Cuore Di Mamma

Amore è anche e soprattutto lasciare liberi

stampa articolo Galleria multimediale Scarica pdf

Unfolding Roma incontra le protagoniste di Cuore di mamma, opera teatrale di Daniela Dellavalle interpretata da Alina Mancuso, Maria Vittoria Argenti e Valentina Izumì.

Cuore di mamma narra la storia di tre donne a confronto. Mary ha ucciso suo padre e tentato di uccidere la madre. Si ritrova quindi costretta a parlare di sé ad una sconosciuta, una dottoressa dalla vita apparentemente perfetta, il cui compito è quello di verificarne la lucidità mentale. E poi c’è la mamma di Mary, la quale, nonostante tutto, cerca di giustificare e proteggere la propria figlia.

Cosa vi ha colpito di questo testo teatrale e del personaggio che avete quindi interpretato?

Alina: La prima volta che ho letto questo testo me ne sono subito innamorata! Difficile dire cosa mi ha colpito di più: la sua forza, la sua verità, la sincerità con cui viene raccontata la storia e il fatto che non ci siano parole “superflue”. Quando Daniela me lo ha fatto leggere la prima volta, mi disse già che il ruolo della mamma l’avrei interpretato io, quindi “parteggiavo” già per lei, se così si può dire, anche se questo personaggio sta un po’ sulle scatole a tutti, figlia, psicologa, regista e autrice. Ma perché in effetti è un po’ una rompiscatole: è invadente, inopportuna, un po’ ignorante. Ma questo perché il personaggio della mamma è caratterizzato da un amore “nonostante tutto”. Un amore che è forza motrice della vita. La mamma è colei che non si arrende neanche davanti all’evidenza, nel bene e nel male. È l’amore materno portato all’estremo, perché di situazione estrema stiamo parlando.

Maria Vittoria: La cosa che più mi piace di questo testo è che non impone un giudizio, non vuole in nessun modo puntare il dito contro chi ha torto nella vicenda, ma vuole stimolare ogni singola persona del pubblico a sviluppare una propria idea riguardo temi su cui invece ci siamo abituati a dividere i buoni dai cattivi secondo sterili logiche sociali.

Valentina: Il personaggio che ho interpretato mi ha incuriosito subito perché è un ruolo non facile. La dottoressa deve mantenere un tipo di condotta senza potersi esprimere liberamente. Il testo è così ben sviluppato che ti tiene in sospensione fino alla fine. I dialoghi sono brillanti, accattivanti, pieni di tensione. Mi ha colpito la dinamicità delle domande e delle risposte tra il mio personaggio (la psichiatra) e gli altri due.

Interpretate tre donne, ognuna con un modo diverso di amare. L’amore può secondo voi essere una giustificazione per tutto?

Alina: No, assolutamente no. Può essere motivazione, ma non giustificazione. In questo caso specifico, per lo meno per quanto riguarda il mio personaggio, la giustificazione è più che altro l’intelletto, o meglio, la sua poca presenza: la sig.ra Phyllis arriva a sovrapporre la propria vita con quella della figlia, a riempirsi di lei e basta. Amore è anche e soprattutto lasciare liberi e diciamo che non è esattamente il caso della sig.ra Phyllis.

Maria Vittoria: L'amore può giustificare tutto, sì. Il problema è che spesso chiamiamo amore quello che non lo è.

Valentina: Credo di sì. L’amore ha infinite sfaccettature, non solo belle. Può succedere che l’uomo agisca per amore ma che le conseguenze non abbiano risvolti positivi. È comunque il sentimento portante dell’essere umano, a mio avviso. Viviamo perché amiamo e lo ricerchiamo sempre, in ogni sua forma.

Cuore di mamma non è molto lontano dalla realtà quotidiana, purtroppo. E’ stato difficile per voi portare in scena un tema così attuale?

Alina: È lì il punto fondamentale dello spettacolo. Questi personaggi sono reali. Sono persone che incontriamo di continuo. Da fuori è la famiglia perfetta, una come tante, forse meglio di tante. Da dentro è la rovina, la distorsione dei sentimenti.

Maria Vittoria: Per me è stato difficile e doloroso ma anche intrigante provare a guardare il mondo con gli occhi di Mary, gli occhi di una ragazza che ha appena ucciso i suoi genitori, e ovviamente mi sono fatta tante domande sulle storie di cronaca degli ultimi anni.

Valentina: Difficile è stato provare determinati sentimenti senza saperne molto, in verità. È un tema attuale ma non vicino alla nostre vite di tutti giorni. Ci ha sicuramente fatto analizzare la nostra opinione in merito.

Com’è stato lavorare insieme? Vi conoscevate già o è la prima volta che vi siete trovate sullo stesso palco?

