Luca Seta

Luca Seta

L’intento del film è mettere in guardia dalla pericolosità del web se approcciato nel modo sbagliato.

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Luca Seta, pseudonimo di Luca Barbareschi, classe 1977. Si avvicina alla musica a soli 15 anni iniziando a strimpellare la sua prima chitarra. Qualche anno dopo si avvicina anche alla recitazione frequentando un corso di recitazione teatrale a Milano. Da quel momento inizia la sua formazione artistica con un susseguirsi di corsi e stage, coltivando in parallelo la sua passione per la musica e per la recitazione.

E’ tra gli interpreti di “Infernet”, il nuovo film di Michele Calì e Federica Andreoli per la regia di Giuseppe Ferlito. Continua intanto anche il tour promozionale legato al suo disco “In viaggio con Kerouac” ed il prossimo appuntamento è nella Capitale il 20 maggio all’Auditorium Parco della Musica. Per l’occasione ci sarà la partecipazione straordinaria di Massimiliano Varrese.

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Luca, la tua vita artistica viaggia sempre su due binari paralleli?

Probabilmente dall’esterno può sembrare,visto che in tanti me lo chiedono,ma per quanto mi riguarda no… se si parla di binari paralleli si sottintende che non si incontrino mai,mentre a me piace pensare che tutto quello che faccio,recitare cantare scrivere e altro ancora, si fonda insieme su un unico binario.

Iniziamo col raccontare ai nostri lettori del film “Infernet”. Protagonisti temi di vita quotidiana: pedofilia,, prostituzione, vizio del gioco, bullismo, omosessualità. Storie che girano intorno ad uno strumento insidioso quale è il web, uno strumento che unisce vittima e carnefice. “Infernet” non vuole essere però una condanna del web ma piuttosto un invito “all’attenzione”. Vuoi dirci qualcosa in più?

Hai centrato perfettamente il fine ultimo del film. L’intento del film è mettere in guardia dalla pericolosità del web se approcciato nel modo sbagliato. Può essere una risorsa meravigliosa ma solo se usata nel modo giusto.

Nel film tu ed Andrea Montovoli interpretate una coppia omosessuale la cui vita privata viene sbattuta in rete da una baby gang. E’ triste che nel 2016 non si possa fare outing senza per questo prendersi il rischio di essere, per così dire, presi di mira. Come ti sei approcciato al tuo personaggio?

Io penso che l’amore sia amore. Nel momento in cui due persone si amano nel rispetto reciproco non vedo l’insorgere di nessun problema. Di conseguenza il mio approccio al personaggio è stato questo… non pensare alla scena come ad una scena d’amore omosessuale ma semplicemente come ad una scena d’amore… ed è stato tutto più facile.

Il film è stato inserito, per la sua valenza sociale, nel circuito Agis Scuola. Parteciperai a qualche incontro con gli studenti? Sarai parte attiva del progetto?

Sì e siamo molto contenti perché l’obiettivo più importante del film era quello di arrivare ai più giovani per metterli in guardia. Per quanto riguarda la mia partecipazione sto aspettando la chiamata. Parteciperò molto volentieri sperando nel mio piccolo con quel po’ di anni e di esperienza in più di poter dare una mano.

I social, ideati come strumento di svago e condivisione, spesso tendono invece ad isolare gli utenti dietro uno schermo. Insomma un pallone dovrebbe aggregare più di un social. Un tuo parere?

Penso che come in tutte le cose il problema non è la cosa in sé ma l’utilizzo che si fa di essa. Se ben utilizzati i social possono davvero essere aggreganti e dare la possibilità alle persone di fare amicizia. Detto questo, dopo che si è fatto amicizia non sarebbe male incontrarsi e fare una bella partita a pallone!

Che rapporto hai con i social ed il web in generale? Sei uno di quelli che si siede al pc e si lascia trasportare dalla navigazione di pagina in pagina?

In realtà no… mi piace la possibilità che mi danno i social di essere in continuo contatto diretto coi miei fan ma tornando alla metafora di prima sono più da partita a pallone.

