Hijo De Puta – La Parabola Di Un Legionario Di Orietta Cicchinelli

Hijo De Puta – La Parabola Di Un Legionario Di Orietta Cicchinelli

La recensione di unfoldingroma

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In questi giorni di primavera mancata ho voluto leggere l’ultimo libro di Orietta Cicchinelli ”HIjo de Puta”.La copertina e il sottotitolo del libro, “la parabola di un legionario”, trasportano il lettore in un’atmosfera di eroici e invincibili guerrieri senza nome e senza patria.

La lettura di fatto mette poi in contatto velocemente con un o scenario alle Corto Maltese: un eroe da fumetto anni 70, un uomo roccioso, abile, il cui nome di battaglia richiama appunto le sue doti, la sua scaltrezza, la sua efficienza, ma…

Subito il velo si strappa e la narrazione ci svela la storia, la famiglia e i sentimenti che stanno dietro alla mitragliatrice, dietro a quell’aria indistruttibile.

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Un’infanzia non semplice, una vita che lascia credere ad una promessa di rivincita, il matrimonio e l’amore, ma che repentinamente, già il giorno delle nozze tutto è chiaro, si ripiega in un ineluttabile dramma.

Gli eventi quindi portano alla separazione, al dolore, al distacco da tutto e tutti. Poi la Legione spagnola e ancora la speranza di un’espiazione, di un riscatto.

Il nostro eroe di nuovo di spende, prima nell’addestramento e poi nella sua eroica carriera di legionario, senza paura, senza risparmio, motivato anche da nobili obiettivi che riesce a raggiungere con coraggio e grande abilità.

Quindi finalmente con il congedo intravediamo la pace, nuova vita e nuova serenità, ma nella parabola la discesa agli inferi succede inevitabile all’ascesa. E’ adesso che Giovanni, il vero nome del protagonista, conosce una nuova ed ultima stagione della sua vita segnata dal dolore, dalla malattia, dalla povertà e dall’emarginazione.

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Ciò che più colpisce nel succedersi delle vicissitudini di Hijo de puta è l’immagine di un uomo che seppure tra alterne vicende, mantiene saldo in mano il timone del suo essere più profondo, della sua dignità, del sapersi avvicinare alle persone con cuore comunque: tutto questo, anche nelle situazioni più tristi, fa di lui agli occhi del lettore un eroe vittorioso.

Un a lettura gradevole e sciolta, benché ricchissima di informazioni. Il libro lascia la sensazione di averne letti due diversi: un libro di avventura , con tanto di cartine geografiche e appunti di un guerriero, e un libro sulla realtà che si vive ai margini della società e della vita nelle Caritas delle nostre città.

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Sembrano due argomenti così distanti ed eterogenei che solo a posteriori si potrà godere del sapore pieno e pungente che il contrasto lascia in bocca al lettore. In ogni caso un’ottima lettura avvincente e commovente.

AnnaMaria Maurelli

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