Lino Muoio

Lino Muoio

Si le musiche si possono mescolare ma proprio per il concetto di “mescolarsi” deve essere un momento in cui ognuno “dona” la sua esperienza in funzione di quello che si va a creare.

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Innanzitutto comincerei facendoti i complimenti per l’ottimo fraseggio. Ho sempre pensato al blues come una filosofia di vita ancor prima che uno stile musicale. Quanto è “blues” la tua vita?

Suono da oltre 25 anni appassionato di questo genere, lo conosco, lo suono e lo studio soprattutto per quanto riguarda l’uso del mandolino. Per il rispetto verso chi ha codificato questo genere ti rispondo che la mia vita non è “blues” in quanto non lavoro 12 ore al giorno nei campi, non sono nero, non vivo in condizione di segregazione.

Però dal Blues ho avuto una lezione di vita che cerco di mettere in pratica ogni giorno, ovvero il concetto di “verità”. Come i bluesman vecchi raccontavano la loro vita (gioia, sofferenza, sesso, malattia…) anche io scrivo brani originali raccontando la mia di vita. In questo senso la mia vita e soprattutto la mia musica è Blues.

Un tema molto attuale e forte : che idea ti sei fatto del "sistema Italia" dal punto di vista culturale/musicale?

Il sistema Italia, dal mio punto di vista, è vittima di un “cancro” : la televisione commerciale. Essendo oggi la via di diffusione più comune ed utilizzata, la televisione (mi limito alla musica) propone quello che viene costruito ad hoc per generare reddito, abbandonando così ogni possibilità di essere servizio pubblico, mezzo di diffusione della cultura e strumento di coesione sociale.

Ha cambiato e manipola i valori di riferimento della nostra società e, per quanto riguarda la musica, questo si traduce in “prodotti” usa e getta come i poveri ragazzi che fanno i talent, che a mio avviso avrebbero anche qualcosa da dire e da dimostrare ma che vengono triturati da un sistema che alla successiva edizione del programma di turno ha bisogno di “facce nuove”.

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La musica ti ha insegnato la disciplina,la preparazione ,il rispetto del lavoro e la capacità di sapere accettarne le sconfitte ?

Non solo, mi ha insegnato il rispetto verso il prossimo e l’onestà di suonare quello che si è dentro.

In più le continue esperienze all’estero mi hanno insegnato ad avere rispetto per chi ti ascolta e a condividere con gli altri musicisti le tue esperienze, perché così si cresce sia come uomini che come musicisti. In Italia (senza purtroppo) siamo ancora provinciali in questo…

Il nostro paese supporta adeguatamente i giovani talenti e più in generale le attività musicali di alto perfezionamento?

No (secco).

Cosa ha significato per te la collaborazione con I Blue Stuff? Cosa ti ha lasciato?

Con i BS collaboro ormai da 17 anni, quindi la considero la culla di tutta la mia evoluzione musicale. Senza i Blue Stuff non avrei mai pensato di suonare il mandolino Blues né tantomeno di iniziare una ricerca filologico storiografica sull’argomento che ha poi portato al primo Mandolin Blues del 2012.

Quale futuro attende il blues italiano?

Se permangono le condizioni attuali un futuro di “decoroso provincialismo”. A parte 6-7 nomi di livello internazionale il nostro movimento continua a sfornare musicisti che non sanno cantare e pronunciare correttamente l’inglese e che spesso non sanno quello che stanno cantando. Questo li porta ad essere semplici scimmiottatori del Blues made in USA, abbassando così ulteriormente il livello qualitativo.

Che ricordo ti rimane del maestro Ciotti?

Roberto mi ha lasciato uno dono, mi ha fatto definitivamente convincere a concentrarmi sul mandolino. Mi piace sempre ricordare un episodio in cui tra le varie Jam che abbiamo fatto assieme al Big Mama una volta mi disse : “Aò ma visto che lo suoni da paura, perché sto brano nun lo famo cor mandolino?” (scusa il romano).

Quale rapporto hai con gli altri stili musicali?

Mi piace la buona musica indipendentemente dagli stili, ne ascolto tantissima e cerco di farmi influenzare sempre perché lo ritengo un arricchimento personale prima che tecnico/musicale.

Questo mese uscirà Some Like it Lyric, un disco dove troviamo un connubio jazz-opera del soprano Renée e sax Jacopetti : secondo te tutte le musiche possono "mescolarsi" ? Oppure tu sei uno di quelli che considera la musica ed il suono nudo è puro '...

Si le musiche si possono mescolare ma proprio per il concetto di “mescolarsi” deve essere un momento in cui ognuno “dona” la sua esperienza in funzione di quello che si va a creare.