Parliamo adesso del Luca cantautore e del tuo cd “In viaggio con Kerouac”. Undici tracce nelle quali trovano spazio suoni pop rock e cantautorato. Un evidente omaggio allo scrittore Kerouac e al suo celebre libro “On the road”, raccontaci..

In Kerouac e nella sua Opera la tematica preponderante è Il Viaggio… questo è quello che mi premeva fosse il mio primo Album da cantautore… un Viaggio… e si viaggia su più piani. E’ un viaggio di racconto, si passa infatti tra storie molto diverse tra loro, un viaggio musicale, infatti, grazie agli arrangiamenti di Gabriele Buonasorte, si spazia tra vari generi musicali e un viaggio emozionale che, per me tra l’altro, è il Viaggio più importante.

Nei tuoi testi c’è tanta attualità, cito su tutte “La canzone di Marinella parte seconda”. Se ne parla tanto ma non cambia nulla, il femminicidio resta una delle cause di morte più frequenti per le donne…

Purtroppo! Nell’attimo in cui si sconfiggeranno la paura e il silenzio molte cose terribili come il femminicidio o il cyber bullismo ,tornando per un attimo ad Infernet, potranno essere affrontate e sconfitte. Bisogna avere il coraggio di parlare quando si subisce un qualsiasi tipo di violenza, che sia fisica o psicologica, e anche quando se ne è spettatori…solo avendo il coraggio di affrontare il problema si può pensare di risolverlo.

Tra le tracklist “Cun al fusil an man” e “Fioc”a, anche due brani in dialetto piemontese. Ti capita di ritornare a Borgosesia, tua terra natìa?

Torno appena posso… è casa mia. Famiglia e amici storici sono lì e ad oggi, pur avendo girato e girando tutt’ora un po’ ovunque l’Italia ed il mondo, è ancora l’unico posto che mi sento di chiamare casa.

A breve partirai per il tour in Kazakistan, che tipologia di spettacolo porterai?

Porterò… in viaggio con Kerouac. Parlerò probabilmente in inglese tra una canzone e l’altra. Ma sto anche imparando qualche parola di kazaco anche se per ora con pessimi risultati! Ma il concerto sarà quello che sto portando, ormai da qualche mese, in giro per l’Italia… diciamo che per fortuna il made in Italy piace ancora!

Dimenticando per un attimo l’attore ed il cantante chi è Luca? Come ti definiresti?

Mmm… passerei la domanda a chi mi conosce bene… l’unica cosa che mi sento di dire riguardo me stesso è che sono curioso… ma se in passato questa curiosità mi portava a godermi poco quello che stavo facendo perché già pensavo a quello che avrei voluto fare dopo ora mi concentro di più sul godermi l’attimo fino in fondo…

L’ultimo concerto che hai visto e l’ultimo cd che hai acquistato?

Forward, concerto di Gabriele Buonasorte. Quartetto jazz… col suo sassofono Gabry è una bomba! una goduria sentirlo dal vivo. Ultimo cd comprato… Via delle girandole 10 di Fabrizio Moro.

Credi che il tuo aspetto ti abbia in qualche modo aiutato nella tua carriera?

In realtà non mi sono mai troppo soffermato sul mio aspetto fisico e non ci ho mai neanche troppo puntato… sicuramente a volte mi ha aiutato ma altre no. A volte se hai un bel faccino molti pensano che tu non abbia niente da dire… ma come dicevo prima non mi ci sono mai soffermato molto e non inizierò certo a farlo ora.

Luca presto potremmo vederti anche in veste di scrittore. Ti va di anticiparci qualcosa? Una poesia sarebbe graditissima!

Sì è vero! Sono in scrittura o meglio, sto riordinando le migliaia di fogli sparsi che ho in giro per casa. Per quanto riguarda l’anticipazione in questo momento mi riesce un po’ difficile ma spesso pubblico racconti e poesie sulla mia pagina Facebook perciò se vi va, ci vediamo lì!

Sara Grillo

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