Vhelade

Vhelade

Non potrei mai cantare niente di banale, pre confezionato o privo di significato. Sono molto esigente con me stessa, forse troppo

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Diamo il benvenuto a Vhelade: la perfetta fusione tra stile, gusto Italiano, ed il cuore, il soul dell’Africa, un’artista dai testi diretti e profondi.  Quando hai sentito per la prima volta l’esigenza di scrivere un testo tuo?
Non so quando ho sentito questo richiamo, è davvero difficile ricordasi il momento. Mio padre ha sempre scritto canzoni, mia nonna è stata una cantante divina e io ho sempre amato leggere e scrivere, ma devo dire che in questo preciso momento della mia esistenza, le parole escono fuori come fiumi i piena, e distruggono tutti gli argini che si sono costruiti "nel'edu-castrazione" della vita, e finalmente so bene cosa voglio comunicare. 


“Insieme” è il tuo primo singolo, dal sound elettronico e leggero ma con un testo che colpisce duro, trattando le ipocrisie dei tempi moderni. Questo Occidente ha perso il senso della realtà? Il senso collettivo?

Non so se è un problema da attribuire all'Occidente, Asia o Medio Oriente, sicuramente il nostro continente vive in uno stato privilegiato e molto diverso dalla maggior parte del mondo, un paese in grado di concedere benefici effimeri, col fine di creare dentro di noi dei bisogni lontani dalla connessione con la terra, e il rispetto per il tutto, e in un certo senso obbligano la popolazione a lavorare come i matti per soddisfare questi bisogni, con lo scopo di renderci tutti asettici e sempre più divisi. Il popolo è sempre la vera vittima, che sia africano, americano o cinese, ma sono convinta che la coscienza generi coscienza, e che solo INSEME possiamo cambiare la nostra realtà circostante. 

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Il VideoClip del tuo ultimo singolo “Oro Nero” è stato girato in Africa? Che sensazioni hai provato nel condividere un momento così importante in un luogo che rappresenta parte delle tue radici più profonde?
L'Africa è il paese più antico del mondo, luogo incantato dove nasce la vita. Il Rapporto umano che ho incontrato, questa e tutte le volte precedenti, non è lontanamente paragonabile con noi occidentali. Esiste un profondo senso di fratellanza e di aiuto reciproco, dove il valore per l'umanità e la madre terra, sono sostituiti dal denaro. Un popolo connesso che vive solo con la concezione del presente, dimenticando il futuro. Ci siamo divertiti molto a girare questo video; non c'era una vera organizzazione, eravamo ad Addis per fare dei concerti e abbiamo sfruttato ogni momento per girare in luoghi fatiscenti e pieni di storia, anche rischiando tutti pericoli che si incontrano nei sobborghi di una città difficile e soffrente come questa città Etipoe.



Nella stessa occasione hai fatto un mini tour in Etiopia, come recepisce la tua musica il pubblico africano?
Il pubblico Etiope ha recepito molto bene la mia musica e il mio suono, mi hanno riempito di amore e salvato nei moneti più difficili. Ho avuto la fortuna di collaborare con i musicisti di Addis, e di formare la band che mi ha accompagnato per tutti i concerti previsti. E' stato molto istruttivo e talvolta estremamente estenuante confrontassi con professionisti culturalmente diversi da me e dal mio produttore. La musica è la storia concerta di un popolo, e mischiare le culture è un po' come generare una nuova vita.


Vuoi parlarci dei tuoi esordi musicali nelle trasmissioni di Chiambretti? Un’esperienza che ti ha traghettato dall’interpretare allo scrivere?
Mi sento molto fortunata, Sono stati 10 anni pieni di amore e crescita. E' stato un lungo percorso ricco di esperienze e di crescita, anno dopo anno ho potuto dimostrare il mio valore interpretando e ri-arrangiando a mio gusto tutti i brani del cuore dei miei artisti preferiti, ma l'anno scorso ho sentito chiaramente dentro di me l'esigenza di allontanarmi dal quel sistema, avevo raccolto e assorbito tutte le esperienze di cui avevo bisogno e allo stesso tempo, la tv non poteva darmi più niente, e nel modo più naturale possibile, ho deciso di concludere quel fantastico percorso, per dedicarmi totalmente alla mia musica.



