Claudio Proietti

La fantasia deve essere a servizio della realtà!

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Leggere resta un dei modi per migliorare se stessi oltre che un piacere di indiscusso valore. Ed il nostro magazine è sempre pronto a dare spazio a chi ha un buon libro da proporre, stavolta anche per un pubblico più piccolo.

E’ da poco uscito L’incredibile storia di Casiamù, edito dalla Edizioni Progetto Cultura, seconda opera dello scrittore romano Claudio Proietti.

Casiamù ha un sogno e per realizzarlo dovrà superare delle prove, come tutti noi. A mano a mano svilupperà delle qualità: coraggio, paura, concentrazione, si conoscerà, si renderà conto che le cose sembrano terribili, molto spesso, perché non si conoscono.

Claudio, la prima domanda che voglio farti è questa: come ti sei avvicinato alla scrittura?

Ho assecondato, da sempre, un impulso incontenibile: raccontare storie. Da piccolo venivo “accerchiato” da idee che volevano vivere. Ovunque andassi c’era una storia che mi chiamava, che voleva essere raccontata. Detta così la cosa può apparire preoccupante, ma la mia fantasia non si è mai fatta mettere in gabbia.

Chi è Casiamù? Come nasce questo testo?

Casiamù è il bambino che ci porteremo sempre dentro. E’ colui che ci salva la vita quando diventiamo troppo razionali. Casiamù ci ricorda che il breve tempo che trascorriamo qui può essere bellissimo e pieno di cose meravigliose da scoprire. Il testo nasce proprio dall’esigenza di guardare tutto quello che ci circonda sempre con occhi nuovi. Nasce dalla voglia di volare oltre i preconcetti che altri ci vogliono imporre.

Hai definito il tuo libro “un parto lungo ma straordinario”: quanto tempo hai impiegato a scriverlo?

L’ho scritto un paio di anni fa in un mese, circa. Si è scritto da sé, praticamente. Ho assecondato tutto quello che sentivo. L’ho lasciato essere, vivere.

E’ molto bello nella sua semplicità il disegno in copertina, perché la scelta di un cammello?

Le illustrazioni in copertina sono di una bravissima artista: Santina Vaccaro. Ha dato forma a questo personaggio con tanto amore. Il cammello volante è la chiave di tutto il percorso che il nostro piccolo grande eroe fa. Non poteva mancare.

Claudio sei anche regista, ti piacerebbe trarre uno spettacolo da questo testo?

Sì, mi piacerebbe scrivere un musical. Senza, necessariamente, curarne la regia. Sarebbe una magnifica esperienza. Anzi, lanciamo pure questa proposta ai produttori che ci stanno leggendo!

Qual è il messaggio che vuoi lasciare ai tuoi piccoli e grandi lettori?

Non ho messaggi da dare. Ci sono solo storie che amo raccontare.

Questo libro è rivolto anche agli insegnanti, pilastri importanti nella vita di un bambino. Coloro che dovrebbero essere quasi una sorta di seconda famiglia, ma diversi episodi di cronaca dimostrano quanto alcune “maestre” siano indegne di tale professione. Un tuo commento?

Eh, tocchi un argomento molto delicato. Quando scoppiano certi scandali vai ko. E’ doloroso solo parlarne. Pazzesco che in un contesto simile possano accadere quelle cose. Possiamo solo augurarci che chi lavora nelle scuole si accorga in tempo di certi atteggiamenti e li segnali il prima possibile. Per fortuna ci sono delle ottime professioniste che portano avanti un lavoro egregio. Ho avuto la fortuna di incontrare maestre davvero in gamba.

Leggere rende un bambino un uomo migliore. Un consiglio su come far avvicinare un bambino alla lettura?

Leggere ci arricchisce. Ci regala informazioni. Non è detto, però, che solo questo ci renderà migliori. Sarebbe bello, ma irreale. Ci vogliono tante componenti: famiglia, scuola, ecc… Non mi piacciono certi scrittori che, pur di vendere libri, solleticano gli istinti più bassi degli esseri umani. Mi fanno ribrezzo. Il bambino si avvicina, naturalmente, alla lettura se quello che legge può essergli utile nella vita di tutti i giorni. La fantasia deve essere a servizio della realtà!

Claudio qual è stato l’ultimo libro che hai acquistato?

Guarda, ultimamente sto rileggendo i classici. Mi piacciono da morire. Ora più di quando ero adolescente. All’epoca li trovavo noiosi. Ma adesso è un piacere stare in loro compagnia. Davvero.

Il libro cartaceo resiste alla tecnologia degli e-book, a differenza della musica che si sceglie in digitale. Che ne pensi?

I libri cartacei sono i nostri amici più fedeli. Ci vai a letto, a pranzo, li tocchi, li sfogli. Senti la qualità della pagina. Li annusi. Ci scrivi sopra. Li tiri, qualche volta. I libri cartacei reggeranno per tanto tempo ancora. Speriamo!

Prossimi progetti?

Un altro libro. Qualche commedia. E tante cose che ancora non posso rivelare. Ma ci sarà da divertirsi!

Sara Grillo 

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