Giovanni Palmieri

Giovanni Palmieri

[T]ESSERE la nuova personale inaugurata allo store Nat con un vernissage di successo diventato subito un grande evento della Capitale grazie anche all’organizzazione di Andrea Alessio Cavarretta

1531
stampa articolo Galleria multimediale Scarica pdf

Se si pensa ad un artista che è anche personaggio è facile identificarlo con Giovanni Palmieri il pittore, disegnatore, illustratore, fumettista impegnato anche nel mondo della cultura come direttore organizzativo della corrente Kirolandia e della comunicazione come speaker di Radio Godot. Lo abbiamo incontrato in occasione della sua nuova personale pittorica [T]ESSERE  allo store Nat di via Leonina a Roma in programma fino al prossimo 12 giugno coronata già da un ottimo successo per l’inaugurazione. In tanti, infatti, sono intervenuti, per ammirare le opere di Palmieri caratterizzate da acrilici su tela che esprimono collegamenti emotivi, descrittivi, rappresentativi dell’essere. Il grande affetto dimostrato dai presenti nei confronti dell’artista e la folla di complimenti, non ci hanno impedito di fare qualche domanda rivelando  un protagonista che, comunque, conosce il dono dell’umiltà soprattutto quando tende ad elogiare di più tutta la sua squadra prima di se stesso.

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});  


Ci parli dei tuoi collegamenti emotivi, descrittivi, rappresentativi dell’essere che esponi attraverso la mostra [T]ESSERE…?


Attraverso le opere della mia nuova personale [T]ESSERE ho pensato sin dall'inizio di creare un fil rouge tra vari concetti: i percorsi dell'esistenza,  i luoghi vissuti, le sensazioni umane e le strade che ogni individuo intraprende per avvicinarsi alla sua identità.


Con i tuoi tasselli dichiari di esprimere riempimenti attraverso tratti e colori. Ma saltano all’occhio anche gli spazi vuoti lasciati fra un elemento e l’altro… segno di una realtà che non si riesce ad esprimere del tutto o vuoti dell’animo…?


Ognuno di noi, per vari motivi, ha dei vuoti nella sua esistenza e spesso sono proprio quelle assenze a determinare il proprio percorso. Ognuno può affrontare queste mancanze in vari modi, io credo che si possano sempre riempire con la propria fantasia unita alla personale esperienza. Come quando si ritrovano dei frammenti di un mosaico romano ad esempio... non tutto è chiaro ma sempre collegabile anche in modi differenti.


Nell’opera Vesuvium con molta suggestione rappresenti il classico panorama di Napoli in total black che si tuffa in un oro intenso. E’ forse l’espressione di una città che nonostante problemi e contraddizioni è, comunque, destinata ad emergere sempre grazie all’aureo della sua storia, cultura e bellezze naturali?


Sì, è proprio così, Napoli è una città piena di energia, pronta a risorgere quando meno te l'aspetti con la sua vitalità. Potente, affascinate, quando arrivi a Napoli non puoi, nonostante tutte le sue difficoltà, essere pervaso dalla sua grande bellezza.


L’uso del colore dai tratti vivi e brillanti rappresenta una tua necessità di esprimere una certa passionalità dovuta anche alle tue origini partenopee o cosa?


La mia scelta del colore è dettata dal sentimento che voglio esprimere all'interno delle opere, in [T]ESSERE ho voluto che i messaggi fossero chiari. Comunque certamente mi piacciono le tenti nette e forti.

Hai esposto nello store NAT di Natalia Rinaldi fondendo la tua esposizione con le creazioni di moda al maschile della stilista. Credi che l’arte pur nascendo individuale può rafforzarsi se si incontra con altre espressioni sia pure di genere diverso…?


Ovviamente sì, ci credo realmente. Sono stato felicissimo che la bravissima stilista e amica Natalia Rinaldi mi abbia permesso di esporre i miei quadri presso il suo store NAT, coniugandoli con le sue stupende creazioni di moda, bisogna che le forme d'arte s'incontrino sempre e per questo molti elementi si sono uniti intorno alla mia mostra. È stata una scelta comune, anche dell'organizzatore Andrea Alessio Cavarretta che insieme a me dirige Kirolandia, la corrente culturale che portiamo avanti da anni con l'intento di promuove arte e cultura,  e della curatrice Maria Rita Ursitti, la nostra bravissima critica d'arte, ecco perché abbiamo pensato di unire a tutto anche il particolare fingerfood di Cookinart di un'altra professionista, Lucia d'Aloisio Mayo che, accettando di partecipare, ha reso il Vernissage veramente unico. Che dire poi del particolare allestimento del designer Maurizio Carrara, quella preziosa linea che univa i miei pensieri tra le tele. Ci tengo a nominare anche un'altra persona importante per il progetto, la fotografa e grafica della mostra Federica Flavoni che ha curato in modo unico la mia immagine e la Nouvelle Vague Magazine che si è resa subito disponibile ad essere media partner. Un vero lavoro di squadra intorno ai miei dipinti. Ringrazio veramente tutti.

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});  


Alla mostra si sono evidenziati una grande atmosfera di convivialità ma soprattutto l’affetto di tanti amici e conoscenti che ti hanno letteralmente sommerso. Cosa senti che sia più apprezzato il Giovanni persona o artista…?


Beh, in primo luogo spero la persona, per me l'amicizia è un valore importantissimo. Ovviamente spero che sia apprezzato anche il mio lavoro d'artista, è quello che faccio nella vita, mi sembra che i quadri siano piaciuti, ma questo giudizio lo lascio ai visitatori ed ai critici...


Quali sono state le figure che maggiormente hanno influenzato la tua preparazione artistica?


Sono tante, ma credo di doverne nominare solo una per tutte, mio zio Gesualdo Cantella, a lui devo la mia passione per l'arte, sin da quando ero piccolo ha stimolato la mia fantasia. Un uomo immenso, un bravissimo architetto, un filosofo di tutte le cose... che sarà sempre nel mio cuore.

Il giovedì dalle 19.00 alle 20.00 conduci “Do you Dream???” su Radio Godot. Ci parli un po’ di questo programma…


Lo conduco insieme ad una bella squadra, siamo in quattro, parliamo di sogni, è la trasmissione di Kirolandia. L'autore è Andrea Alessio Cavarretta, che ha ritagliato per me un personaggio basato sulla mia personalità un po' nerd, Claudia Cianchi alla regia e Francesca del Zio si occupa del fashion. Ci divertiamo tanto... nello specifico io mi occupo dei social sono a contatto mediatico con i nostri tantissimi ascoltatori. Radio Godot è una bella esperienza che l'editore Enzo Cagnetti porta avanti con tantissime idee e grande professionalità.


Un artista per essere credibile deve essere semplicemente se stesso?


Dev'essere il sé stesso uomo ed il sé stesso artista.

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});  



Dopo Roma, per [T]ESSERE è prevista anche l’esposizione in altre città…?


Si,  [T]ESSERE proseguirà il suo percorso nel mese di settembre a Napoli, mia città natale

Rosario Schibeci

© Riproduzione riservata

Multimedia