Gabriella Giuditta Sin Infelise

Gabriella Giuditta Sin Infelise

Mi piacciono le donne libere, che hanno il coraggio delle proprie idee, che non si fanno influenzare da quello che una donna dovrebbe o non dovrebbe essere secondo gli standard della società.

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La nostra redazione ha incontrato Giuditta ,una splendida artista che ha tanto da raccontarvi nella sua interessante intervista realizzata con il nostro Mauro Iule.

Come definiresti la tua esibizione? Bourlesque? O è qualcosa di più?

Decisamente qualcosa di più. Il burlesque è un genere artistico che esiste dalla fine dell’Ottocento e ha avuto modo di evolversi nel corso del tempo. Noi performers oggi abbiamo la possibilità di contaminare, mescolare forme d'arte diverse fra loro: c'è chi si avvicina più al circo, chi al cabaret, chi alla danza, chi al teatro. Il burlesque è come un contenitore che può contenere qualsiasi tipo di espressione artistica. L'unico limite, forse, è legato alla parte più sensuale e femminile di noi donne, ma anche della sensualità maschile, perché ci sono alcuni colleghi uomini. 

Come ti sei avvicinata al burlesque?

Mi sono avvicinata al Burlesque cinque anni fa, quando ero in una fase in cui cercavo di sperimentare cose nuove che riguardassero l'eros e di capire che tipo di performer volevo essere. Documentandomi sull'argomento ho capito che esisteva già qualcosa di simile a quello che volevo fare ossia il burlesque. Ho iniziato a cercare e ho trovato che a Roma c'era un locale, il Micca Club, dove facevano spettacoli di burlesque, e proprio in quel periodo c'era un casting. Ho partecipato ed è iniziata così la mia avventura.

Come trovi ispirazione per dare originalità ad un nuovo spettacolo?

Prendo ispirazione principalmente da qualcosa di visivo. Credo infatti che molte performers di Burlesque siano principalmente delle visual artists, che durante l'esibizione creano un'immagine, un'estetica, un quadro. Spesso trovo ispirazione guardando un'opera di un artista e mi viene voglia di ricreare quella stessa atmosfera, l'emozione che mi trasmette. Poi inizio elaborare, a costruire e posso andare a finire in qualcosa di completamente diverso. Anche la scelta della musica può influenzare tantissimo. Oppure chiudo gli occhi, si forma un'immagine e mi viene voglia di riprodurla; o ancora qualcosa legato a un'atmosfera, una suggestione. Comunque il mio obiettivo è sempre quello di creare un micromondo, rompere l'energia esistente prima che io entri sul palco, trasformarla con la mia esibizione e portarla via con me quando esco dal palcoscenico.

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Quando ti esibisci il tuo obiettivo è quello di stupire? Divertire? Mostrarsi più umani o più divini?

Più divini, credo (ride). In realtà mi piace pensare di poter ricreare qualcosa di bello in assoluto e il bello in sé riesco ad accostarlo di più a qualcosa di divino. La mia tendenza è più questa al momento, anche se non è sempre e necessariamente così, perché esiste anche un bello più carnale, più umano.

Sempre più donne decidono di trasformare la loro passione per cucito, ricamo, maglia e molto altro in una nuova professione: tu partecipi alla creazione dei tuoi abiti di scena? Hai in mente dei progetti interessanti?

Partecipo sempre alla creazione dei miei abiti di scena, l'idea è sempre mia. Sono io che mi rivolgo a delle grandi professioniste che mi seguono e fanno in modo che le mie idee si possano trasformare in qualcosa di bellissimo. Mi ispiro, appunto, a dei dipinti, spesso all'alta moda. Mischio un po'. Poi ovviamente segue il lavoro della costumista con cui collaboro che miscela e unisce il tutto.

È Stato presentato un disegno di legge al Senato per mettere al bando le teorie riparative che pretendono di "guarire" dall'omosessualità i minori. Sei d'accordo? Che idea hai sui diritti civili e sulle coppie di fatto?

Credo che l’omosessualità non sia una malattia!

Di recente è scomparso il grande musicista Prince. Qualche giorno fa c'è stato l'omaggio delle Syncopated Ladies di Chloe Arnold sulle note di "When Doves Cry". Ti piacerebbe preparare una tua coreografia nel ricordare questo grande artista? Se si con quale delle sue bellissime canzoni ?

Qualche giorno dopo la sua morte c'è stato un concorso al Micca club, il Burlesque Factor, e c'era un mio collega grande performer di Burlesque, che si chiama Gonzalo della Verga, che ha fatto un tributo a Prince al quale ho partecipato anche io insieme ad un'altra collega. Quindi in piccolo lo abbiamo fatto. In realtà io sono contro i tributi per questi grandi artisti, mi sembra superfluo quando una persona ha fatto nella sua vita un'opera d'arte (adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});  

Nei giorni scorsi la modella plus size più celebre del Pianeta ha costretto il social network facebbok a fare marcia indietro dopo che aveva bloccato una sua fotografia usata per l'evento "Femminismo e grasso". Ti da fastidio quando i social vengono utilizzati per denigrare l'immagine femminile?

