Giuseppe Modica. Il Fuoco Nel Mare Al Mattatoio Di Roma

Giuseppe Modica. Il Fuoco Nel Mare Al Mattatoio Di Roma

Uno dei più significativi rappresentanti della Nuova Metafisica a cura di Giuseppe Appella

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Il Mattatoio di Roma, Padiglione 9/A, ospita, fino al 25 ottobre 2026, la mostra “Giuseppe Modica. Il fuoco nel mare, a cura di Giuseppe Appella. In esposizione quaranta opere di grandi dimensioni, realizzate dall’artista tra il 1997 e il 2026, uno straordinario viaggio in una pittura sul crinale della presentazione e della rappresentazione, una pittura che insegue la luce, la geometria, il ritmo, l’armonia. Giuseppe Modica, come lo definisce Maurizio Fagiolo dell’Arco, è uno dei più significativi rappresentati della Nuova Metafisica, con un’attività di ricerca di oltre cinquant’anni ed un importante percorso espositivo in musei, gallerie private e spazi pubblici in Italia e all’estero. Il titolo della mostra, “il fuoco nel mare”, è tratto dal racconto scritto da Leonardo Sciascia, pubblicato nel 1975, che narra la leggenda di Colapesce, il quale, sceso nelle profondità degli abissi scoprì che la Sicilia era sorretta da tre colonne, una delle quali sotto l’Etna, era consumata dal fuoco del vulcano. Il paradosso che unisce due elementi contrastanti il fuoco e l’acqua. Il fuoco nel mare presenta una selezione di opere che spaziano su diverse tematiche, ed hanno come filo conduttore “la luce”, nelle varie articolazioni: alba e tramonto, luce naturale e luce artificiale; a cui si aggiunge il tempo con i suoi slittamenti e contaminazioni, che coinvolge la memoria nelle varie accezioni di individuale, collettiva e antropologica. Un tempo inteso anche nella dimensione processuale della pittura stessa che registra l’accadimento in progress. E lo spazio che è al contempo fenomenico e illusorio e che investe la dimensione tattile di superficie e la dimensione imprendibile utopica della profondità. La pittura di Modica, è una pittura complessa ed antinomica, che raggiunge attraverso un rigore geometrico e matematico con un'assoluta semplificazione e sintesi. Le opere sono concatenate da elementi comuni ai soggetti, non c’è un ordine cronologico, ma un’affinità interna, un fil rouge che lega le opere attraverso il rapporto tra luce e buio, interno ed esterno, pieno e vuoto, superficie e profondità.

 

Stefania Petrelli

 

 

 

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