di Pulisic, che penetrava nell’area avversaria e metteva in mezzo una palla da spingere in porta, ma De Winter impattava male il pallone, togliendolo dalla disponibilità di Gonçalo Ramos e facendolo infuriare.
Il monologo rossonero proseguiva nella ripresa, al decimo minuto della quale saliva in cattedra Rabiot, che serviva un pallone delizioso in area per Estupinan, che da posizione favorevole s’impappinava nello stop e sprecava tutto. Poco dopo, era il turno di Pavlovic di raccogliere un assist del francese, ma questa volta era il VAR ad annullare tutto per fuorigioco. Era invece buono il terzo tentativo, per il centrocampista, che al quarto d’ora chiudeva una bellissima azione manovrata iniziata da lui stesso, prima scambiando con Pulisic e poi con Gonçalo Ramos, che al posto di tirare sceglieva di servire il compagno che non poteva sbagliare a porta sguarnita.
Avanti di due goal, Amorim poteva permettersi i primi cambi ed era proprio uno dei subentrati a siglare il goal del tris. Anche in questo caso era il portoghese ad innescare l’azione, trovando lo spazio giusto per lanciare Moreira da solo verso Falcone, davanti al quale il belga non si faceva incantare, mettendolo a sedere e siglando la rete che chiudeva una partita che non era mai stata nemmeno troppo aperta. A questo punto, il Lecce provava a salvare almeno la dignità negli ultimi minuti, provando ad approfittare di un Milan un pochino distratto per segnare il goal della bandiera, in particolare quando Fatah saltava De Winter e andava alla conclusione a cinque minuti dal termine del tempo regolamentare, trovando però Maignan a fare buona guardia.
Finiva dunque tra a zero per i padroni di casa, che con questa vittoria si portavano al quinto posto in classifica dietro a Inter, Roma, Lazio e il sorprendente Cagliari di questa prima parte di stagione.
TABELLINO:
MILAN (3-4-2-1): Maignan; Gila, De Winter, Pavlovic; Chukwueze (86’ Camarda), Modric (76’ Musah), Rabiot, Estupinan (76’ Bartesaghi); Pulisic (69’ Loftus-Cheek), Saelemaekers (69’ Moreira); Ramos. All Amorim
LECCE (4-3-3): Falcone; Veiga, Gaspar, Siebert, Gallo; Maleh (70’ Ngom), Ilic (70’ Kaba), Coulibaly; Pierotti, Stulic (45’ Esteban), Monteiro (70’ Fatah). All. Di Francesco
MARCATORI:
14’ Pulisic (MIL), 61’ Rabiot (MIL), 74’ Moreira (MIL)
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