Quindi il tenore che canta un brano pop con impostazione tenorile mi fa veramente cagare (cambia il termine se vuoi). Se invece Bela Fleck suona con Chick Corea del jazz dove questi due mostri si influenzano a vicenda allora si che mi piace… (rif. album TWO)

Parlando di giovani : si è appena concluso il concerto del Primo Maggio. Quest'anno il "concertone" è stato in memoria di Giulio Regeni..giusto non dimenticare ?

SACROSANTO, basta farlo realmente soprattutto dopo che tra 1 mese si spegneranno i riflettori sulla vicenda.

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De Gregori, la mia vita a passo d'uomo è l'ultimo libro scritto da questo grande cantautore ; avrai modo di leggerlo ? che idea hai del cantautorato di protesta ?

No non credo perché ho altri gusti letterari . Il cantautorato di protesta non è tra i miei generi di riferimento ma ne ho assoluto rispetto poiché hanno il coraggio di esprimere delle idee che sono sempre un arricchimento culturale e personale per ognuno di noi.

Altra domanda riguarda l'ultimo pezzo di Povia e sulle sue ultime dichiarazioni : Rino Gaetano è riuscito a rimanere in equilibrio strappando così qualche ospitata in tv. Quindi secondo "Povia" : Rino Gaetano era uno politicamente corretto per farsi ospitare in tv? Che idea di questo tipo di affermazione ?

Non conosco bene la questione, ma per il rispetto che ho verso Povia e Gaetano, preferisco non commentare. Ti dico solo che per quanto riguarda le mie esperienze di ascolto di Rino mi sembrava uno che usava la straordinaria arma dell’ironia per prendere per il culo i potenti ed esprimere concetti scomodi.

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Beatles oppure Rolling stones : giusto suonare a Cuba come simbolo di distensione tra i popoli ?

Certo, la musica è un linguaggio universale, una delle poche cose che può unire tutti i popoli della terra. Un allegro di Mozart farà sorridere sempre un bambino bianco, uno nero, uno asiatico e…un baby marziano J

Da qualche giorno è uscito Black Cat di Zucchero ,il suo nuovo album sta dominando le hit parade : che idea hai di questo artista ti coinvolge "musicalmente" ?

A me Zucchero non è mai piaciuto, però se tramite lui la parola Blues viene pronunciata in uno stadio con 30.000 persone e tra questi anche sono 10 vanno ad informarsi su cosa è sto Blues e magari comprano un disco di Muddy Waters…allora viva Zucchero e il suo mojo!

Senti Lino preferisci ancora la cara vecchia radio per la diffusione dei tuoi testi oppure ti affidi come tanti musicisti alle varie piattaforme social?

Adoro la radio, sono di un’altra generazione. Ma comunque o per fortuna vivo in un’epoca dove, per arrivare alle persone, ci sono altri strumenti. Quindi uso anche i social (senza eccedere) per condividere la mia musica.

Pensi che il futuro ti possa riservare sorprese o la tua carriera rimarrà fedele al blues?

La mia generazione (40enni di oggi) è ormai abituata a vivere alla giornata… Sto lavorando ad altri progetti che travalicano il Blues quindi so solo che nella mia vita c’è stata e ci sarà sempre la musica ad accompagnarmi, sotto qualsiasi forma…

Vuoi parlarci della tua ultima esperienza discografica “The piano sessions” con Mario Donadone?

Il progetto nasce da un’evoluzione di Mandolin Blues, disco del 2012, il primo in Italia dedicato al mandolino Blues. L’idea è quella di continuare ad esplorare territori del Blues poco battuti, per questo ho pensato a questa formazione acustica composta da pianoforte, contrabbasso e mandolino oltre alla voce. Non essendoci esempi del genere se non in pochi isolati brani, diciamo che il suono del trio ce lo siamo costruiti assieme giocando sull’interplay e sulle esperienze di ascolto che ognuno di noi ha avuto. Il risultato finale è a mio avviso molto interessante e sicuramente originale rispetto al panorama Blues italiano. Mi piace sempre segnalare un brano “whistling the Blues” in cui il tema di voce è fatto con il fischio, caratteristica pressoché del tutto assente nei dischi di Blues italiano (almeno da 20 anni a questa parte).

Senti tra un mese ci saranno gli europei di calcio : ti sei preparato sei pronto a fare "un fioretto"in caso di vittoria ?

Beh, forza Italia sempre…ma fioretto proprio no. Lo farei volentieri per un sei nazioni di rubgy!

Progetti per il futuro?

Sto registrando Mandolin Blues : The Acoustic Session, altro episodio della serie Mandolin Blues. Questa volta ho invitato i migliori bluesmen acustici italiani per duettare su brani di mia composizione. Per come stanno andando le registrazioni…ci sarà da divertirsi!

Claudio Merico

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