Alina: Ah, bello! Molto bello il lavoro insieme! Noi tre ci siamo conosciute ad un laboratorio di recitazione, a cui ha partecipato anche l’autrice, Daniela Dellavalle, con cui io sono disgraziatamente amica da molti e molti anni. Che vuoi farci, sono le sfortune della vita! All’epoca non abbiamo avuto tutte modo di conoscerci bene, ma sicuramente di “osservarci”. Ritrovarci sul palco insieme è stata un’esperienza splendida, attrici di grande forza e generosità! È stata una sinergia, sia tra noi tre, che con regista e autrice. E, anche se sembra strano, visto il tema “poco da ridere” dello spettacolo, ci siamo fatte anche un sacco di risate!

Maria Vittoria: Questa era la seconda versione di Cuore di Mamma che facevo con Alina, e mi sento molto stimolata da lei perché è un'attrice generosa che non si risparmia mai a nessuna prova, è sempre attiva col 100% della sua emotività e professionalità. Con Valentina invece è stata una prima volta insieme sul palco dopo anni in cui avevo una grande voglia di recitare con lei. Abbiamo lavorato moltissimo sul rapporto dei nostri personaggi e grazie a lei sono riuscita a scavare veramente nel profondo di Mary... è stata veramente la mia dottoressa! Ci siamo conosciute tutte e tre più la nostra amata sceneggiatrice (Daniela Dellavalle) nel maggio 2011 frequentando un laboratorio teatrale tenuto da Massimiliano Bruno. 

 

Valentina: Per me è stato meraviglioso lavorare con Alina e Maria Vittoria. Ci conoscevamo già ma ancora non avevamo lavorato insieme. Sono incredibilmente generose e disponibili sul lavoro e questo per me è stato fondamentale. Dovendo sostituire un’altra attrice (nonché autrice del testo!) nella parte della dottoressa, il mio lavoro è stato lungo e senza il loro aiuto sarebbe stato più difficile.

 

Siete giovani ma avete alle spalle un vasto bagaglio di esperienze. Cosa sentite più vostro, un ruolo drammatico o comico?

Alina: Mi piace fare tutto! Adoro interpretare, vivermi addosso altri caratteri, altri modi di essere. Si tratta di pescare cose che in realtà abbiamo dentro tutti, anche se in percentuale minima, e poi ingrandirle ed esplorarle. Mi piacciono entrambi i tipi di ruoli, anche se completamente diversi. Non saprei proprio scegliere!

Maria Vittoria: Non mi piace questa domanda! Sto sperimentando un po' di tutto perché mi piace fare un po' di tutto.

Valentina: Ho fatto molti ruoli drammatici e sento di riuscire in questo campo. Vorrei poterne affrontare di più comici perché la commedia è molto più ardua da realizzare, secondo me.

Quali sono i vostri prossimi progetti?

Alina: Siamo al lavoro con il trailer cinematografico di Cuore di mamma. Con l’Associazione Culturale Bohémiens, con cui abbiamo messo in scena lo spettacolo, l’intenzione è quella di farne una versione lungometraggio, che in realtà è già in preparazione, e partiremo a breve con una campagna crowdfunding per cercare di realizzarla. Quindi per Cuore di mamma c’è ancora molto lavoro da fare. Noi ci crediamo molto e vogliamo che più persone possibile possano godere di questo lavoro. Dici che è un po’ da presuntuosi? Ma no, è una cosa bella e vogliamo condividerla. Al cinema uscirà a breve un film dove interpreto una piccola parte, Quando si muore, si muore per la regia di Carlo Fenizi.

Maria Vittoria: Spero che il progetto Cuore di mamma vada avanti come merita anche e sopratutto nell'idea di farne un film. Sto lavorando anche allo spettacolo M.E.D.E.A. Big Oil con il Collettivo Internoenki, e per la prossima stagione sarò in scena al Teatro Martinitt e al Teatro De Servi con Una Coppia in Provetta, testo di G.Tocci e regia di G.Corsi e al Teatro La Cometa con Nessuno Muore, testo e regia di Luca de Bei.

Valentina: Girerò a breve un cortometraggio sci-fi diretto da Vincenzo Alfieri. Con lui ho già lavorato in una divertentissima webseries dal titolo Forse Sono Io, da lui scritto, diretto e interpretato!

Avete un portafortuna o un rito scaramantico?

Alina: Non sono scaramantica. Però, mi è capitato varie volte di andare per sbaglio a qualche prima a teatro vestita di viola. Beh, viste le reazioni penso che non lo farò mai più!

Maria Vittoria: Non ho portafortuna né riti scaramantici, semplicemente prima di andare in scena faccio sempre alcuni esercizi o azioni per trovare la concentrazione e per rilassarmi.

Valentina: Non ho un portafortuna e non sono superstiziosa. Il giorno della prima, però, ho bisogno di avere l’intera giornata per me…in completo relax!

Ragazze è stato un vero piacere conoscervi e grazie per la piacevolissima chiacchierata!

Sara Grillo 

© Riproduzione riservata

Multimedia