Artista a tutto tondo. Hai collaborato con Maccio  Capatonda nel film “Italiano Medio”? C’è qualche aneddoto che ricordi con simpatia?
Marcello Macchia oltre ad essere un grande amico, è un genio e maniaco professionista. E' stato un onore partecipare a un progetto così importante e significativo per lui e per il messaggio che ha voluto comunicare con il suo italiano medio. Un divertente ma altamente sconfortante presagio della nostra società, priva di cultura e di buon gusto. Genio. Con lui tutto è divertente, ma interpretare la giudice di un talent show, è tutto quello che non farei mai, e la sua genialità sta nel fatto che è riuscito a rendere divertente una delle inutilità più assurde di questo ultimo decennio

Il “Soul” oltre ad essere uno stile musicale (che hai interpretato magnificamente per altro) è uno stile di vita per te?
Il soul non è altro che la fusione del blues e del gospel. E' la musica dell'anima che unisce la reale drammatica e verità delle semplice esistenza, con la profondità degli spiritual, laicizzando i concetti e definendo le melodie. E' sicuramente uno stile di vita per me, come lo è il blues, il punk, il rap e tutte le correnti che nascono dall'underground.

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“Vhelade cantautrice” è un po più  europea e mediterranea, e meno vicina ai modelli black americani, sbaglio?
Sono una milanese di origine AfroSarda, per me è sempre stato difficile affermare il mio essere in un paese che mi ha spesso considerato non italiana. Sono molto nazionalista e amo l'infinita cultura e la ricca trazione del mio paese. Il modello americano non mi appartiene, almeno non quello attuale. Il blues e il soul che mi hanno nutrito per tanto tempo, raccontano delle verità, senza ipocrisia, nette ed efficaci, e sono legati da qualcosa che va ben oltre il tempo e lo spazio, vibrazione profonde che uniscono tutti, indipendentemente dalla provenienza. La musica americana di oggi mi sembra tutta uguale e priva di storia armonia rispetto a 40 anni fa. Sono altamente legata a Paolo Conte e Battisti, e assolutamente disancorata a Rhianna o Beyonce. 



I tuoi testi appaiono sempre concreti, molto efficaci comunicativamente parlando, mai parole vuote o troppo “in voga” anche nei brani sentimentali. E’ una tua caratteristica  nella vita l’essere semplice, mai banale e diretta?
La mia natura è costantemente stata contro. Sono nata e cresciuta in una famiglia di pazzi, e andare controtendenza è sempre stata la normalità per me. Inoltre ho amato la letteratura e la poesia e dato molta importanza alla analisi del testo, alla sintassi e ai concetti filosofici. Non potrei mai cantare niente di banale, pre confezionato o privo di significato. Sono molto esigente con me stessa, forse troppo da quello che dicono i miei collaboratori, ma ho sempre sentito di avere una responsabilità nei confronti della musica e di chi mi segue. Ci sono così tante cose da raccontare che non penso possa bastare una vita.



Immagino tu stia lavorando al tuo primo disco, quando sarà in uscita?
A Ottobre uscirà AfroSarda, il mio primo album di inediti. Abbiamo lavorato più di anno a questo progetto, estraniandoci da tutto senza sosta, con ricerca maniacale di suoni, arrangiamenti e concetti profondi. Avrà un sapore aperto ed estremamente contaminato da tutto quello che mi piace, spaziando dal blues alla musica elettronica più minimale.

Come è nata la passione per il canto e quando hai capito che sarebbe diventato il tuo lavoro?
Ho sempre avuto la passione per il canto e per l'arte in generale, mi ha creato e nutrito. Sono figlia d'arte, e avendo avuto un'infanzia molto forte e totalizzante, era inevitabile ripercorrere le orme dei miei genitori, ma da adolescente avrei voluto fare altro, non ero pronta a vivere tutte le gioie e gli inevitabili disagi della vita dell'artista. A 15 anni ho avuto il primo vero ingaggio per un tour gospel itinerante in tutta Italia, e da quel momento, passo dopo passo, è diventata la mia vita.


Le tue canzoni nascono da vere e proprie esperienze personali o sono ispirate dalle sensazioni ed emozioni che sempre accompagnano la vita di un artista?

Le mie canzoni nascono sicuramente dalla mia esperienza di vita e da quello che ho raccolto fino adesso, ma spesso prendo spunto anche dalle esperienze altrui, gioie e frustrazioni di chi mi circonda, o semplicemente rimango ad osservare. C'è comunque un filo conduttore tra tutti i brani di questo album, ho voluto creare una continuità tra una canzone e un'altra per dare un senso e un significato maggiore al mio lavoro.

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Aretha Franklin o Miriam Makeba?
Direi Michael Jackson e Miles Davis, ma anche Roy Ayers e Jaco Pastorius.

Se dovessi descrivere la tua personalità con tre aggettivi, quali sarebbero?


Stacanovista, tormentata, Diretta.

Quando un Live nella Capitale? Tienici aggiornati!
Per il momento non sono previsti live pubblici nella bellissima Roma, ma solo eventi privati. Spero davvero di poter annunciare al più presto un mio live nella capitale.
Claudio Merico


photo by Alberto Zampieri!

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