Mi danno fastidio in generale questo tipo di esternazioni. La moda e il fashion system si sono sempre basati su dei canoni e periodicamente ci sono modelle che fanno uscite di questo tipo probabilmente perché fa scalpore un'affermazione del genere ma alla fine le regole che vigono all'interno di quei sistemi rimangono invariate. Francamente non mi va neanche di giudicarle.  Penso che dovremmo concentrarci di più affinché ci siano persone, giovani donne, che siano abbastanza acculturate da saper discernere tra ciò che accade su una passerella, su una rivista e quella che è la vita reale. Quindi non penso che il problema sia la moda quanto l'evoluzione delle persone, che sicuramente deriva da altro, dall'istruzione e da molteplici altri fattori.

Maminydjama Maymuru, in arte Magnolia, è la prima Miss di origine aborigena. Ora è finalista per il Territorio del Nord a Miss Mondo Australia, selezione locale per Miss Mondo. "Voglio farcela per dimostrare ai giovani che tutto è possibile". Speri che vinca? Ti sembra solo una manovra mediatica? Che messaggio deve essere trasmesso quando non deve prevalere solo la bellezza?

Mi sembra un po' un mix di tutte queste cose. Sicuramente è una cosa bella che per la prima volta abbiamo una rappresentante aborigena come finalista. Certo non basta sicuramente a riscattare tutte le cose che sono state fatte ai membri della sua stessa etnia; forse è un modo anche per lavarsi la coscienza. Però non spero che vinca lei, mi auguro che vinca la più bella, al di là della appartenenza etnica.

Quali sono le donne che ti piacciono? Per la loro forza e il loro talento, per i loro successi o le loro scelte controcorrente? Qual è la donna a cui sei più legata dal punto di vista personale e/o professionale?

Mi piacciono le donne libere, che hanno il coraggio delle proprie idee, che non si fanno influenzare da quello che una donna dovrebbe o non dovrebbe essere secondo gli standard della società. Mi piace immaginare una donna convinta di poter essere o diventare qualsiasi tipo di donna voglia essere, rompere totalmente qualunque schema prestabilito. Poi se fosse anche una donna di talento e controcorrente ancora meglio, ma sostanzialmente che abbia la libertà mentale. Non ho mai avuto icone nella mia vita, soprattutto viventi. Sono molto legata a personaggi del passato come la Marchesa Casati, nobildonna vissuta all'inizio del Novecento, che ha investito tutto il suo patrimonio e ha dedicato tutta la sua vita all'arte, finanziando tantissimi artisti, tantissime opere e ha fatto di se stessa un'opera d'arte coniando l'espressione "farò di me stessa un'opera d'arte", quindi anche una delle prime body artists, se vogliamo. Ha ispirato ritratti, sculture di grandi artisti del Novecento, è stata musa di D'annunzio, suo carissimo amico, il quale le ha dedicato molte opere. Anche futuristi si sono affidati a lei per il loro i primi lavori. È stata davvero un’ icona fondamentale. Le hanno dedicato una mostra credo proprio l'anno scorso a Venezia.
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La scelta è caduta su di un abito verde smeraldo, con alta cintura in vita, già indossato nel 2014. Stiamo  parlando della principessa Kate Middleton che è stata fotografata con un abito riciclato. Sei d'accordo che l'idea di riciclo rimane un'idea sbagliata oppure un abito non perde mai il suo fascino con il passare nel tempo ?

Un abito non perde mai suo fascino col passare del tempo (sorride).

Hai mai organizzato o partecipato a spettacoli di  beneficenza?

Qui a Roma ho organizzato insieme al mio piccolo collettivo, il Burlesque Riot che esiste da 4 anni, in collaborazione col Micca Club, un benefit event, circa 3 anni fa per una performer, Dixie Evans, una leggenda del Burlesque, che purtroppo è venuta meno poco tempo prima di questo evento. In tutto il mondo sono stati organizzati degli eventi per raccogliere dei fondi che potessero servire a coprire tutte i debiti che aveva accumulato negli ultimi anni della sua vita e per il funerale.

Viaggi molto per lavoro. Quale viaggio hai in programma o vorresti fare nella pausa dal tuo lavoro? 

Viaggio moltissimo per lavoro e se immagino un periodo di vacanza, immagino solo un bosco verdissimo in cui addormentarmi

Puoi raccontare un piccolo esempio di felicità quotidiana che ci insegna a far durare un amore?

Credere che tutto sia possibile, fare follie insieme, giocare molto


Quali progetti per il futuro?

Continuare a fare il lavoro che svolgo sempre meglio. Quest'anno mi esibirò per la prima volta al Summer Jamboree ad agosto a Senigallia. È una esperienza molto bella e importante per me, perché è l'evento di cultura vintage più importante che abbiamo in Italia; spero che l'anno prossimo saremo ancora al Salone Margherita con il Micca Club; ho in mente di crescere con il mio collettivo facendo cose più alternative. Quest'anno ho avuto la possibilità di fare il mio primo spettacolo da ideatrice, dal nome "Regina Noctis: ritratto di una Musa" al Micca Club perché Alessandro Casella mi ha dato questa opportunità, insieme ad altri colleghi bravissimi del Micca Club. È stata la prima volta che ho avuto la possibilità di mettere in scena idee che si allontanavano anche un po' dal burlesque classico, una via di mezzo tra burlesque e performance art, musica classica, danza contemporanea. È stata un'esperienza molto appagante, spero di rifarlo il prima possibile e sicuramente capiterà. In poche parole il mio obiettivo è non fermarmi, fare tutto quello che amo e farlo bene, e non vedere quello che faccio nell'ottica troppo legata al lavoro ma sempre con passione e continuare ad essere fortunata come sono stata.

Mauro Iule




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